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Luca Petronio – Ruggero Maria Santilli
giovedì 09 ottobre 2008
Opinioni
Diritto di replica
L'articolo sul Magnegas di Ruggero Maria Santilli che abbiamo pubblicato a luglio ha suscitato pareri diversi da parte dei lettori. Tra questi quelli di Luca Petronio, sostenitore delle teorie di Santilli che ci ha inviato un testo per avallare la validità degli studi del fisico italo-americano.
Un documento che, per la verità, non ha dissolto le nostre perplessità sul progetto santilliano (anzi, le ha amplificate), ma che pubblichiamo integralmente in quanto riteniamo che la possibilità di replica sia un diritto fondamentale.
Considerato il contenuto del testo, riteniamo doveroso sottolineare che Alberto Balestra, autore dell'articolo di Autoambiente, non ha nessun grado di parentela con il dipendente Bmw Roberto Balestra e tanto meno ha da “proteggere il suo cartello dell'idrogeno”, come insinuato da Petronio.
Quanto all'autore dello scritto, non abbiamo trovato riscontro nel web sulla sua attività e sulla fondazione al quale ha dichiarato di appartenere (Environmental Protection Foundation di Tarpon Springs, Florida). A colmare la nostra mancanza di informazioni sono state due mail. La prima è firmata dallo stesso Ruggero Maria Santilli che ci spiega che Petronio, dopo il liceo in Italia, ha ottenuto il diploma di ingegnere in un college nella zona di New York e successivamente “venne in Florida in cerca di lavoro alcuni mesi fa, e il sottoscritto dette a Luca un lavoro temporaneo presso la Magnegas Corporation di cui il sottoscritto è Chief Scientist. Durante la sua breve partecipazione Luca è stato l'organizzatore della Environmental Protection Association”. In una successiva missiva Santilli ci ha informato che Petronio “è partito per il Sud America in cerca di lavoro perché la situazione finanziaria negli Usa è catastrofica”. L'altra segnalazione è arrivata dall'Institute for Basic Research di Palm Harbour (Florida), del quale Santilli è il presidente, nel quale l'editorial manager George F. Wriss conferma che Luca Petronio è stato “Research Associate” presso lo stesso istituto.


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I contributi per l'idrogeno del Professor Ruggero Maria Santilli
Sono un fisico nato ed educato in Italia che emigrò negli Usa perché l'Italia è ormai ossessionata e dominata dalla politica, incluso la scienza. Mentre considero la politica necessaria per aspetti politici, ritengo che il subordinamento della scienza alla politica sia un vero danno per la società, particolarmente quando si tratta di aspetti ambientali.

L'articolo di Alberto Balestra è una dimostrazione concreta del motivo per il quale ho lasciato l'Italia perché l'autore è totalmente ossessionato dal trattamento politico degli studi dello scienziato italo-americano Prof. Ruggero Maria Santilli (ex Università di Harvard, ora Presidente dell'Institute for Basic Research, con centinaia di nomine per il Premio Nobel sia in fisica che in matematica, CV disponibile nel sito (www.i-b-r.org/Ruggero-Maria-Santilli.htm).

Quando la scienza si subordina alla politica, sia essa di economia aziendale o di partito, la scienza muore. Ne consegue che, invece di proteggere il suo "cartello" dell'idrogeno per il quale chiaramente l'articolo è stato scritto, Balestra ha causato un vero danno all'idrogeno, soprattutto per l'enorme superficialità di studio e presentazione al punto che non esiste una sola affermazione nell'articolo che sia vera su un piano scientifico serio, dal che si conclude che i suoi scopi politici sono la sua priorità. Siccome io sono a favore dell'idrogeno, come lo è il Prof. Santilli, mi sento in dovere di fare i seguenti chiarimenti.

Opposizione del Professor Santilli all'idrogeno di Bush
Il Prof. Santilli è stato uno del massimi oppositori all' "idrogeno di Bush" lanciato dal Presidente Bush all'inizio della sua presidenza il quale, come è noto, tratta di: 1) idrogeno prodotto dalla riformazione di prodotti petroliferi, con inquinamento orrendo e superiore a quello della benzina; 2) conseguente "oxygen depletion" causata dalla sua combustione (rimozione di ossigeno respirabile e sua trasformazione in acqua); e 3) costi dell'idrogeno chiaramente superiori a quelli dei carburanti fossili da cui è prodotto, e in realtà proibitivi. In sostanza, l' "idrogeno di Bush" e noto essere stato proposto per lo scopo specifico di moltiplicare i profitti del cartello del petrolio con immensi danni all'ambiente ed all'economia.

