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Limiti emissioni auto 2012
giovedì 02 ottobre 2008
Opinioni
Un “bluff” le politiche ambientali UE o quelle dei costruttori europei?
“Un bluff senza senso né buon senso” quello della proposta dell'Unione europea per ridurre le emissioni delle auto. Lo ha detto Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, il 29 settembre all'assemblea dell'Anfia, che rappresenta l'industria dell'auto italiana.

L'anno scorso la stessa proposta aveva suscitato le ire del ministro dell'Ambiente tedesco, Sigmar Gabriel, perché favorisce “i costruttori italiani e francesi”. Mentre Marchionne pensa, come riporta “Il Sole 24 Ore”, l'esatto contrario: “Il costo che noi dovremmo sostenere non è che un modo per ridurre i costi ai costruttori di auto più grandi”. Eppure è stata proprio l'industria tedesca a spingere più di tutti contro l'entrata in vigore della norma nel 2012, idea bocciata dalla Commissione Ambiente europea.
Insomma i costruttori di auto piccole dicono che le norme favoriscono chi produce auto grandi e viceversa. Da una parte Fiat che vanta “le emissioni più basse d'Europa” e quindi dovrebbe partire avvantaggiata. Vero è che la formula per stabilire le “multe” per chi sfora i limiti è calcolata in base al peso. Altrettanto vero è che la maggior parte dei diesel Fiat soddisfa già le norme, così come fanno molte auto a benzina della concorrenza. Il problema si risolverebbe, quindi, se Fiat buttasse via i suoi propulsori più anziani e alleggerisse un po' le sue vetture: la Panda Panda (1050 kg a vuoto) con un vetusto 1.2 da 40 kW/54 cv a metano emette il 10% in più di CO2 di una Daihatsu Cuore a benzina (775 kg con 4 stelle nei crash test EuroNcap, una più della Panda) con un moderno tre cilindri in alluminio da 51 kW/69 cv e soli 69 kg di peso. Ma il pensionamento dei motori più economici richiederebbe investimenti che la convalescente Fiat non può assolutamente permettersi, nonostante i toni trionfalistici in sede di presentazione degli ultimi bilanci. E non è forse vero che Fiat sta sviluppando da tempo un rivoluzionario bicilindrico turbo a benzina di 900 cc dai consumi ridotti? Certamente sarà pronto nel 2012 e dovrebbe abbassare decisamente le emissioni e il peso delle vetture che lo adotteranno.
Così come i costruttori di auto di lusso tedesche, salvo forse Bmw, non sembrano avere le risorse – o, meglio, non vogliono utilizzarle - per rimanere nei limiti previsti nel 2012. Anche qui, ricordiamo i toni trionfalistici dei costruttori teutonici quando si parla di tecnologia: niente è impossibile per una Casa tedesca, nemmeno andare su Marte in auto, salvo evidentemente ridurre i consumi. Mentre ricavare cinquecento Cv di potenza e 1000 Nm di coppia come quelli dell'Audi Q7 V12 TDI, non è certo un problema.
Dove Marchionne ha ragione, invece, è nel dire che l'auto è sempre la più colpita quando si parla di emissioni e inquinamento, mentre ci sono settori dove gli interventi sarebbero più efficaci come, ad esempio, l'edilizia. Senza contare, come citato dall'amministratore delegato Fiat, l'effetto delle (cattive) abitudini di vita della gente comune. E questo lo diciamo benché i numeri citati da Marchionne a sostegno delle sue tesi ci sembrino discutibili. Passi per il “prudente” 5% attribuito alle auto nelle emissioni totali di CO2; ma dire che il provvedimento della UE ridurrà le emissioni dello 0,0015% significa che il parco circolante ridurrà i propri consumi dello 0,03%. Non ci sembrano necessari, come dice il capo dell'industria nazionale, 45 miliardi di euro l'anno per ottenere un simile risultato da parte dei costruttori europei. Una campagna per la pressione corretta delle gomme costa poco e rende molto di più... Va bene tirare l'acqua al proprio mulino, ma deviare interi fiumi ci pare eccessivo. Soprattutto se si parla di ambiente. Evidentemente giocare a carte scoperte non fa comodo ai costruttori continentali.


Alberto Balestra






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