
EcoPrototipi
Un’elettrica a tutto tondo
Le ultime tendenze progettuali prevedono ruote ai 4 angoli della carrozzeria. Nella Pivo 2 non è così, ma solo perché gli angoli non ci sono. Non c’è nemmeno un senso di marcia preciso. Anche la seconda evoluzione del prototipo di city car elettrica Nissan Pivo, come indica il nome, è un’auto “girevole”: la carrozzeria a forma quasi di sfera può effettuare un giro completo su se stessa rispetto alle ruote.
Le ruote stesse, esterne, sono orientabili a 90° per ciascun lato. Diverse le applicazioni di questa configurazione. Ad esempio, se si vuole parcheggiare, basta posizionarsi di fianco allo spazio libero, girare le 4 ruote di 90° e scorrere lateralmente. O, meglio, frontalmente, perché a quel punto si può anche

ruotare di 90° la carrozzeria per avere una migliore visibilità. Altra possibilità è l’inversione a… “I” invece della tradizionale “U”: ci si ferma, si gira di 180° la carrozzeria e si riparte in direzione opposta. Un’altra singolarità della Pivo 2 è il tipo di accesso. Si entra nell’abitacolo da davanti, grazie a una grande porta anteriore, un po’ come si faceva con l’Isetta. I posti sono tre, affiancati ma con quello del guidatore un po’ più avanzato. L’accesso è del tutto libero da impedimenti, perché tutti i comandi, volante e pedali inclusi, sono integrati nella porta. Un risultato possibile grazie alla tecnologia “Drive by Wire” (“X by Wire” è la definizione che usa Nissan) che si affida unicamente a cavi elettrici per l’interfaccia uomo/auto. La Pivo 2 sembra un grosso giocattolo, e forse lo è. Ad esempio è abbastanza ingombrante per essere pratica nell’uso cittadino. Come altri prototipi giapponesi molto “alternativi”, integra un sistema di monitoraggio dell’umore del conducente basato sul riconoscimento facciale e sulla conversazione. In caso di risultato negativo, l’auto dovrebbe in teoria occuparsi di “tenere

su” chi guida, non si sa se estraendo una mano per una pacca sulla spalla o con qualche battuta del sintetizzatore vocale. A parte ciò, la Pivo 2 incorpora tecnologie molto avanzate, come le batterie al litio-ioni “piatte” che occupano pochissimo spazio sotto il pavimento e dimostra tutte le possibilità di un veicolo elettrico. Altre caratteristiche di rilievo sono i quattro motori/ruota che eliminano ogni ingombro nell’abitacolo e il sistema di controllo del telaio, denominato Metamo (da metamorfosi) che si adatta alle varie esigenze di guida, sterzando e controllando la trazione in modo differenziato sulle singole ruote. Tecnologie che dovrebbero essere applicate all’auto elettrica che Nissan conta di produrre in serie dopo il 2010. La Casa giapponese, ricordiamo, ha già prodotto in piccola serie un’interessante biposto elettrica, la
HyperMini.