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Agenzia europea per l'ambiente – Rapporto ozono |
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martedì 01 luglio 2008
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Meno ozono in Europa. Male l'Italia
Se le concentrazioni di particolato sono la principale preoccupazione per la salute in inverno, in estate l'attenzione sanitaria si concentra sulla quantità di ozono (O3) nell'aria.
L'elevato accumulo nella troposfera (lo strato più basso dell'atmosfera dove viviamo) del gas incolore e dall'odore sgradevole, provoca infatti irritazioni agli occhi e alle vie respiratorie, in particolare tra bambini, anziani e soggetti con disturbi polmonari e cardiaci. Una serie di problematiche che, per fortuna, sono destinate a diminuire, almeno stando al rapporto tecnico sull'inquinamento da ozono in Europa durante l'estate del 2007 recentemente pubblicato dall'Agenzia europea per l'ambiente (Eaa). I dati rilevati dalla migliaia di centraline presenti sul territorio continentale dicono che l'anno passato si sono registrate concentrazioni tra le più basse dell'ultimo decennio. Delle 2062 stazioni di rilevamento, “solo” 551 (27%) hanno superato la soglia di informazione alla popolazione (180 microgrammi/m3) e appena 54 (3%) hanno valicato il limite prefissato per la soglia di allarme (240 microgrammi/m3). Valori “ottimi” se confrontati con quelli del 2006 (1161 e 102), e più o meno in linea con quelli registrati alla fine degli anni Novanta. In compenso, l'anno scorso sono cresciuti, da 135 a 144, i giorni con valori oltre la prima soglia, mentre sono scesi, da 48 a 35, quelli di “allarme”.
Se la buona notizia è un miglioramento complessivo delle concentrazioni di ozono, la cattiva è che una delle aree più colpite è l'Italia. Nel Bel Paese la percentuale di centraline che hanno superato il livello 1 è del 61%, un valore che ci pone al vertice (insieme alla Grecia) nell'area UE e al terzo posto complessivo in Europa dietro a Serbia (100%) e Macedonia (77%). I dati di questi ultimi, però, sono poco significativi per l'esiguo numero di stazioni di monitoraggio: solo una in Serbia, 13 in Macedonia contro le 235 italiane. Il nostro dominio diventa assoluto contando i giorni di superamento: 95 (su un totale di 142 di tutta l'area EU) per la soglia di informazione alla popolazione (che non ricordiamo di avere sentito!), 16 (su 34) per la soglia di allarme.
Dati poco più confortanti si hanno se si analizzano i valori di riferimento per esposizione complessiva all'ozono nel corso di un anno (concentrazione media su 8 ore consecutive di 120 microgrammi/m3 da non superare in più di 25 giorni all'anno). In questo caso possiamo vantare solo il primato per il dato assoluto più alto rilevato (275 microgrammi/m3), mentre ci dobbiamo “accontentare” di essere nella top ten per percentuale di centralina con superamenti della soglia (88%) e numero di giorni di eccedenza (174).
Per approfondimenti
Agenzia europea per l'ambiente (it.)
Agenzia europea per l'ambiente (ing.)
Rapporto tecnico sull'ozono in Europa nel 2007
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