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Chevrolet Volt |
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martedì 18 settembre 2007
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EcoPrototipi
L'importante è la trazione elettrica
La Chevrolet Volt, presentata al Salone di Detroit nel gennaio 2007, ha introdotto il concetto General Motors E-Flex: una “piattaforma” a trazione elettrica predisposta per diversi tipi di alimentazione a supporto delle batterie. La Volt non vuole essere, infatti, un’elettrica “pura”: le batterie hanno la capacità necessaria per un spostamento tipico casa-lavoro di poche decine di chilometri.
Se serve andare… oltre, intervengono piccoli generatori a benzina o gasolio o celle a combustibile a idrogeno. In questo modo, secondo Chevrolet, l’auto potrebbe adattarsi ai vari mercati mondiali e alle disponibilità locali di energia. Basata su un telaio molto basso capace di ospitare vari tipi di propulsione.  La trazione elettrica è affidata a un motore montato in posizione trasversale sull’avantreno e che muove le ruote anteriori. Anteriormente è disposto il generatore a E85 (85% bioetanolo) – tre cilindri turbo di 1000 cc - oppure turbodiesel da 1.3 litri di origine Opel/Fiat. La versione presentata a Shangai ad aprile 2007 aveva invece un sistema fuel celle e serbatoi di 4 chili di idrogeno. Le batterie sono al litio-ioni ricaricabili dalla rete capaci, da sole, di garantire un’autonomia di 34 km. A questi se ne aggiungono altri 480 km ottenuti grazie alla cella a combustibile. Le varianti con generatore a bordo, anche queste ricaricabili dalla rete oltre che dagli stessi motori termici di bordo, possono invece percorrere 64 km con un “pieno” di elettricità prima di dover ricorrere a bioetanolo o gasolio che allungano di un migliaio di km l’autonomia. Particolare attenzione è stata posta alla massima leggerezza costruttiva, con la più pesante versione a fuel cell che ha una massa stimata di 1588 kg.
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