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Phylla
giovedì 29 maggio 2008
EcoPrototipi
Dal Piemonte la city car alimentata da rete elettrica, sole o idrogeno
Un’innovativa miniauto a batteria alimentabile anche a energia solare o con una microcella a combustibile. È la Phylla, presentata il 23 maggio scorso a Torino al workshop “Uniamo le energie”. Un progetto voluto dalla Regione Piemonte, con Fiat come partner principale e leader di un gruppo di imprese ad alta tecnologia e istituti di design.
È un’auto con lunghezza al limite dei 3 metri, larga 1,62 e alta 1,5 metri. È definita una “2+2”, ma anche con i due posti posteriori in uso resta spazio per 142 litri di bagagli, che possono salire a 542 in configurazione a 2 posti. Interessante il design, di tipo asimmetrico basato su forme triangolari. Un’asimmetria che, secondo i designer, favorisce la visibilità dal posto di guida. Altra particolarità sono i pannelli intercambiabili: si può scegliere se montare cristalli trasparenti o celle fotovoltaiche. Queste possono consentire, con la “carica” di una giornata ben soleggiata, percorrenze fino a un massimo di 18 km grazie a una potenza massima generata di 340 Watt. Il peso complessivo del veicolo è di 750 kg, di cui 150 costituite da batterie. Di queste sono previsti due tipi: litio-ioni (autonomia 150 km in base al ciclo combinato europeo) o litio-polimeri (220 km). La ricarica avviene in 4 o 5 ore, con potenza assorbita di 3 o 4,5 kW. In alternativa la ricarica può essere affidata a un piccolo sistema a fuel cell da 1 kW di potenza. Completa il quadro…elettrico la fanaleria a Led. Tutti i materiali e le tecnologie utilizzate sono studiate per la massima riciclabilità oltre che per il contenimento dell’energia necessaria alla produzione.

Architettura e prestazioni
Batterie ed elementi meccanici, elettrici e di controllo sono di fatto tutti posizionati sotto il pianale. Nonostante questo il telaio, in alluminio, è di spessore molto ridotto. A questo è collegata la scocca costituita da una struttura in metallo e plastica. Le finiture interne utilizzano biomateriali, presenti anche nelle gomme a basso attrito di rotolamento (con misure diverse tra asse anteriore e posteriore) progettate dalla Novamont: utilizzano un “biofiller” che sostituisce i tradizionali nerofumo e silice con caratteristiche migliori di compatibilità ambientale e, secondo Novamont, offrendo eccellenti doti di tenuta sull’asfalto bagnato. La trazione è integrale, con potenza meccanica nominale di 27 kW e 54 kW di picco. La velocità massima è di 130 km/h, l’accelerazione 0-100 km/h è coperta in 6 secondi. Aiuta a contenere i consumi (9,6 kWh/100 km nel ciclo combinato europeo), la buona aerodinamica per un veicolo così corto, con coefficiente di penetrazione (Cx) pari a 0,28. D’altra parte Phylla è pensata per offrire costi d’uso pari a un decimo di quelli di un’auto convenzionale.

Un veicolo multiuso e polifunzionale
Secondo i responsabili del progetto, l’architettura modulare di Phylla permetterebbe di adattare il veicolo a una serie di ruoli, da quello di citycar alle consegne in ambito urbano, dall’uso in aree ristrette (aeroporti, stazioni, grandi ospedali) all’uso da parte di anziani e portatori di handicap. Sarebbe inoltre il veicolo ideale, aggiungono, per un utilizzo condiviso, come nel car sharing o nel van sharing.

Un pool di imprese, enti e scuole
Il progetto di Phylla è stato sponsorizzato e finanziato dalla Regione Piemonte, che si è avvalsa di numerose collaborazioni: il Centro ricerche Fiat per le scelte tecniche e architetturali del veicolo, l’Environment Park di Torino per selezionare le ecotecnologie da applicare, il Politecnico di Torino che si è occupato della gestione complessiva del progetto. Altri partner sono stati la Camera di Commercio di Torino (con il progetto From Concept to Car), l'Istituto Europeo di Design, l'Istituto di Arte applicata e Design, Novamont, il Consorzio Proplast, Sagat, Enecom, Sydera e Bee Studio.





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