Organizzata in collaborazione con Assogasliquidi e
Consorzio Ecogas, la manifestazione prevedeva una parte espositiva, dove erano presenti diversi produttori di kit di trasformazione dei quali vi
riferiamo a parte, e una di convegni, del quale vi forniamo una sintesi delle principali tendenze emerse.
In aumento offerta, domanda e prezzo
Nel prossimi anni aumenterà la produzione e la domanda di Gpl. Un andamento che manterrà i prezzi all’ingrosso di propano e butano intorno alla soglia record di 1000 dollari a tonnellata: è la previsione di Chris Holmes della
Purvin&Gertz. Una stima, come sottolineato dallo stesso responsabile della società di consulenza americana, soggetta a fluttuazioni per l'elevato grado di incertezza dovuto alla forte instabilità del mercato dei combustibili. Sicura, invece, è la quota di gas assorbito dai trasporti: solo l’8%, contro il 52% del comparto residenziale/commerciale, il 23% dell’attività chimica e il 9%

dell’industria. In ogni caso, l’incremento del consumo del Gpl sarebbe auspicabile per la sostenibilità del pianeta. A sostenerlo è Michael Kelly della Wlpga (
World LP Gas Association), associazione che raggruppa oltre 170 aziende della filiera Gpl e, quindi, interessata a una crescita dell’uso del gas. Le giustificazioni ai benefici climatici, però, sono plausibili. Secondo Kelly, il Gpl non è un carburante a emissione zero, ma ha diversi vantaggi. Il principale riguarda le basse emissioni di CO2 che lo pone tra le alternative migliori disponibili per l’uso residenziale, la produzione energetica e i trasporti. In questi ultimi, in realtà, il rilascio di anidride carbonica dell’alimentazione a Gpl è leggermente superiore a quello del gasolio (ma molto inferiore alla benzina), rispetto al quale, però, emette molti meno inquinanti tossici. Un parere condiviso da Alain De Grève dell’
Aegpl che aggiunge altri elementi a favore del Gpl che, in estrema sintesi, sono: facilità d’uso, pulito, basso contenuto di carbonio, versatile per diverse applicazioni, disponibile subito e ovunque, sicuro. Non solo. Essendo anche competitivo a livello economico potrebbe rilevarsi un’ottima risorsa per i paesi poveri, ad esempio usandolo come alternativa alla legna, la cui combustione è altamente dannosa. Un’opzione che, oltre a ridurre le emissioni di gas serra, particolato e altri inquinanti, permetterebbe di rallentare il processo di disboscamento in essere che aggrava il surriscaldamento globale. Allo stesso modo, nei Paesi industrializzati può essere sfruttato per molte funzionalità, come la casa ibrida con impianto misto fotovoltaico/Gpl presentata al Congresso.
Strategie per la crescita
Naturalmente i due esponenti delle associazioni del gas hanno tutto l’interesse a promuoverlo. E lo fanno seguendo delle strategie precise. Kelly punta sullo sviluppo di nuovi mercati, sull’innovazione e l’informazione. De Grève si prefigge di fare pressione sulle istituzioni per favorire normative specifiche sul Gpl (armonizzazione delle accise nei Paesi EU, incentivi, ecc.) ed effettuare studi credibili che sottolineano le qualità del gas per una migliore divulgazione. Con queste finalità l’Aegpl ha istituito nel 2006 un comitato di studio sul rapporto Gpl-cambiamenti climatici (sarà pubblicato entro fine 2008) e ha emanato, nel giugno 2007, una roadmap che definisce gli obiettivi di sviluppo del comparto. Tra questi ultimi ricordiamo il raddoppiamento delle quote di mercato complessivo del Gpl nel 2030 e arrivare al 10% di impiego del gas nel settore trasporti tra il 2020 e il 2030. Un traguardo concreto se si considerano, oltre ai vantaggi descritti prima, anche le riserve abbondanti disponibili, l’ampia rete distributiva esistente e il costo al distributore competitivo. Per arrivare alla percentuale prevista, però, si deve concretizzare la previsione della crescita del mercato automobilistico continentale (la stima è che il parco auto passi dai 240 milioni del 2005 ai 310 del 2020) che consentirebbe di raddoppiare il numero di auto bi fuel, arrivando dalle attuali 3,5 milioni agli auspicati 7 milioni. Un salto possibile solo incrementando fortemente la quota di vetture con impianto a gas di primo equipaggiamento.

