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Alfa Romeo MiTo
venerdì 20 giugno 2008
News veicoli
Il futuro Alfa comincia dal passato
Recuperare i valori che hanno reso celebri le Alfa Romeo del passato e riproporli in chiave moderna. È l’incipit della nuova era del marchio del “Biscione” cominciato con la 8C Competizione e che prosegue con la MiTo. Due modelli che sono accomunati dal design con il caratteristico “trilobo” del frontale che fanno della nuova compatta italiana un “miniatura” (è lunga 4,06 metri, larga 1,72 e alta 1,44) dell’affascinante sportiva.
Linee che, oltre all’estetica, puntano all’efficienza come dimostra il coefficiente aerodinamico di soli 0,29. Ma ad unirle sono anche altri concetti cari agli “alfisti” storici, quali innovazione e piacere di guida.

La sportiva che inquina meno di una Punto
Il nome dell’innovazione è soprattutto downsizing, inteso come contenimento dei pesi e della cubatura dei motori. La massa è compresa tra 1080 e 1205 kg secondo le versioni, valori buoni soprattutto in termini di rapporto peso/potenza che raggiunge il suo apice (7,4 kg/cv) nella versione benzina di vertice. I propulsori sono due benzina 1.4 e un turbodiesel 1.6. Malgrado l’identica cubatura, le due varianti alimentate a miscela nobile sono radicalmente diverse. Il 1.4 MPI Power Limited è ideato per i neopatentati ed eroga 58 kW/78 cv che consentono prestazioni modeste: 165 km/h di velocità di punta e 12,3” nello scatto 0-100 km/h. Viceversa, il 1.4 TB da 114 kW/155 cv strizza l’occhio agli estimatori della guida brillante, al quale offre una coppia massima di 206 Nm a 2000 giri/minuto (230 con la modalità Dynamic del dispositivo DNA), una velocità di 215 km/h e un’accelerazione 0-100 km/h in 8” netti. Quanto a emissioni di CO2, l’MPI è nella norma del comparto con 138 grammi/km, mentre il TB è, in proporzione alla potenza, più evoluto pur rilasciando 153 g/km.
In tema ecologico il meglio della MiTo è rappresentato dal 1.6 JTDm da 88 kW/120 cv che emette 126 g/km (equivalenti a un consumo di 4,8 l/100 km) di anidride carbonica, 19 in meno della Grande Punto 1.9 MJT di pari potenza che ha prestazioni inferiori ai 198 km/h e 9,9” dell’Alfa Romeo. Secondo i responsabili del marchio di Arese la diesel vanta “l’80% in meno di emissioni di particolato e il 20% in meno di emissioni di CO2 rispetto ai propulsori della generazione precedente”, merito anche delle tecnologie di trattamento dei gas di scarico adottate: trappola per il particolato ravvicinata (Close Coupled Diesel Particulate Filter) e il sistema EGR (Exhaust Gas Recirculation). Da apprezzare anche la coppia massima di 320 Nm a 1750 giri/minuto. Tutti i motori sono Euro 5 ready, hanno intervalli di manutenzione prolungati (30.000 km) e sono abbinati a cambi a 6 velocità.
Sempre i materia ambientale segnaliamo i fari allo Xenon (optional) con funzione “luce diurna” (Daytime Running Lights) con lampade a basso assorbimento di energia che anticipa la normativa europea in materia che entrerà in vigore nel 2012. E in tema di futuro, nei prossimi anni saranno introdotti nuove versioni (tra cui la GTA) con motori evoluti che prevedono il sistema di alzata valvole a controllo elettronico Multiair e il cambio automatico a doppia frizione DDCT (double-clutch).



Con MiTo l’Alfa ha un nuovo DNA
Al piacere di guida contribuiscono diversi elementi progettuali ed elettronici. Tra i primi ricordiamo la scocca con elevata rigidità torsionale, i nuovi ammortizzatori con molle di rimbalzo e lo schema delle sospensioni, di tipo MacPherson all’anteriore, “a ruote semi-indipendenti con ponte torcente” al posteriore. Tra i secondi ci limitiamo a citare i dispositivi Q2 e DNA. L’Electronic Q2 è un sistema che “simula” un differenziale autobloccante agendo sui freni. In pratica, è un traction control che frenando la ruota con minore aderenza ripartisce la coppia su quella con il maggiore appoggio in modo da per incrementare l’aderenza. Il DNA, azionabile da un comando posto sul tunnel davanti alla leva del cambio, consente di selezionare il “settaggio” della MiTo in base al desiderio del conducente e alle condizioni stradali: sportivo (Dynamic), urbano (Normal) o per condizioni di scarsa aderenza (All weather). Si tratta di programmi diversi che intervengono su motore, freni, sterzo, sospensioni e cambio per personalizzare il comportamento dinamico del modello.

Tutta da scoprire sul web
Le prime MiTo arriveranno nei concessionari a giugno, ma per averle si dovrà aspettare presumibilmente settembre. I prezzi partono da 15.350 euro per la 1.4 MPI, 17.950 per la 1.4 TB e 18.950 per la 1.6 JTDM. Le varianti più potenti saranno vendute negli allestimenti Progression e Distinctive, configurazione quest’ultima che potrà essere arricchita con i “pack” Sport e Premium. Per saperne di più su interni, sistemi di intrattenimento e di sicurezza, dotazioni o altri dettagli vi rimandiamo alla cartella stampa ufficiale e ai siti www.mitour.alfaromeo.it e www.alfamitoblog.com.



 
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