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Formula 1
martedì 29 gennaio 2008
Sport
Recupero energia in frenata dal 2009
Mentre, almeno per adesso, le Formula 1 a propulsione ibrida sono solo un'ipotesi di discussione, già dall'anno prossimo la più popolare categoria di corse automobilistiche sarà un po' più “verde”, con possibili ricadute tecnologiche sulla produzione di serie.
Sarà infatti possibile applicare agli impianti frenanti un sistema di recupero energia. Si tratta di dispositivi interamente meccanici, denominati Kers (Kinetic Energy Recovery System, cioè Sistema di recupero energia cinetica) affiancati ai normali freni in carbonio. Diversamente da questi ultimi, che dissipano l’energia necessaria a rallentare i bolidi sotto forma di calore, i Kers “succhiano” energia per mettere in rapidissima rotazione dei volani, costituiti da cilindri metallici. Il principio è abbastanza simile ai dispositivi presenti su molte automobiline giocattolo che vengono “caricate” facendole strisciare rapidamente al suolo. In pratica l'auto viene frenata, oltre che dalle pinze sui dischi al carbonio, dall'elevata inerzia dei volani, collegati alle ruote con un minicambio a variazione continua CVT. Grazie a questo tipo di trasmissione il volano, studiato per avere attriti interni ridotti e per conservare a lungo l'energia accumulata, una volta “caricato” può restituire l’energia a comando del pilota. Quest'ultimo potrà “giocarsi” al momento opportuno un bel pacchetto di kW in più. In teoria dovrebbe essere molto più facile effettuare sorpassi in rettilineo aggiungendo spettacolarità alle corse. Le energie in gioco, infatti, sono rilevanti: è vero che le frenate in Formula 1 sono brevissime, ma violentissime: in poche frazioni di secondo alle ruote sono applicate potenze frenanti anche superiori ai 2000 kW (2720 Cv) o, se preferite, 2 MegaWatt. Nel novembre scorso, una giuria formata da esponenti di riviste specializzate ha assegnato alle tre aziende inglesi che stanno studiando questi dispositivi – Flybrid, Torotrak e Xtrak – il premio “Innovazione motoristica dell'anno” consegnato nel corso del Professional MotorSport World Expo Awards di Colonia. Il sistema, una volta sviluppato per le corse, potrebbe esser applicato sui normali veicoli senza particolari problemi tecnici o di sicurezza. Questi ultimi sono legati alla necessità di impedire che, in seguito a un incidente, possa volare in giro un cilindro metallico “impazzito” che ruota a diverse decine di migliaia di giri al minuto. Anche in Formula 1, infatti, i Kers dovranno rispondere a severi crash test per scongiurare questa eventualità. Il sistema è forse un po' troppo costoso per essere applicato alle auto, ma potrebbe avere un interessante utilizzo sui mezzi per il trasporto pubblico urbano, per i quali già sono state sperimentate soluzioni simili.







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