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Più grande ed ecologica
Cinque centimetri più lunga, cinque più larga, ma con emissioni di CO2 inferiori: le diesel partono da 134 grammi/km di CO2, le unità a benzina segnano un miglioramento che va dal 10 al 26%. È la terza generazione della Avensis, la berlina e familiare “media” giunta, con questa edizione, a dimensioni imponenti: 4,70 metri di lunghezza (4,77 per la SW) e 1,81 di larghezza.
La gamma diesel è quella che ovviamente ottiene i migliori risultati quanto a efficienza. È articolata su tre unità, tutte omologate Euro 5 e accomunate dalle più moderne tecnologie: iniettori piezoelettrici e common rail ad altissima pressione (2000 bar). Sono un 2.0 da 93 kW/126 cv e un 2.2 in una versione da 150 cv, abbinabile a un nuovo cambio robotizzato a doppia frizione, e una da 130 kW/177 cv. I migliori risultati, non ancora omologati, li ottiene il motore più piccolo, con 134 e 136 g/km di CO2 per berlina e Wagon (139 e 140 le versioni con filtro antiparticolato) e 5,1/5,2 l/100 km (due decimi in più col dispositivo antipolveri); il miglioramento rispetto al modello precedente è del 7-9%. L'unità intermedia potrà essere accoppiata a un nuovo cambio automatico a sei rapporti che, però, non dovrebbe essere molto efficiente se le emissioni passano da 147 g/km a “meno di 180” come dichiarato da Toyota. Di serie tutte le Avensis hanno una trasmissione manuale a sei marce con indicatore sul cruscotto del punto di cambiata ideale. Suggerimenti che, se accolti, ridurrebbero dallo 0,5 al 3% i consumi nell'uso pratico.
Il progresso nell'efficienza dei tre motori a benzina – ancora non si sa se saranno tutti importati - è dovuto principalmente al raffinato sistema Valvematic, che varia sia l'alzata sia la fasatura delle valvole. Il 2.0, non disponibile sulla serie attuale in Italia, guadagna un paio di cavalli (ora ha 112 kW/152 cv) e riduce del 15% le emissioni (163-164 g/km di CO2) con consumi di 6,9 l/100 km. Cifre che aumentano di pochissimo nella versione dotata, invece che del sei marce di serie, del nuovo cambio Multidrive a variazione continua
CVT che riduce del 26% il CO2 rilasciato allo scarico rispetto alla precedente unità automatica di tipo tradizionale. Il 1.6 e il 1.8 consumano da 6,5 a 6,6 l/100 km con emissioni comprese tra 152 e 155 g/km, pari a un calo del 10-12%. Dati da valutare positivamente considerata la maggior larghezza (l'altezza è invariata a 148 cm) e abitabilità e il deciso salto prestazionale dei propulsori: il 1.6 eroga ora 97 kW/132 cv (+20%), con coppia di 160 Nm (+6%); il 1.8, anch'esso disponibile con cambio Multidrive, arriva a 108 kW/147 cv (+14%) e 180 Nm (+5,5%). Molto favorevole il coefficiente di penetrazione aerodinamica (Cx), pari a 0,28 per la berlina e 0,29 per la wagon. La massa è un po' inferiore alla media della categoria, ma lievemente superiore alla concorrente e connazionale Mazda 6. L'abitabilità è notevole, come le misure del bagagliaio: 509 litri per la berlina, da 543 a 1609 per la familiare. Gli allestimenti disponibili per il mercato italiano non sono ancora stati comunicati; i prezzi non dovrebbero differenziarsi di molto da quelli della serie attuale.
