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Tartarini - Mazda CX-7 Gpl |
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mercoledì 26 marzo 2008
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Sistemi Gpl e metano
Un kit per motori turbo a iniezione diretta
Le Suv non sono certo l’emblema della mobilità sostenibile. E la Mazda CX-7 lo è ancora meno considerato che abbina alle forme voluminose un motore da sportiva di razza. Si tratta di un sofisticato 4 cilindri di 2,3 litri con iniezione diretta, fasatura sequenziale delle valvole e sovralimentazione che sviluppa 191 kW/260 cv di potenza.
A renderla più compatibile con l’ambiente è il kit di trasformazione a Gpl sviluppato da Tartarini. Si tratta di un sistema sequenziale fasato multipoint con iniettori Evo 07 e software di gestione del gas sviluppato appositamente per la CX-7. Quest’ultimo provvede alla commutazione automatica dell’alimentazione,  convertendo a Gpl nei regimi compresi tra 1300 e 4500 giri. Sotto e sopra tale range, come in altre condizioni di sovraccarico del propulsore, il sistema funziona a benzina per preservare iniettori e altri componenti dell’impianto originale. Il risultato è che le prestazioni (210 km/h di velocità massima e 8” per lo scatto 0-100 km/h) rimangono pressoché immutate e le emissioni medie di CO2 scendono da 243 grammi/km a 216. Un valore sempre alto, ma comunque discreto per un’auto di oltre 1700 chili anche in considerazione dell’abbattimento di alcuni inquinanti grazie alle qualità del Gpl. E, non secondario, l’adozione dell’impianto a gas ha effetti benefici anche sul portafoglio: il costo chilometrico medio a gas intorno a 7 centesimi di euro, esattamente la metà di quelli necessari viaggiando a benzina. Un divario che consente di recuperare l’esborso per la trasformazione (circa 1900 euro) in circa 30.000 km. Ma attenzione, a differenza di altri impianti a Gpl, quelli studiati per i motori a iniezione diretta consumano benzina anche con il commutatore fisso sul gas per garantire la lubrificazione dei componenti. Ricordiamo che la CX-7 è in listino con un unico ricco allestimento a 36.450 euro.

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