Se l'Amministrazione Bush non parla più della "hydrogen economy" e la maggioranza dei programmi proposti sono stati interrotti o mai iniziati, lo si deve in gran parte al Prof. Santilli il quale ha attaccato continuamente gli "scientific advisors" del Presidente Bush, fino al punto di promuovere l'organizzazione di una seduta del Congresso americano sull'abuso dell'ambiente per motivare profitti equivoci.

A qual punto Bush non ha più parlato del suo idrogeno? La leva che ha costretto l'amministrazione Bush a non parlare più di questo tipo idrogeno "sporco" è proprio la "oxygen depletion" che Balestra ha criticato così tanto, ma senza argomenti tecnici come mostrato di seguito. Infatti, la seduta del Congresso Americano avrebbe aperto un'inchiesta sul fatto che le linee aeree americane hanno abbassato sin dal 2006 l'altezza dei voli di mille piedi. Come mai una tale decisione dal momento che a quota più bassa si consuma più benzina? Il motivo è proprio la "oxygen depletion" già esistente nel nostro pianeta, NON causata dall'idrogeno, ma dai carburanti fossili.

Tutti parlano dell'effetto serra causato dall'eccesso di CO2 nella nostra atmosfera che alcuni dicono di essere dell'ordine di un miliardo di tonnellate (non ho dati veramente sicuri, ma si tratta in ogni caso di un numero enorme). Tutti parlano di questo, ma solo il Prof. Santilli, nell'articolo da lui presentato al congresso del idrogeno a Monaco del 2000 (www.Magnegas.com/technology_part6.html)
ha avuto il coraggio di far notare che l'O2 nell'eccesso del CO2 era originariamente respirabile ed ora non lo è più. Inoltre l'O2 ha 32 amu (atomic mass unit, unità di massa atomica, ndr), mentre il CO2 ha 44 amu, per cui su un miliardo di tonnellate di eccesso di CO2 nel nostro pianeta, circa 727 MILIONI di tonnellate di ossigeno sono andati persi. Questi sono i dati ambientali gravissimi con cui il Prof. Santilli, a cui si aggiunsero poi tanti scienziati, ha bloccato l'idrogeno di Bush. Ciò è avvenuto insieme al fallimento economico di molti programmi che hanno assorbito molti fondi pubblici e privati senza apprezzabili vantaggi e con risultati disastrosi.

E' mia opinione che, adulterando la serietà del problema della "oxygen depletion" per scopi politici chiaramente equivoci, Alberto Balestra ha commesso un crimine, non solo contro la società, ma contro la sua stessa famiglia ed i suoi discendenti, oltre che contro la sua azienda identificata a calce.

L'idrogeno sostenuto dal Professor Santilli
Nell'articolo che ha causato iperboli mentali da parte di Alberto Balestra, molto probabilmente una "sbandata mentale su commissione", il Prof. Santilli scrive con grande chiarezza che è in pieno supporto all'idrogeno, ma sotto le seguenti condizioni:
1) La produzione dell’idrogeno sia basata sull'uso di energia pulita, cosa oggi sempre più diffusa rispetto al 2000;
2) L'idrogeno venga prodotto dalla separazione elettrolitica dell'acqua, o altri processi ecologicamente accettabili; e
3) dell’idrogeno prodotto venga catturato per uso come combustibile, ma L'OSSIGENO PRODOTTO VENGA RILASCIATO NELL'ATMOSFERA, come condizione inevitabile per evitare la "oxygen depletion" perché solo allora all'atto della combustione l'ossigeno viene ripreso e trasformato in acqua, e la percentuale dell'ossigeno nell'atmosfera rimane immutato.

La vera e propria minaccia per l'ambiente causata dall'articolo chiaramente equivoco di Roberto Balestra è che lui ha strombazzato sì l'uso di produzione dell'idrogeno con elettricità pulita, ma BALESTRA HA SOPPRESSO INTENZIONALMENTE LA CONDIZIONE CRUCIALE CHE L'OSSIGENO PRODOTTO DEVE ESSERE RILASCIATO NELL'ATMOSFERA E NON VENDUTO, se si vuole mantenere il bilancio dell'ossigeno .

