Ecoauto future
La “via” elvetica per le ecoauto
È svizzera, è ambiziosa e sembra fattibile. La Mindset è una coupè 2+2 a trazione anteriore a propulsione ibrida. L’originalità è data dai due motori, uno elettrico e l’altro benzina bicilindrico a V collocato in posizione posteriore, che lavorano in modalità seriale anziché parallela.
Quest’ultimo è il caso, ad esempio, della Toyota Prius, dove un piccolo motore elettrico spinge la vettura quando questa va piano ma, accelerando oltre un certo limite, interviene quello a scoppio. Viceversa, la Mindset è sempre mossa esclusivamente da un motore elettrico da 70 kW (93 cv) di potenza e 220 Nm di coppia. La funzione riservata al propulsore tradizionale da 17,5 kW (24 cv) è di mero “estensore di percorrenza” e si limita a caricare le batterie. Queste ultime sono del tipo litio ioni, raffreddate a liquido e poste sotto il pianale per un peso complessivo inferiore a 150 kg. Rispetto alle più comuni batterie nickel-metallo (NiMh), accumulano più energia a parità di peso per unità. L’autonomia concessa è di oltre 100 chilometri, più che sufficiente per molti spostamenti quotidiani, e il tempo di ricarica è di appena due ore; ovviamente a una normale presa elettrica. Con il motore benzina in funzione, a regime costante in quanto non collegato alle ruote, l’autonomia dichiarata viaggiando a 120 km/h cresce fino a 800 km grazie al consumo contenuto (3,8 l/100 km) e al serbatoio del carburante di 30 litri. In modalità elettrica la Mindset ha emissioni allo scarico di CO2 nulle, anche se l'azienda svizzera sottolinea che il bilancio complessivo, cioè compressivo delle emissioni generate della produzione di corrente elettrica necessaria per la ricarica plug in, può variare da 1 (energia idroelettrica) a 55 g/km secondo la fonte energetica utilizzata. In modalità ibrida, invece, la quantità di CO2 emessa sale fino a un massimo di 70 g/km se si sfrutta appieno il motore termico.
Oltre al sistema per il recupero dell’energia in fase di frenata, la Mindset può essere rivestita di una “pelle” trasparente che funge da pannello solare per garantire un’autonomia, se pur ridotta, completamente libera di emissioni e costi. Non si risparmia, invece, sulle prestazioni dinamiche: grazie al telaio in alluminio e alla carrozzeria a pannelli rinforzati in materiale composito che contengono il peso in 800 kg (900 kg con il motore/generatore), il veicolo accelera da 0 a 100 km/h in 7 secondi e raggiunge la velocità massima (autolimitata elettronicamente) di 140 km/h. Sotto il profilo della sicurezza, la Mindset prevede Abs, Esp, Asr, quattro freni a disco, airbag frontali, cellula di sicurezza e protezione dagli impatti laterali. Murat Günak, l'attuale presidente del marchio elvetico, prevede una produzione minima di 50.000 unità all’anno a partire dall’autunno di quest’anno. Dove, non è chiaro; forse acquisendo un sito già esistente di qualche Casa automobilistica. La previsione sembra un po’ ottimistica e propagandistica. A fare sperare in un futuro concreto per la coupé svizzera è il curriculum di Murat Günak: capo del design per Gruppo Psa e DaimlerChrysler, dove è stato responsabile del progetto delle prime Mercedes SLR, e vice presidente e direttore del design di Volkswagen AG fino al 2007. In altre parole, ha una profonda conoscenza dell’industria dell’auto. Inoltre, la Mindset non è la sola a prospettare un futuro elettrico per la mobilità. Recenti esempi sono la sportiva
Fisker Karma, la
Tesla Roadster e soprattutto, per analogia di sistema, la
GM Volt. Senza dimenticare i progetti dei grandi costruttori come Toyota, Nissan o Honda.