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Tesla Motor, società che sta sviluppando il progetto della “Roadster”, sembra avere le carte in regola.

Prende il nome da Nikola Tesla (1856-1943), scienziato e inventore serbo, poi naturalizzato americano, a cui si devono studi fondamentali sull'elettromagnetismo. E' stata creata da Elon Musk, brillante giovane manager, pieno di liquidità e idee, che è a capo anche di una società aerospaziale recentemente scelta dalla Nasa per sviluppare un sistema di trasporto tipo “shuttle” per la Stazione spaziale. Poche settimane fa è stato nominato presidente e amministratore delegato della società Ze'ev Drori, un “cervello” proveniente da brillanti esperienze nella californiana Silicon Valley, il cuore americano della ricerca tecnologica avanzata. Nei piani dell'azienda, i ricavi ottenuti con la Roadster saranno reinvestiti per creare una berlina sportiva a 4 porte, sempre con trazione elettrica da vendere attorno ai 50.000 dollari, seguita più avanti ancora da un'elettrica ancora più economica.
L'auto: una Lotus con batterie al litio

Il corpo vettura della Roadster è stata sviluppata da Lotus allungando lievemente il pianale della Elise/Exige per accogliere, al posto dell'1.8 “termico” Toyota da 140 kW/192 cv, un motore elettrico da 189 kW (257 cv) e un pacco batterie da 450 kg. Quest'ultimo immagazzina un'energia di 54 kWh, curiosamente coincidente con quella del “nostro”
Doblò elettrico della Micro-Vett nella versione con la stessa tecnologia al litio-ioni per le batterie. L'autonomia più che doppia della Roadster rispetto al veicolo commerciale italiano è giustificata dalla leggerezza del corpo vettura, ulteriormente migliorata rispetto ai modelli Lotus – già dei “pesi piuma” attorno ai 700 kg totali – grazie alla carrozzeria in fibra di carbonio invece che in vetroresina. L'energia a bordo equivale a quella presente in soli 6-7 litri di benzina, ma va detto che il rendimento di un motore elettrico in condizioni di marcia normale è in media 4-5 volte superiore a quello di un propulsore termico. L'autonomia secondo le norme Usa non è stata ancora omologata, ma è poco inferiore ai 400 km sia nel ciclo urbano sia in quello extraurbano. Il motore, dal peso dichiarato di soli 32 kg, eroga la potenza massima a 13.000 giri/min; la trazione è controllata da un sistema antislittamento escludibile. Tutti i prototipi realizzati finora e il primo esemplare di serie destinato allo stesso Elon Musk adottano un cambio manuale robotizzato a 2 marce. Una trasmissione che, per qualche problema di affidabilità, imporrà un certo taglio alle prestazioni, limitando la prestazione 0-100

km/h a 5,7 secondi contro i 4” annunciati (e dimostrati dai prototipi). Un dato, quest'ultimo, che verrà riconfermato nel giro di qualche mese, quando il cambio verrà totalmente eliminato e i primi esemplari con il “2 marce” verranno aggiornati gratuitamente. La velocità massima sarà limitata elettronicamente a 200 km/h. Molta attenzione è stata posta verso la sicurezza del pacco batterie al litio. Questo, diversamente da molti prototipi visti finora, è costituito da una miriade (oltre 6.800) di microcelle al litio da 3,7 Volt, delle dimensioni di una pila a stilo, ciascuna delle quali protetta da fusibili per evitare che un'eventuale surriscaldamento possa propagarsi alle celle vicine. L'intero sistema di accumulo energia, incapsulato in strutture in alluminio e acciaio, incorpora diversi dispositivi di sicurezza per prevenire ogni rischio di incendio. Il costo di sostituzione del pacco batterie è previsto attorno ai 20.000 dollari, ma la sua vita stimata è di oltre 160.000 km. La ricarica completa può avvenire in 3,5 ore con amperaggio molto alto oppure in 40 ore con un caricabatteria alternativo adatto a una rete domestica (potenza 1800 Watt). La Tesla Motor, comunque, suggerisce di rifornirla con pannelli fotovoltaici. “consigliando” di rivolgersi alla Solar City, azienda alle cui spalle c'è il solito Elon Musk.
Solo per gli Stati Uniti
Per ora la Tesla Roadster sarà venduta solo negli Usa. Il cliente americano è particolarmente esigente in termini di assistenza post vendita. Per limitare le spese, insostenibili per una piccola azienda, di una rete capillare di assistenza, la Tesla ha deciso di concentrare l'attenzione su 5 grandi città: Los Angeles, San Francisco, Chicago, New York e Miami. A un cliente residente lontano da queste aree viene chiesto un extra di 8.000 dollari per avere l'assistenza. Gli esemplari 2008 – circa 650 la produzione prevista quest'anno – sono già tutti prenotati con la relativa caparra di 5000 dollari; è aperta la prenotazione per il “model year” 2009.