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Editoriale
Quando il gioco si fa duro
Parlare d’ambiente o, nel nostro caso, di mobilità sostenibile, e proclamarsene paladini, oggi non solo è di moda. Ma è anche un mezzo facile e sicuro per le industrie automobilistiche di farsi tanta pubblicità gratuita, e, quel che più conta, con ritorni d’immagine più che positivi.
Dal recente Salone di Parigi a quello in arrivo di Tokio, per non parlare di quelli d’inizio anno 2009 di Los Angeles e Detroit, la parola d’ordine per ogni stand, nonostante l’imprevisto - ma apprezzato - ridotto costo del petrolio al barile, era una e una sola: per le energie alternative ci siamo anche noi!
Salvo poi dover fare, quelli che una volta si chiamavano i conti della serva, e scoprire che a tanto ottimismo sulla carta purtroppo non fanno certo riscontro altrettanti confortanti programmi per la messa in pratica delle tante idee portate in vetrina. In questo contesto perciò ha fatto sensazione, e non poca, la pagina pubblicitaria che la General Motors ha fatto apparire nei giorni scorsi sui maggiori quotidiani degli Stati Uniti. Il colosso automobilistico di Detroit, infatti, ha pubblicamente annunciato con questa inserzione a pagamento che a partire dal 2010 metterà in produzione di serie, e quindi regolarmente in vendita, un veicolo con propulsione mista ad energia elettrica e a benzina. Battezzata con il nome bene augurante di Chevrolet Volt, la vettura non avrà nulla di rivoluzionario per quanto riguarda design, carrozzeria, interni e organi meccanici, ad eccezione del motore che sarà, come detto, un ibrido di terza generazione. Dato che il tradizionale motore a ciclo otto alimentato dal carburante derivato dal petrolio, o anche a etanolo, ha il solo ruolo di generatore per caricare le batterie, mentre la trazione è affidata unicamente a un motore elettrico ad alte performances. La General Motors nella pubblicità già parla di percorrenze giornaliere con il solo motore elettrico di oltre 65 chilometri al giorno. Un dato che da solo forse non significa molto, ma che offre a ben il 75% del traffico americano abituale la possibilità di muoversi senza consumare una sola goccia di benzina. La novità è che la batteria al litio-ioni viene ricaricata automaticamente dal motore termico solo quando necessario. Naturalmente, come tutte le batterie, anche questa può essere ricaricata autonomamente collegandola a una tradizionale presa elettrica.
Come si vede, quando il gioco si fa duro…, per parafrasare una delle battute più celebri del cinema mondiale, nessuno sta con le mani in mano. Ed esemplare, da questo punto di vista ci sembra che sia proprio la General Motors, al vertice della produzione mondiale di automobili, a scendere in campo per prima e non solo con promesse ma con fatti concreti, anche se promossi attraverso una pagina di pubblicità!
Eugenio Zigliotto
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