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Si inquina di meno, ma il trasporto su strada resta il n. 1
Ossidi di azoto -35%, ossido di carbonio -53%, ossidi di zolfo -70%. In sedici anni la lotta all'inquinamento dell'aria nei Paesi europei ha fatto notevoli progressi. Merito anche dell'evoluzione dei veicoli per il trasporto stradale che, però, restano i principali imputati in termini di emissioni nocive.
Lo dice un rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente che ha analizzato l'evoluzione della qualità dell'aria nei 27 Paesi comunitari. Il trasporto su strada, ad esempio, nel 2006 è stato responsabile del 39,4% delle emissioni di NOx (
ossidi di azoto), più del doppio del secondo fattore inquinante, la produzione di calore ed elettricità (18,7%). Quanto al CO (
ossido di carbonio), i veicoli sono “colpevoli” nella misura del 36,4% (il riscaldamento domestico è al 28,5%); primo posto anche nei composti organici volatili non metallici, dove i mezzi gommati rappresentano il 17,9%. Diversa la situazione per altri importanti inquinanti: la produzione di calore ed elettricità è la fonte principale di emissioni di SOx (ossidi di zolfo); le polveri sottili con diametro ”aerodinamico” inferiore a 10 e 2,5 millesimi di mm (PM10 e PM 2,5) vedono il riscaldamento domestico al primo posto, anche in questo caso precedendo gli stessi veicoli. In realtà la situazione italiana è opposta, con emissioni di particolato quasi triple per auto e camion rispetto al riscaldamento domestico. Un dato nazionale a sua volta contraddetto da quello di una delle regioni più industrializzate (e inquinate) d'Italia, la Lombardia.
Qui nel 2006 i due fattori sono stati quasi equivalenti grazie, se così si può dire, al riscaldamento a legna, poco usato ma che da solo vale il 97% delle polveri emesse dal riscaldamento domestico. Ad agricoltura e allevamento va di gran lunga la palma del maggior produttore europeo di ammoniaca, con una responsabilità superiore al 90%.
Vorremmo comunque sottolineare che il rapido sviluppo dei veicoli in termini di pulizia ambientale si fa invariabilmente sentire con diversi anni di ritardo, con tempi ancora più lunghi per gli autocarri che hanno una vita media superiore alle autovetture. Ogni mezzo nuovo introdotto sulle strade emette una minuscola frazione di emissioni nocive rispetto a quelli di vecchia generazione (Euro 0, Euro 1), alla cui pur ridotta presenza sulle strade è dovuta la maggior parte delle emissioni di alcuni inquinanti come CO, NOx, HC (
idrocarburi incombusti). Una sorta di “onda lunga” i cui effetti sono diventati evidenti solo negli ultimissimi anni e che fa ben sperare per il futuro. Ben diverso peraltro il discorso sui gas serra, dove le emissioni del singolo veicolo, in lieve calo, sono ampiamente compensate dalla continua espansione del parco circolante.
Il report dell'Eea è scaricabile, in inglese,
qui.