Ecoauto future
L'eco chic dall'anima filosofica
Per il Buddhismo “il Karma è una legge cosmica secondo la quale un'azione virtuosa (che non produce sofferenza) genera benefici nelle vite successive” (da
Wikipedia). Non sappiamo se Henrik Fisker, patron dell'omonima
Casa automobilistica, brami ad accumulare crediti per le vite future o denaro nella vita presente.
A vedere la Karma presentata al
Salone di Detroit l'ex designer danese sembra almeno voler soddisfare la seconda ambizione. Non a caso ha definito il nuovo modello “eco chic”, termine che pare appropriato per attirare l'interesse degli eco benestanti americani. In ogni caso, la Karma, una sportiva quattro posti di lusso lunga 4,97 metri, ha diverse soluzioni interessanti: trazione ibrida seriale plug-in con tecnologia Q

Drive e recupero di energia in frenata, tetto con cellule solari per la ricarica delle batterie al Litio ioni e per climatizzare l'abitacolo durante le soste, uso di materiali leggeri, autonomia elettrica di 80 km. E per chi vuole (e se lo può permettere) c'è anche la possibilità di acquistare dei pannelli solari da installare sul tetto del garage per una ricarica a emissioni zero. Di rilievo anche le prestazioni dichiarate: 200 km/h di velocità massima, 0-100 km/h in 6 secondi. Dati che non siamo in grado di valutare in quanto nel sito della
Fisker i riferimenti tecnici sono scarni. Quello che si sa è la presenza di un piccolo propulsore a benzina addetto alla ricarica delle batterie che, a loro volta, alimentano il motore elettrico. Più certa sono la propensione sportiva, considerata la trazione posteriore, il baricentro basso e la linea aerodinamica, e al lusso, visti gli interni curati e la dotazione che, tra l'altro, include il navigatore satellitare

e rivestimenti di qualità. Due le modalità di funzionamento: Stealth Drive per l'andatura rilassata e Sport Drive per chi ama la guida dinamica. Un mix di ingredienti che sembra aver riscosso successo: pare che i primi 99 esemplari numerati in consegna a fine 2009 abbiano già un proprietario che ha versato gli 80.000 dollari (o, più probabilmente, un lauto acconto). Per gli altri non rimane che prenotarsi, versando 1.000 euro, per la produzione 2010. E, se tutto va bene, alcune delle 15.000 unità annue previste a pieno regime potrebbero arrivare anche in Italia.