Nella realtà tutto l'ossigeno oggi prodotto con la separazione elettrolitica dell'acqua è infatti VENDUTO per altri usi. Anzi, i prezzi odierni dell'idrogeno sono basati sulla condizione di vendere l'ossigeno, nella cui assenza il costo dell'idrogeno diventa molto superiore e quindi ancora più proibitivo..

Come esempio concreto, il Prof. Santilli ha portato dagli Usa all'Autodromo di Monza questo giugno una Ford Contour funzionante a Magnegas per partecipare al congresso Aria Pulita. Non è da escludere che il vedere una tecnologia come quella del Magnegas che è pronta industrialmente ORA e produce un carburante molto più pulito e molto meno costoso della benzina, questa apparizione, diciamo malefica per Balestra, ha causato il "commissioning" dell'articolo da altre case automobilistiche.
Per loro sventura, una bella foto della Ford Magnegas sulla sopraelevata della pista di Monza è stata pubblicata su Quattroruote di questo mese (agosto 2008), e altri articoli sono apparsi anche nella sezione finanziaria de La Repubblica e altri giornali europei (la rivista tedesca Natura ha pubblicato nella copertina una foto della Ferrari 308GTSi convertita dal Prof. Santilli a Magnegas e provato nelle piste della Florida). Insieme alla Ford Contour a Magnegas, il Prof. Santilli ha fatto arrivare a Monza varie bombole di Magnegas per dimostrare in concreto che il Magnegas taglia il metallo al doppio della velocità dell'acetilene, oltre a costare un terzo e avere tanti altri vantaggi.

Il taglio del metallo è stato fatto a Monza, come d'uso, mediante l'assistenza di bombole di ossigeno reperite naturalmente nella zona. Il Prof. Santilli si è informato sulla provenienza di questo ossigeno ed è molto probabile che questo fosse stato prodotto proprio dalla separazione elettrolitica dell'acqua per la produzione di idrogeno. Allora il Prof. Santilli ha fatto notare che, nel taglio del metallo, questo ossigeno si trasforma in ossido di ferro per cui assolutamente non è disponibile per la combustione dell'idrogeno.

È interessante notare che mentre si dilunga a criticare gli studi del Prof. Santilli sull'idrogeno con commenti tali da trasformare il prof. Santilli in una macchietta un po' ridicola, il Balestra non ha fatto un minimo accenno all'auto Ford Contour che ha funzionato per parecchi giorni a Monza con il Magnegas, senza necessità di trasformazioni o aggiunte nel motore e nella carburazione. Né il Balestra ha fatto il paragone tra questa auto e le auto della Bmw che hanno richiesto anni e fondi illimitati per funzionare a idrogeno! Non sarebbe lo scopo della newsletter “Autoambiente” esaminare le auto che funzionano con carburanti alternativi?

Nell'articolo su citato, il Prof. Santilli fa proprio bene a scrivere che, senza una considerazione e risoluzione seria del problema della "oxygen depletion", l'uso su vasta scala dell'idrogeno sarebbe così irresponsabile da causare al limite l'estinzione della razza umana in pochi anni i calcoli dicono che, se un terzo della auto oggi in circolazione funzionasse ad idrogeno senza una risoluzione della "oxygen depletion", la percentuale dell'ossigeno nella nostra atmosfera si ridurrebbe del 10% al qual punto la vita umana non è più possibile, dal momento che una riduzione del solo 5% causa collassi cardiaci.

I contributi del Professor Santilli all'idrogeno
Dopo un attento studio del settore (piuttosto che una sparata alla Balestra senza nessun approfondimento), la chiara evidenza stabilisce che il Prof. Santilli è lo scienziato che ha contribuito più di tutti per uno sviluppo sano dell'idrogeno come carburante.

