Un mix che, dopo le
anticipazioni di febbraio, è confermato dalle informazioni comunicate in coincidenza la presentazione ufficiale della compatta di lusso italiana. In particolare stupiscono i numerosi dispositivi elettronici presenti, per il quale vi rimandiamo direttamente alla
cartella stampa ufficiale per concentrarci

sull’analisi dei motori. A spingere la compatta lunga 4,5 metri, larga 1,8 e alta 1,5 si alternano cinque motori, due benzina e tre diesel. Sul fronte ambientale i più attraenti sono questi ultimi, cominciando dal più piccolo 1.6 Multijet da 88 kW/120 cv. Si tratta di un’unità moderna con 16 valvole, iniezione diretta, turbo a geometria variabile e intercooler che rappresenta un buon esempio di “
downsizing”. Rispetto al precedente 1.9 MJ di pari potenza, infatti, il piccolo 1.6 ha maggiore coppia (300 Nm a 1500 giri/minuto contro 255 a 2000 g/m), consumi inferiori (4,9 l/100 km invece, ad esempio, dei 5,3 della Bravo) ed emissioni più contenute (130 grammi/km anziché i 139, sempre rispetto alla compatta Fiat). Risultati buoni che, però, non raggiungono l’eccellenza dei motori Bmw come dimostrano i dati della 118d da 105 kW/143 cv: 4,5 l/100 km di consumo medio e 119 g/km di emissioni di CO2. Con il 2.0 Multijet salgono potenza (121,3 kW/165 cv) e coppia (360 Nm a 1750 g/m), ma anche consumi (5,3 l/100 km) e rilascio di anidride carbonica (139 g/km). Il tutto per avere un’inutile velocità massima superiore (214 km/h anziché 194) e uno spunto sullo 0-100 km/h un po’ migliore (8,5” invece di 10,7). Un po’ poco per investire altri 2400 euro e per incrementare i costi di gestione dovuti, oltre che al carburante, al maggiore prezzo di bollo e assicurazione. Medesimo discorso è valido per l’ancora più potente 1.9 Twin Turbo Multijet da 139,5 kW/190 cv che ha emissioni di CO2 ancora più elevate (149 g/km). A parte i valori dell’anidride carbonica, i propulsori a gasolio, tutti con filtro antiparticolato di serie, si distinguono per le emissioni di

inquinanti che rientrano già nelle future norme Euro 5, traguardo che non riescono ancora a raggiungere i due benzina, entrambe con cubatura da 1,4 litri e sovralimentazione Turbo Jet. La versione da 88 kW/120 cv, è la più parca nei consumi (6,6 l/100 km) e, di conseguenza, nelle emissioni (156 g/km) rispetto alla più brillante unità da 110 kW/150 cv. A queste seguirà in un futuro non definito il nuovo 1.8 Di Turbo Jet a iniezione diretta di benzina e sovralimentazione mediante turbocompressore e doppio variatore di fase su scarico ed aspirazione. Abbinato a un cambio automatico a 6 velocità, erogherà 147 kW/200 cv e sarà omologato Euro 5. Ricordiamo che la Delta è disponibile in 16 versioni con un listino compreso tra 21.500 e 30.700 euro. In realtà Lancia afferma che le personalizzazioni sono oltre 1000, numero ottenibile incrociando 3 allestimenti (Argento, Oro e Platino), 4 diversi rivestimenti dei sedili, 3 colori di ambiente interno, 4 tipi di cerchi in lega, 12 tinte di carrozzeria e 12 abbinamenti “bicolore”.