I numeri del “boom” dell’Italia
La manifestazione europea è stata anche un’ottima occasione per fare il punto sul comparto italiano del Gpl per autotrazione che, almeno per una volta, costituisce un esempio per l’estero. Dal 2003 al 2007 le auto a gas introdotte sul mercato sono cresciute del 129%, passando da 86.724 a 198.349. Un “boom” numericamente trainato dalle trasformazioni che nel 2003 erano 85.556 e quattro anni più tardi 170.000 (+99%). Significativo anche l’incremento delle vetture immatricolate all’origine come bi fuel: 1168 nel 2003, 28.349 nel 2007 (+2327%). Una crescita, come ha spiegato il presidente del Consorzio Ecogas Alessandro Tramontano, che segna anche un mutamento della tipologia di utenti. Se negli anni passati a convertire le auto erano soprattutto i proprietari di vetture Euro 0, negli ultimi anni la predominanza è costituita dai possessori di modelli Euro 3 ed Euro 4. Ma quali sono le ragioni dell’aumento delle bi fuel nella Penisola? L’aumento del prezzo del greggio e gli incentivi. In particolare, questi ultimi sembrano determinanti, tanto che gli incrementi più sostanziosi si hanno nelle arre dove le agevolazioni locali sono più sostanziose. Non è un caso, quindi, che Regioni come Lombardia e Trentino siano tra quelle nel quale si registrano incrementi del 60-70%. Altro fattore determinante è il luogo di residenza. Si trasforma più in città - il 65% delle bi fuel è venduta nelle 20 principali città italiane nel quale vive il 10% delle popolazione nazionale - e nella pianura padana, zone dove il problema inquinamento e le limitazioni al traffico sono più consistenti. Un andamento positivo che dovrebbe proseguire nel 2008 (l’11 maggio i 52 milioni di incentivi statali erano praticamente esauriti) e, soprattutto, nel 2009 quando il contributo dello Stato salirà fino a 100 milioni di euro.

Inizia l’era dei kit a zero emissioni
A parte i numeri, sono da segnalare due interessanti novità del comparto. La prima riguarda la qualificazione delle officine. “È importante”, ha affermato Tramontano, “mantenere una qualità elevata, soprattutto in questo momento di forte crescita della domanda”. La seconda news riguarda l’iniziativa “Un 2007 a zero CO2”, realizzata in collaborazione con Assogasliquidi, che intende annullare le emissioni generate dalla produzione e installazione di ogni kit di trasformazione. In pratica, le due associazioni di categoria hanno dato mandato ad AzzeroCO2 di creare nuovi parchi in grado di assorbile l’anidride carbonica rilasciata dalle lavorazioni del comparto, stimate in 20 chili di CO2 per ogni impianto Gpl. La prima delle tre aree verdi previste è stata creata a Buccinasco (MI) su un terreno di 13 ettari con vegetazione in grado di assorbire 4900 tonnellate di CO2/anno, le altre due saranno realizzate nel corso del 2008.
Andamento del mercato del Gpl autotrazione in Italia dal 2003 al 2007
| |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
2007 |
2003 vs 2007 |
| Immatricolazioni GPL |
1.168 |
463 |
5.482 |
6.400 |
28.349 |
2327% |
| Collaudi GPL |
85.556 |
93.936 |
132.336 |
158.437 |
170.000 |
99% |
| Totale |
86.724 |
94.399 |
137.818 |
164.837 |
198.349 |
129% |
| Incremento annuale |
------- |
9% |
46% |
20% |
20% |
|
Fonte: Consorzio Ecogas
Per approfondimenti:
www.aegpl.com (ing.)
www.aegpl-expo.com (fr.)
assogasliquidi.federchimica.it
www.ecogas.it