Identico al modello in commercio per ingombri ed estetica, il prototipo della Suv coreana si differenzia per la propulsione ibrida benzina-elettrico che, appunto, permette di contenere le emissioni di anidride carbonica a 148 g/km contro le 248 della Santa Fe (con motore V6 2.7) sul mercato (i consumi passano da 10,4 a 6,2 l/100 km). Per ottenere tale risultato gli ingegneri Hyundai hanno abbinato un 2.4 benzina a un motore elettrico da 30 kW di potenza e 205 di coppia collegato direttamente alla trasmissione automatica a 6 velocità. L' alimentazione è affidata a una batteria ricaricabile al litio polimeri da 5,3 Ah/270V che secondo Hyundai offre maggiore capacità e sicurezza con minori costi di produzione rispetto a quelle con tecnologia al litio-ioni. Inoltre, secondo la Casa coreana, i “polimeri” garantirebbero anche un maggiore numero di cicli di carica-scarica prima del degrado della batteria.
Oltre alla propulsione ibrida, i tecnici Hyundai hanno provveduto a ottimizzare l'efficienza dell'unità benzina utilizzando componenti e olio a basso coefficiente di attrito e adottando sistemi per il risparmio di carburante, come lo
Start-Stop o l'allungamento della marce superiori. Quanto alle prestazioni, la velocità massima è di 170 km/h, l'accelerazione da 0 a 100 km/h è coperta in 10,6 s. Non è escluso che in futuro la Santa Fe possa essere prodotta, ma comunque non prima del 2009 quando dovrebbe debuttare la prima ibrida Hyundai, l'Elantra con alimentazione bi fuel a Gpl.