La grande compagnia statunitense ha ottenuto risultati eclatanti in termini di riduzione dell'impatto ambientale in un mondo, quello del trasporto aereo, dove i margini di miglioramento sembrano modesti. Il risultato, a parte l'immagine “verde” che ha portato la compagnia al secondo posto nella classifica ecologica del periodico
Fortune riservata alle grandi aziende, ha avuto ovviamente ricadute molto positive sui costi vivi per i carburanti.
La riduzione delle emissioni di CO2 in volo è stata ottenuta essenzialmente modernizzando l'intera flotta, tutta formata da bimotori anche sulle rotte più lunghe in quanto più economici ed efficienti dei quadrimotori. La compagnia ha acquistato 270 nuovi aerei di ultima generazione negli ultimi 10 anni, con un investimento di 12 miliardi di dollari e un risparmio di 1,2 milioni di tonnellate di gas serra emessi annualmente rispetto al precedente parco velivoli. Altri velivoli già in uso presso la Continental, come i Boeing 737-500 e 757-200, sono o saranno modificati con l'applicazione di “winglet”, alette verticali sulle estremità alari, che riducono del 5% circa la resistenza in volo a velocità di crociera. Altri interventi per così dire “after market” riguardano l'alleggerimento, ottenuto ad esempio sostituendo i dischi freno in acciaio con quelli in carbonio. Continental ha anche piazzato il più grande ordine, 25 aerei, per il nuovo Boeing 787. Un velivolo che promette un'efficienza eccezionale e ridotti costi di gestione, grazie soprattutto a una struttura formata dal 50% di materiali compositi, più leggeri delle leghe di alluminio e non soggetti, come i metalli, a fenomeni di “fatica” che riducono la vita utile dell'aereo e richiedono costosi controlli periodici per garantire la sicurezza in volo.
La compagnia ha anche studiato procedure per ridurre il consumo degli aerei nelle operazioni a terra. Si va dall'uso contenuto degli inversori di spinta dei motori per frenare l'aereo in atterraggio al rullaggio all'interno degli aeroporti effettuato con un solo motore o tramite traino da parte degli appositi mezzi di terra. Se possibile, inoltre, si fornisce energia dall'esterno agli impianti di bordo (ad esempio l'aria condizionata) dell'aereo posteggiato per evitare l'uso del generatore di bordo alimentato dal normale carburante per jet. La pulizia frequente dell'aereo e dei condotti dei motori è un altro elemento che consente un piccolo ma apprezzabile risparmio energetico.
Altri provvedimenti riguardano i macchinari di terra negli aeroporti: dove possibile, veicoli e sistemi alimentati a benzina o gasolio hanno lasciato il posto ad analoghe macchine elettriche. In questo modo le emissioni di ossido di azoto prodotte da macchinari a terra sono state abbattute del 75% nell’hub di Houston, il più grande dove opera la compagnia americana.