Mercato
È crisi, e continuerà. Bene le ecoauto
Oltre 160.000 immatricolazioni in meno, pari a una flessione dell'11,5% rispetto alle 1.422.267 consegne del 2007: questo in estrema sintesi il risultato del mercato dell'auto in Italia nel primo semestre dell'anno.
Un calo significativo dovuto a una crisi strutturale internazionale che sta attraversando il settore causata, come afferma il presidente dell'Unrae (unione che rappresenta le Case estere) Salvatore Pistola, da una “vera e propria esplosione del costo del petrolio, un quadro finanziario globale denso di incertezze, una bassa crescita economica e un sistema del credito fragile e restrittivo”. “Queste problematiche – ha aggiunto Pistola – non si risolveranno né in breve tempo, né con provvedimenti unilaterali decisi dai singoli Paesi. Sono, infatti, necessari interventi concordati, di carattere globale, mirati a ridurre i costi e le dipendenze energetiche”. A confermare lo stato di crisi del comparto sono altri due indicatori: la raccolta degli ordini e i trasferimenti di proprietà. I primi, che sono un importante indicatore per capire la tendenza future, a giugno si sono attestati a 162.000 unità, con una flessione del 15% rispetto ai 191.000 ordini dello stesso mese 2007. Ancora più consistente la perdita subita nel primo semestre: -18,5%. I secondi, pur in attivo nei primi sei mesi dell'anno (+2,4%), sono in costante discesa, tanto che a giugno si è registrato un -6,5% con “soltanto” 391.459 volture contro le 418.804 del 2007.
Aumenta la domanda di piccole ed ecologiche
Da un'analisi più approfondita dei dati emergono alcune informazioni interessanti.
1. Le ecoauto continuano a crescere. Nei primi sei mesi del 2008 i modelli identificati con alimentazione “altre”, voce che include bi fuel, monofuel a metano, elettriche, ibride e a bioetanolo, sono aumentati da 46.315 a 70.393 unità (+52%) passando dal 3,26 al 5,59% del mercato nazionale. Un andamento positivo che sembra destinato a proseguire visto che a giugno le immatricolazioni delle ecoauto sono state 11.459 (+26,3%), il 6,22% del totale, in un mercato in discesa di 19,5 punti percentuali.
2. Gli italiani scelgono modelli sempre più piccoli. L'unico segmento che ha registrato un incremento delle immatricolazioni rispetto al primo semestre del 2007 è proprio quello delle “piccole” da città (come le Fiat Panda e 500 e il trio Toyota Aygo, Peugeot 107 e Citroën C1). Passate da 232.432 a 247.512 unità (+6,5%), hanno portato la propria quota di mercato dal 16,34 al 19,65%, tre punti percentuali “rubati” al segmento delle “utilitarie” (Fiat Punto, Vw Polo ecc.), in calo dal 41,91 al 38,59%. Lo stesso slittamento verso il basso si percepisce nella fascia alta del mercato, dove alla discesa delle quote di mercato dei segmenti E (superiori) e F (alto di gamma) corrisponde una crescita del segmento D (medio superiori).
3. Downsizing delle carrozzerie. La suddivisione per tipologia di carrozzerie non subisce scossoni evidenti, anche se è possibile delineare delle lievi tendenze. La prima riguarda le fuoristrada, settore in ribasso, ma non in maniera così evidente (-12,1% contro il -11,5 del mercato complessivo). Inoltre, la perdita di 12.915 consegne è quasi completamente assorbita dalla crescita di 10.857 unità (+370,8% rispetto al 2007!) registrata dalle crossover. Un dato che si potrebbe interpretare come un “downsizing” (riduzione dimensioni) del comparto off-road visto che le crossover sono generalmente di taglia più piccola delle 4x4. Analogamente chi necessita di una vettura capiente sceglie modelli più piccoli come dimostrano il calo delle quote di penetrazione delle Mpv grandi e compatte e la crescita delle monovolume piccole e delle multispazio.
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