I contributi del Prof. Santilli sono seri perché lui ha prima identificato con chiarezza i problemi ambientali e finanziari dell'idrogeno e poi li ha risolti a livello industriale, cosa provata dal fatto che oggi il Prof. Santilli è appoggiato da un programma industriale stabilito e finanziariamente solido. Ciò è avvenuto perché le sue ricerche hanno valore e applicazioni industriali e profittevoli ORA.
Il Prof. Santilli non ha certamente bisogno di "vendersi" ad alcuni interessi di parte...ho fatto una ricerca su Balestra e....non so cosa riferire perché non ho trovato nulla di nulla che lui abbia fatto, eccetto impieghi ordinari.

Vediamo invece alcuni dei contributi del Prof. Santilli all'idrogeno:

1) PRODUZIONE DI IDROGENO QUANDO RICHIESTO E DOVE RICHIESTO. Il Magnegas è composto dal 65% di idrogeno in "miscela" con altri gas e non con legami molecolari come per il metano, per cui è di facile separazione mediante separatori molecolari (stazioni di "Pressure Swing Adsorption"). Quindi, i reattori adronici del Prof. Santilli ora in funzione in vari paesi:
a) Producono idrogeno quando e dove si vuole al momento dell'avvio dei reattori Magnegas con la conseguente eliminazione dello stoccaggio e del trasporto;
b) Alleviano la "oxygen depletion" perché i fumi di scarico del Magnegas hanno circa il 14% di ossigeno respirabile di origine liquida e NON atmosferica;
c) Permettono la produzione dell'idrogeno a un costo veramente competitivo rispetto alla benzina dal momento che i reattori adronici del Prof. Santilli riciclano liquidi contaminati i quali, invece di costare 154 dollari/barile come il petrolio, danno un provento.

Il Prof. Santilli è stato invitato da tecnici di Schwartzenegger per promuove l'installazione dei suoi reattori adronici nella "hydrogen hyway" della California. Questo è quello che si può fare senza subordinazioni alla politica, e questo illustra l'impossibilità di fare cose scientifiche serie in Italia dal momento che vengono manipolate per scopi politici.

2) RISOLUZIONE DEL PROBLEMA DI "SEEPAGE". Un altro problema ben noto dell'idrogeno è quello del "seepage". E di ciò il Balestra si astiene bene dal parlarne, mentre invece è tutto intento a mettere in ridicolo il Prof. Santilli. La molecola dell'idrogeno è così piccola che passa attraverso gli spazi inter-atomici nelle pareti delle bombole. Uscite fuori delle bombole, le molecole di idrogeno salgono rapidissimamente (data la loro leggerezza) fino allo strato dell'ozono dove avviene una delle reazioni più rapide conosciute, H2 + O3 => H2O + O2, causando quindi la "ozone depletion", ossia la riduzione dello strato di ozono, con conseguente moltiplicazione dei cancri della pelle, cosa che non è di nessun interesse a Balestra perché a lui interessa solo il pagamento avuto per l'articolo denigratorio sul Prof. Santilli.

Identificato il problema con chiarezza scientifica, il Prof. Santilli ha trovato la sua soluzione industriale (con nuovi brevetti e nuovi programmi industriali finanziariamente solidi). Detta soluzione è permessa da reattori molto semplici che causano delle polarizzazioni elettromagnetiche a livello atomico a causa delle quali le pareti dei contenitori vengono polarizzate per induzione, e l'idrogeno stesso crea una grande barriera impedendo la fuoriuscita di molecole attraverso le pareti e prevenendo così il "seepage".

A questo punto pseudo scienziati gridano che l'idrogeno è paramagnetico, e quindi non si può magnetizzare. Certo, è vero, ma irrilevante perché i brevetti e le applicazioni industriali lavorano sul LIVELLO ATOMICO, ossia assicurandosi che ciascun atomo H nella molecola H2 abbia una polarizzazione. In questo caso, il valore totale della polarizzazione è nullo dato l'accoppiamento di singoletto dei due atomi (a spin antiparalleli), e quindi senza cambiare il carattere diamagnetico della molecola di idrogeno.

