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N. 14-2008 |
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mercoledì 23 luglio 2008
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Editoriale
Saloni o musei?
Sono reduce dal Salone dell’Automobile di Londra. Quindici giorni prima, per combinazione, ero stato al celebre Museo Schlumpf, a Mulhouse in Alsazia, quasi al confine con la Svizzera. Dal mio punto di vista, anche se paradossale, mi è sembrata la stessa cosa.
Con la differenza che per l’incredibile raccolta di grandi auto dell’anteguerra (anche due Bugatti Royal!) voluta dai fratelli Schlumpf è dichiarato apertamente lo scopo di voler testimoniare a quale livello di raffinatezza tecnica ed estetica sia riuscito a spingersi il genio umano nella prima metà del secolo scorso sul tema della mobilità individuale. Mentre nella capitale inglese la presunzione è di credere che la, peraltro esigua, passerella di novità rappresenti lo stato dell’arte sempre sul tema della mobilità individuale dei prossimi anni e non invece l’ultima e più attuale fotografia di come l’automobile sia stata sviluppata e interpretata nella seconda metà del secolo scorso. In sintesi niente altro che due passerelle del passato in entrambe le occasioni. E se la cosa per Mulhouse è logica e apprezzabile, mi pare invece del tutto fuori luogo per l’Expo londinese. Con l’aggravante che per gli inglesi era già a portata di mano la grande occasione di occuparsi del tema della mobilità individuale della prossima metà del primo secolo del Terzo Millennio. Tema peraltro forse intuito, visto che è stata sbandierato, e anche con molta enfasi, l’allestimento di un padiglione dedicato alle auto elettriche ed ecologiche. In realtà un microscopico angolino dove la raccolta d’auto elettriche è rappresentata più che altro da una decina di esemplari scelti tra quelli progettati come mini car da città più o meno trenta, o venti, anni fa. Ipotesi di lavoro che più che suggerire immediati balzi in avanti, teorici o pratici, danno l’idea concreta di come, ancora oggi, in pochi hanno realizzato che in realtà in base a quello che sta succedendo con il prezzo del petrolio, e quindi con la ricerca di nuove fonti energetiche, il tema dell’ecologia sia oramai più che mai a braccetto con quello dell’economia. Quindi delle vetture da portare sulle strade domani. Per non dire oggi! Vista l’attualità della tematica della crisi energetica. Invece il Salone di Londra, come quasi sicuramente quello del prossimo fine settembre di Parigi, e forse anche di quello successivo di Tokio, sono ancora fermi a fare passerella su un oggi, che equivale sempre più a un ieri dell’automobile, piuttosto che sul suo domani. Nonostante le decine, o forse le centinaia di migliaia di visitatori attesi, e gli articoli forzatamente celebrativi dei molti giornalisti presenti (però solo se invitati a spese dirette dalle stesse Case produttrici!), il tutto però non depone certo a favore di una razionale presa di coscienza sia da parte degli attori sia da parte degli spettatori.
Malinconici cimiteri di elefanti come quello rappresentato sempre a Londra dall’angolo dedicato alla rassegna delle Supercars di produzione attuale (Ferrari, Porsche, Maserati, Lamborghini, Aston Martin e via dicendo) ispirano strane riflessioni, naturalmente a patto di non essere ancora drogati dalla “benzina”! Come dire che hanno diritto di cittadinanza, per fortuna o per disgrazia secondo i punti di vista, ma oramai sempre più solo al Museo Schlumpf o a raccolte similari!
Eugenio Zigliotto
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