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N. 15-2008 |
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mercoledì 10 settembre 2008
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Editoriale
Meglio i soldi dell'aria pulita
Il titolo è dichiaratamente provocatorio. Ma, diremmo, d’obbligo dopo la recente decisione della commissione industria ed energia dell’Europarlamento con la quale è stata approvata un’estensione di tre anni di tempo per permettere alle Case automobilistiche di ridurre le attuali emissioni di CO2.
In parole povere quindi si dovrà aspettare, ma il condizionale a questo punto è più che mai d’obbligo, il 2015 per sperare di respirare nei centri urbani un po’ di aria meno inquinata. Certo prima del voto finale la commissione ambiente dello stesso Europarlamento ha ancora il diritto di esprimere il suo parere definitivo. Ma c’è poco da essere ottimisti. Se la potente lobby che rappresenta il mondo dell’automobile è riuscita ad influenzare la maggioranza di coloro che siedono a Bruxelles per spostare gli equilibri già previsti di nuovo a favore dell’industria delle quattro ruote, anche se solo di tre anni, riesce difficile immaginare un rovesciamento delle parti. Per la logica degli interessi dei grandi gruppi industriali è un regalo non da poco. Altri tre anni di profitti, ovviamente per chi è in grado di accumularli, a carico della comunità è difficile rifiutarli. Soprattutto perché, se assieme all’aspetto finanziario del ritardo negli investimenti per l’ambiente quest’imprevista dilazione consente pure di prendere ulteriore tempo nel definire la giusta strategia per minimizzare i costi aggiuntivi per essere in regola per il prossimo futuro, il vantaggio diventa più che consistente. Prospettiva che, nell’ottica dell’uomo della strada, si rovescia di 180 gradi. Perché per tutti, donne ed uomini, vecchi e bambini, animali e piante, altri tre anni di massiccio inquinamento da CO2 con percentuali sicuramente in crescita, significano solo disagi, problemi e magari costi aggiuntivi. Sì, perché, al quadro decisamente negativo che si prospetta da oggi al 2015 per quanto riguarda l’impatto ambientale ed ecologico delle maggiori metropoli europee, per il povero cittadino potrebbe aggiungersi facilmente anche la beffa di pagare di tasca propria il disastro. Nel senso che la mostruosità dell’Ecopass inventata dal Sindaco di Milano, si direbbe solo per arricchire le casse comunali a giudicare dai risultati rilevati da alcune serie indagini che lasciano capire che ambientalmente la situazione è tale e quale a prima, è già stata presa in considerazione dai sindaci di molte altre città, e non solo italiane, come panacea di ogni male da inquinamento.
L’argomento è troppo serio per poter essere esaurito in poche righe, ma l’unica cosa certa è che i costruttori d’automobili a questo punto possono dire un grosso grazie ai politici di Bruxelles. A noi invece la piccola consolazione che, la prossima volta che andremo alle urne, forse sarà il caso di riflettere su chi mandare a rappresentarci a Bruxelles.
Eugenio Zigliotto
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