3) AUMENTO DELL'EFFICIENZA DELLA COMBUSTIONE DELL'IDROGENO. Un altro motivo per cui ho lasciato l'Italia è che i professori di fisica e chimica in Italia sono convintissimi di sapere tutto. Mettiamoli alla prova. La combustione dell'idrogeno produce circa 57 Kcal/mole. Dire a un professore di chimica in Italia che questa produzione di energia si può aumentare, causa la scomunica totale e l'espulsione dalla penisola su battello. Per fortuna ci sono degli scienziati come il Prof. Santilli che non si sottomettono a queste teologie politiche. Ricordiamo che la creazione della molecola H2 rilascia moltissima energia (circa 110 Kcal/mole). Quindi, per fare la combustione, la natura deve prima separare la molecola di H2, perdendo così tanta energia, come condizione necessaria per la creazione della molecola H2O. In altre parole, la produzione di energia nella combustione H2 + O => H2O è molto di più di quella misurata, solo che quella mancante è spesa per separare H2 e preparare gli atomi H all'accoppiamento di valenza con l'O.

L'idea del Prof. Santilli è semplicissima e consiste nella creazione di una specie particolare di idrogeno il quale contiene idrogeno ATOMICO, ossia già separato. Se i professori di chimica in Italia non credono che la combustione di un tale idrogeno non produca molto di più di 57 Kcal/mole, allora loro dovrebbero essere buttati via dallo stivale perché si squalificano automaticamente. Infatti, è facile calcolare l'AUMENTO della produzione di energia nella combustione mediante la percentuale di idrogeno atomico, con l'uso dell'energia che NON è stata sciupata per la separazione dell'H2.

Per capire i contributi all'idrogeno del Prof. Santilli, bisogna sapere che lui è stato in grado di portare questa idea a livello industriale maturo OGGI. Per questo i suoi programmi industriali sono vivi e vegeti anche in questo clima di economia così difficile.

Il comportamento incredibile della Bmw con il Professor Santilli
Nel sito (www.linkedin.com/pub/dir/Roberto/Balestra?trk=ppro_find_others) si legge che Roberto Balestra, un parente di Alberto (oppure Alberto stesso?), è responsabile del training della Bmw Italia Spa. Allora, per capire veramente come stanno le cose, oltre che per capire veramente la natura della sbandata politica di Balestra, i lettori debbono sapere che il contribuito scientifico per l'idrogeno più grande fatto dal Prof. Santilli è una nuova specie chimica chiamata "idrogeno santilliano pesante" il cui peso specifico è di circa 6 (sei) volte quello dell'idrogeno, naturalmente su scala di laboratorio, e almeno 3 (tre volte) su scala industriale, mentre il contenuto di idrogeno è del 99,8%. Questi non sono dati del Prof. Santilli, ma dati rilasciati per iscritto da direttori di laboratori americani, oltre che confermati dagli editori di Oxford che pubblicarono l'articolo.

La bozza del 2000 dell'articolo sull'idrogeno santilliano pesante è disponibile in pdf nel sito
www.i-b-r.org/docs/magneh.pdf

La pubblicazione dell'articolo avvenne ad Oxford come segue
Santilli, R.M.: ``The novel magnecular species of hydrogen and oxygen with increased specific weight and energy density", Intern. J. Hydrogen Energy, Vol. 28, pp. 177-203 (2003).

Una descrizione NON-tecnica è disponibile nel libro preparato per il congresso di Monza

"I nuovi carburanti a struttura magnecolare" (in italiano)
International Academic Press (2008)
disponibile in pdf dal sito
www.i-b-r.org/docs/Carb-Strutt-Magnecolare.doc

Gli studi tecnici sono contenuti nei cinque volumi
"Hadronic Mechanics, and Chemistry"
Ruggero M aria Santilli
Volumi I, II, III, IV e V
International Academic Press (2008)
Disponibili in formato pdf dal sito
www.i-b-r.org/ir00022.htm

Per la nuova specie di "idrogeno pesante" il Prof. Santilli ha avuto molte nomine per il Premio Nobel, alcune delle quali addirittura pubbliche e visibili nel sito
www.scientificethics.org/Nobel-Foundation.htm

Il Prof. Santilli è un grande sostenitore di auto usanti l'idrogeno come carburante e ha dedicato anni della sua vita al suo studio. Per questo partecipò al congresso dell'idrogeno del 2000 che fu organizzato dalla sede centrale della Bmw a Monaco, con l'intento di AIUTARE la Bmw nel suo progetto per un auto ad idrogeno.

