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Opel Insignia
venerdì 24 ottobre 2008
News veicoli
Berlina e wagon di taglia forte con cinque motori Euro 5
Una berlina e una station wagon “media” dai consumi... medi. In tema di rispetto ambientale il debutto della Insignia, erede della Vectra per ora solo in versione 4 porte (a primavera 2009 arriverà la familiare), porta con sé luci e ombre.
Luci per la taglia notevole, al vertice della categoria, coniugata a un'ottima aerodinamica (Cx 0,27 per la berlina) e per l'omologazione Euro 5 dell'intera gamma motori che include due moderni turbodiesel dalla buona efficienza. Le ombre riguardano i consumi dei motori a benzina, con il 2.0 turbo di origine Saab che va abbondantemente oltre il muro dei 200 grammi/km di CO2 allo scarico, superando nei consumi una Suv come la Toyota Rav4. A questo proposito, va detto però che, secondo Opel, il nuovo modello è destinato proprio ad assorbire una discreta fetta del mercato Suv, i cui utenti stanno optando per auto più economiche nell'uso. E il livello di 5,8 l/100 km di Insignia con entrambe le motorizzazioni diesel – 2.0 da 96 kW/130 cv o 118 kW/160 cv - è fuori portata per una Suv di dimensioni inferiori ai 483 cm di lunghezza, 186 di larghezza e 150 di altezza della Insignia 4 porte. Il volume del vano bagagli, 500 litri, sale a 540 nella wagon. Le linee filanti seguono il filone, molto in voga, della 4 porte sportiva; un'impostazione seguita dalla stessa familiare che non per nulla si fregerà della denominazione di Sports Tourer. In ogni caso i consumi della 4 porte nel ciclo misto sono in linea con le berline concorrenti, attestate attorno ai 5,6-5,9 l/100 km, ma sono superiori non di poco a quelli della più potente, lussuosa e ancora più ingombrante Bmw 520d che, nonostante l'anzianità del corpo vettura, riesce a fare meglio: 5,1/5,3 l/100 km corrispondenti per berlina e wagon a 137 e 140 g/km. Per rimanere entro quest'ultimo valore con la Insignia 4 porte bisognerà aspettare la versione “verde” Econetic attesa per fine 2009, con una serie di interventi tra cui un'aerodinamica ancora migliore (Cx 0,26). Il turbodiesel 2.0 attuale è comunque un'unità molto moderna, offrendo su entrambi i livelli di potenza un sistema common rail di ultima generazione, 4 valvole per cilindro, fasatura variabile su aspirazione e scarico, turbina a geometria variabile. Per essere al top tecnologico (ed ecologico) tra le marche non di lusso manca solo il basamento in lega leggera come hanno i 2.2 Honda e Toyota. Comune a entrambi i propulsori anche la funzione overboost, che eleva la coppia massima per brevi periodi: da 300 a 320 Nm il 130 cv, da 350 a 380 Nm il 160 cv, sempre nella fascia di regimi tra 1750 e 2.500 giri minuto. Nei prossimi mesi, annuncia Opel, arriverà un altro turbodiesel 2.0, biturbo da 139 kw/190 cv. Il cambio automatico (a 6 marce, come il manuale) è disponibile, ma peggiora nettamente consumi (6,7/6,8 l/km) ed emissioni (175/177 g/km). Quanto ai motori a benzina, per il momento l'offerta è articolata su tre unità, tutte in lega leggera e a fasatura variabile, due delle quali sovralimentate con turbocompressore. L'entry level è un 1.8 da 103 kW/140 cv, molto leggero (118 kg), con consumi medi di 7,8 l/100 km e con emissioni allo scarico di 184 g/km di CO2. Un filo meglio dovrebbe fare il nuovo e più potente 1.6 turbo da 132 kW/180 cv, di cui è noto solo il valore stimato delle emissioni: 179 g/km. Ben più alto – 209 g/km con cambio manuale, 225 g/km con l'automatico – il valore di omologazione del 2.0 turbo di origine Saab da 160 kW/220 cv. L'applicazione dell'iniezione diretta non sembra aver placato la sete di questo propulsore, anche perché il valore del rapporto di compressione di 9,3, benché superiore a quello dell'1.6 turbo (8,8) resta ben lontano da quello della migliore concorrenza, il 10,5 ottenuto dalle unità dei gruppi Volkswagen e Bmw. Abbiamo quindi un consumo di 8,9 l/100 km con cambio manuale, dove la migliore concorrenza resta sotto gli 8 l/100 km; con l'automatico si sale ancora a 9,6 l/100 km, soprattutto per lo sconfortante – considerata l'etichetta Ecotec – valore di 14 l/100 km nel ciclo urbano.
Quanto alle tecnologie di bordo, segnaliamo che la Insignia sarà la prima vettura a poter disporre della telecamera per il riconoscimento dei cartelli stradali: se rileverà un limite di velocità o un divieto di accesso, il sistema lo “leggerà” e quindi lo riporterà in evidenza sul cruscotto. Altre opzioni tecniche riguardano la trazione integrale a inserimento automatico, le sospensioni a controllo elettronico e i fari allo xeno girevoli in curva. Sul piano ambientale, da segnalare le luci diurne a Led e i 250 componenti realizzati con materiali di recupero. Buona ma non eccezionale la percentuale di riciclabilità (85%) della vettura. In compenso la fabbrica di Rüsselsheim (Germania) che produce l'Insignia gode della certificazione ambientale ISO 14001 e non è troppo lontana dall'Italia, riducendo così l'impatto ambientale del trasporto fino al nostro Paese.











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