Una ricerca fondamentale per capire l'andamento ecologico nazionale e che va a costituire l'Osservatorio ambientale sulle città Istat, serie storica di indicatori “verdi”, quali consistenza del trasporto urbano, qualità dell'aria, politiche ambientali, densità delle aree verdi o raccolta dei rifiuti.
Aumenta la domanda di mobilità cittadina
I dati del 2007 sulla mobilità urbana segnalano un incremento della domanda di spostamenti. Crescita soddisfatta soprattutto con l'uso di motocicli (+5,2%) e di trasporto pubblico (+4,9%), mentre è poco significativo l'aumento del tasso di motorizzazione (+0,6%). Il numero di auto per mille abitanti (620,9) è comunque in ripresa (la media 2000-2007 è di +0,3%) e superiore a quello registrato negli altri comuni italiani (592,6, +0,2 rispetto al 2007) e in molti altri Paesi europei. Le città più “intasate” sono Olbia (762,6), Viterbo (758,8), Latina (737,3), Frosinone (733,5), Potenza (709,5) e Roma (707,2), quelle meno motorizzate Genova (469,0) e, naturalmente, Venezia (427,1).
In merito ai motocicli, la crescita del +5,2% è inferiore alla media annua (+7,5%) del periodo 2000-2007 e conferma la diffusione dei veicoli a due ruote. Un aumento “da imputare”, sostiene l'Istat, “a diversi fattori: le difficoltà di parcheggio, il sempre maggior congestionamento del traffico urbano, le crescenti limitazioni della circolazione dei veicoli in zone cittadine”. I capoluoghi con più motocicli per mille abitanti sono Imperia (232,9), Livorno (229,3), Savona (215,3), Genova (212,0) e Pesaro (206,2), mentre la classifica è chiusa da Villacidro (37,0) e Sanluri (34,8).
Quanto al trasporto pubblico, nel 2007, nei 111 comuni considerati, autobus, tram e metro hanno trasportato 229,6 viaggiatori in un anno per abitante (+4,9%) con punte superiori nelle città con oltre 250.000 residenti (369,6, +5,3% rispetto al 2006). Tra queste le località con i maggiori incrementi sono Bari (+17,7%) e Roma (+7,8%), mentre a Catania c’è una contrazione del 5,5%. Da notare che la domanda cresce in maniera consistente dove sale l'offerta: a Messina, ad esempio, l'uso dei mezzi pubblici è salito del 130% tra il 2002 e il 2003 per l'introduzione della nuova rete tranviaria. Decisamente scarso il tasso di trasporto pubblico dei comuni con meno di 250.000 abitanti: solo 79,1 viaggiatori per abitante all'anno (+1,0% rispetto al 2006), 4,67 volte inferiore a quella dei grandi agglomerati urbani.
Più piste ciclabili e Put
Altri due importanti indicatori per verificare l'efficacia delle politiche di mobilità sostenibile sono la presenza di piste ciclabili e l'approvazione dei piani urbani del traffico veicolare (Put). Le prime sono cresciute del 13,9% nell'ultimo anno, anche se la distribuzione delle località virtuose è molto diversa nel Paese: 31,4 km per 100 km2 di superficie comunale al Nord, 8,1 al Centro e 1,1 nel Mezzogiorno. Capo classifica è Padova (114,2) seguita da Brescia (107,0), Torino (91,8), Bolzano (91,7), Treviso (77,8), Sondrio (73,4) e Mantova (72,2). Fanalini di coda sono Imperia (0,9), Reggio di Calabria (0,6) e Ragusa (0,2), oltre ai 29 comuni (nel 2006 erano 33) privi del tutto di piste ciclabili.
Lo strumento (il Put) previsto dall'articolo 36 del Nuovo Codice della Strada per migliorare le condizioni di circolazione, la qualità atmosferica e il risparmio energetico è adottato soltanto dal 77,5% dei 111 comuni, con un incremento del 2,7% nei confronti del 2006 grazie all'approvazione del Piano da parte di Foggia, Ragusa e Oristano. Tra le grandi città mancano ancora all'appello Palermo e Catania.
Il verde urbano fatica a trovare spazio
La densità di verde urbano rimane pressoché invariata rispetto al 2006. In media le aree alberate nei capoluoghi di provincia coprono il 7% del territorio. Leader di questa classifica è Pisa (71,9%) davanti a Cagliari (55,2%), L'Aquila (45,6%) e Biella (35,0%). Sul fronte opposto della graduatoria troviamo Pausania, Olbia e Taranto (meno dello 0,05%). Da sottolineare che gli strumenti per una corretta gestione del patrimonio verde sono previsti da poche amministrazioni. Soltanto 28 città (una in più del 2006) hanno stilato il Piano del verde e appena 78 (+6) hanno realizzato il censimento della flora.
Il problema del particolato rimane alto
Nonostante il potenziamento del trasporto pubblico e delle piste ciclabili il problema dell'inquinamento atmosferico rimane persistente. Gli interventi adottati (ma probabilmente anche le diverse condizioni atmosferiche) hanno consentito di ridurre dell'11,3% le giornate di superamento del valore limite per la protezione umana, ma il dato medio di 71,4 giorni/anno è ancora più del doppio di quello consentito dalla normativa (35 giorni/anno). I problemi maggiori si hanno al Nord (86,4 giorni, -14,0% rispetto al 2006), piuttosto che al Centro (70,6 giorni, -1,1%) e al Sud (49,5 giorni, -13,0 %). I maggiori problemi si registrano a Siracusa (273 giorni di superamento), Massa (226), Torino (190), Vercelli (178) e Venezia (150).
Trento, Bologna e Venezia le più compatibili
Per gli altri indicatori previsti dall'indagine Istat (acqua, rifiuti, energia) vi rimandiamo al documento originale limitandoci a citare che è aumentata la raccolta differenziata (+7,6%) e sono diminuiti i consumi domestici di gas metano (-6,9%) e acqua (-2,4%), mentre si registra un incremento di quelli energetici (+4,5%). Nel complesso nel 2007 i comuni più rispettosi delle compatibilità ambientali per Istat sono Trento, Bologna e Venezia. Appena fuori dal podio troviamo Belluno, Biella e Cuneo. Ultima è ancora Massa “che non sembra essersi attivata per migliorare le condizioni ambientali nel proprio comune”.
Per approfondire
Testo integrale Indicatore ambientali urbani 2008 e tabelle dati