Come tutti sanno, ma non lo dicono, a cominciare da Balestra che se lo dice perde il posto alla Bmw, il problema più grosso delle loro auto a idrogeno è quello che sono costretti a liquefare cataliticamente l'idrogeno perché allo stato compresso, l'idrogeno richiederebbe un rimorchio per avere una durata accettabile (l'idrogeno ha circa 1 BTU/L - British thermal unit, ndr - mentre la benzina ne ha circa 30.000 BTU/L per cui 30 litri di benzina - richiederebbero circa un milione di litri di idrogeno gassoso, quantità solo trasportabile in un carrello separato).

Inoltre, l'auto BMW a idrogeno, anche se tecnicamente una meraviglia dell'inventiva tedesca, non ha mercato per il costo proibitivo della liquefazione criogenica dell'idrogeno, che si va a sommare al costo originale ancora troppo altro dell'idrogeno, oltre al costo addizionale proibitivo per mantenere l'idrogeno allo stato liquido.

Il problema dell'auto Bmw a idrogeno, che ha impedito qualunque inizio di vendite, è che l'idrogeno liquefà praticamente allo zero assoluto e la transizione di stato da liquido a vapore è esplosiva, non per combustione ma per cambiamento enorme ed istantaneo di volume, a cui poi segue una esplosione per combustione. Infatti, durante le sedute del congresso sull'idrogeno della Bmw alla Bmw, uno congressista dell'Arizona si alzò e disse: "Se un mio vicino in Arizona compra una delle vostre auto a idrogeno liquido, io vendo la mia casa perché se il vicino in agosto se ne va a Las Vegas e l'impianto di refrigerazione si ferma, il cambiamento di stato prima e l'esplosione dopo creerebbero un cratere al posto della Bmw. Invece di usare l'idrogeno liquido, cercate altre forme di idrogeno che evitino la liquefazione criogenica."
Era proprio quello che il Prof. Santilli aveva studiato per anni, e il motivo per cui era andato alla Bmw, ma quello che successe è veramente incredibile.

In sostanza, secondo fonti attendibili che io ho verificato di persona prima parlando con il Prof. Santilli, e poi parlando a telefono con tecnici della Bmw facendo finta di essere critico, il Prof. Santilli fece l'impossibile per informare la Bmw della nuova specie di idrogeno. Infatti, il Prof. Santilli prima portò all'attenzione della Bmw nel 2000 la bozza dell'articolo sul suo idrogeno pesante suggerendo una verifica indipendente alla Bmw, ma senza ricevere nessuna risposta; poi portò alla attenzione della Bmw l'articolo pubblicato da un massimo giornale scientifico di Oxford, anche senza nessuna risposta; poi portò alla attenzione della Bmw copie delle dichiarazioni firmate da vari direttori di laboratori americani affermando, sotto pena della perdita della licenza e violazioni di leggi criminali americani, che il Prof. Santilli aveva infatti prodotto un gas che conteneva idrogeno nell'99,8%, ma aveva il peso specifico di 14,56 amu, ossia 6,74 volte quello dell'idrogeno usato dalla Bmw, 2,16 amu.

Per capire la gravità del comportamento della Bmw, bisogna sapere che basta solo raggiungere tre volte il peso specifico dell'idrogeno (ossia metà di quello raggiunto in laboratorio dal Prof. Santilli) per evitare completamente la liquefazione, perché a circa 3,5 volte il peso specifico convenzionale l'idrogeno ha un contenuto energetico identico a quello del metano e può essere usato negli stessi serbatoi del metano, incluso quelli di uso automobilistico. Niente di niente, la Bmw non mostrò nessun interesse, solo tentativi di screditare il Prof. Santilli, come ha fatto il parente del dirigente Bmw in Italia, Alberto Balestra.

Come ultimo gesto il Prof. Santilli portò all'attenzione della Bmw la produzione di idrogeno mediante separazione molecolare dal Magnegas prodotto dai i suoi reattori adronici a un costo che è una frazione di quello commerciale (perché il liquido di base dei reattori adronici ha un provento per riciclaggio invece di costare moneta), i quali reattori potevano trasformare i concessionari Bmw in PRODUTTORI DI IDROGENO, con immenso vantaggio alla compagnia perché i concessionari Bmw avrebbero potuto non solo vendere le auto ad idrogeno santilliano compresso, evitando la repulsione del mercato causata dall'idrogeno liquido, ma gli stessi concessionari avrebbero potuto vendere l'idrogeno ai loro clienti a costi accessibili, invece dei costi assolutamente proibitivi dell'idrogeno liquido usato oggi.

