L'iniziativa, in calendario dal 16 al 22 settembre, dovrebbe coinvolgere oltre 100 milioni di persone negli eventi organizzati in più di 1600 città grandi e piccole del Vecchio Continente. Molti i temi affrontati tra i quali citiamo la creazione di zone a traffico limitato, il potenziamento della rete ciclabile, l'informazione dei cittadini sui rischi per la salute collegati all'inquinamento, la promozione di un trasporto pubblico con flotte “verdi” e di forme di spostamento alternative. Tra le iniziative concrete ricordiamo il “Venerdì in bici” e la “Giornata senz’auto” che il 22 settembre chiuderà la rassegna e al quale hanno aderito anche Paesi extra comunitari, come Brasile, Canada, Thailandia e, per la prima volta, Cina.
L'idea della manifestazione nata nel 2002 non è solo di sensibilizzare l'opinione pubblica, ma anche di realizzare progetti che permangono dopo la “Settimana”. Un invito accolto nella passate edizioni da diverse amministrazioni comunali e, in particolare, a Léon (Spagna), città vincitrice del premio Mobility Award 2007 (nel 2006 era stata, con 15 nuovi esperimenti sul traffico, Copenaghen) grazie all’inaugurazione di una nuova linea di autobus e di una pista ciclabile.
La nota dolente riguarda l’Italia che con 29 città aderenti (mancano Torino e Milano!) è surclassata da altre nazioni, come Austria (378), Spagna (317) o Francia (179). Non solo. A differenza degli altri Paesi, la Penisola non ha un sito dedicato, un coordinatore nazionale e nella home page del
Ministero dell’Ambiente non c’è nessun riferimento all’evento.
Per approfondire
Settimana europea della mobilità (ing.)
Settimana europea della mobilità - Italia
Giornata internazionale senza auto (ing.)
Venerdì in bicicletta (ing., fr., ola.)