Nulla di nulla nulla uscì fuori dalla Bmw, nemmeno la cortesia di una ricezione del materiale ricevuto. Anzi, le voci rilasciate dalla Bmw a terzi sono state tentativi di squalifica del Prof. Santilli, come mi è stato confermato dalle mie telefonate alla Bmw fingendomi un oppositore del Prof. Santilli. Quello che mi dicevano dalla Bmw ridendo alle spalle del Prof. Santilli è che l'idrogeno è paramagnetico per cui i nuovi legami magnecolari necessari per aumentare il peso specifico sono solo una fantasia del Prof. Santilli e non possono esistere, affermazione che dimostrava l'ignoranza tecnica assolutamente totale dei tecnici della Bmw nel nuovo settore della chimica.

A quel punto il Prof. Santilli si è sentito giustamente offeso da questo comportamento così arrogante, irrazionale, sinistro, offensivo, autolesionista, antiscientifico e, soprattutto contrario a tutte le regole di management serio le quali regoli, come ben noto, richiedono LA VERIFICA di nuove tecnologie di rilevanza diretta per le loro aziende, invece di sparare critiche a tavolino. Come indicatomi per telefono, il Prof. Santilli ha giurato di trattare la Bmw nella stessa maniera, ossia di buttare nel cestino qualunque tentativo di contatto da parte di qualunque persona remotamente affiliato alla Bmw, dal momento che non ha alcun bisogno di loro! Potete verificare questa affermazione contattando il Prof. Santilli direttamente all'email " Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ”. Il Prof. Santilli si è rivolto ad altre compagnie molto più ricettive alle novità scientifiche ed industriali e...ha fatto un'altra barca di quattrini, mentre la Bmw è rimasta a tecnologie del secolo (o millennio?) passato. È tutto li.

RINGRAZIAMENTI. Vorrei ringraziare il Dott. Andrea Luzzi Franzoni di Roma per aver portato alla mia attenzione negli Usa l'articolo equivoco di Alberto Balestra. Vorrei infine ringraziare il Prof. Santilli per tantissimi chiarimenti, oltre che per il rilascio di tutti i documenti verificanti il contenuto di questo articolo

Dr. Luca Petronio
Environmental Protection Foundation

ALLEGATI






1) Foto reattore adronico santilliano usato per il Magnegas spedito a Monza















2) Foto della Ford a Magnegas spedita a Monza

















3) Analisi fumi scarico della Ford Magnegas











4) Articolo apparso su Quattroruote
"Copyright Quattroruote, Editoriale Domus S.p.A.,
per gentile concessione dell’Editore
"

5) Articolo apparso su La Repubblica


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Vorrei esprimere i miei sentiti ringraziamenti alla Redazione di Autoambiente per la pubblicazione dell'articolo di Luca Petronio sui problemi dell'idrogeno e loro possibili soluzioni. Ritengo che una tale pubblicazione sia importante per informare gli italiani di alcuni aspetti dell'idrogeno generalmente non indicati dall'industria nel settore, con delle referenze tecniche onde il lettore possa raggiungere opinioni indipendenti.
Vorrei inoltre rassicurare la cortese Redazione che, probabilmente, io ho molti più dubbi di loro sulle mie ricerche, in questo caso sulla produzione industriale della nuova specie di MagneHydrogen/MH (idrogeno al 99.8 % H2 ma con un peso specifico che è un multiplo di quello di H2) perchè, ogni qualvolta si passa la soglia del noto e si entra in terra incognita, probabilmente si vede una piccola luce nuova, ma il buio causato dalla nostra ignoranza della natura è immenso, per cui i problemi che si aprono, con conseguenti dubbi, sono sempre un multiplo di quelli risolti.
Con grande orgoglio di essere italiano, perchè l'Italia ha contribuito di più di tutti i popoli della storia per lo sviluppo della civiltà, bellezza e cultura in tutti i settori proprio per la capacità, oltre che il coraggio di affrontare terre incognite, saluto i lettori di Autoambiente e sollecito con sincero apprezzamento commenti soprattutto critici, ma qualificati ossia tecnici, perché cruciali per un  processo scientifico serio.

Ruggero Maria Santilli
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
www.i-b-r.org
www.santilli-foundation.org








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