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Downsizing
lunedì 03 settembre 2007
Dizionario
Il termine “downsizing”, letteralmente “rimpicciolimento”, è entrato in voga di recente per indicare la tendenza a ridurre dimensioni e peso dei motori a parità di potenza. Una strada da decenni intrapresa nei motori diesel con l'introduzione del turbocompressore e che adesso si sta estendendo anche ai benzina. Questi ultimi, in particolare, vedono il turbocompressore associato all'iniezione diretta.
Un'accoppiata vantaggiosa perché permette di avvicinare il rapporto di compressione a quello di un motore aspirato. Per buona parte della corsa di compressione, infatti, nel cilindro è presente solo aria, il che riduce il rischio di detonazione o “battito in testa”. Esempi di questo tipo sono il 1.6 frutto di uno studio congiunto tra Bmw e Gruppo Psa (Peugeot/Citroën) adottato da Mini Cooper e Peugeot 207 e 308 THP; i motori Volkswagen TFSI, con il 1.4 da 170 cv che si avvale di un doppio sistema di sovralimentazione (compressore volumetrico e turbo) per avere un'eccellente elasticità; i Fiat con i recenti 1.4 da 120 e 150 cv, però con iniezione tradizionale. La Casa italiana peraltro ha allo studio da tempo un potente bicicilindrico di 900 cc, sulla carta capace di ridurre considerevolmente i consumi rispetto a un motore tradizionale. Il downsizing, infatti, diventa ancora più efficace quando si può ridurre il numero dei cilindri: Saab, ad esempio, utilizza su quasi tutta la gamma propulsori 4 cilindri turbo invece dei 6 cilindri della concorrenza; Ford Usa sta lanciando la tecnologia Ecoboost che prevede di sostituire i 3.5 V6 e 4.6 V8 attuali rispettivamente con unità 4 cilindri 2.0 e V6 3.5, entrambi con turbo e iniezione diretta.
Benzina e diesel
I piccoli benzina sovralimentati consumano senz'altro meno di motori convenzionali, con valori dell'ordine del 10%, con punte del 20-25% se diminuisce il numero dei cilindri. Se gli ottimi rendimenti dei turbodiesel restano lontani, i turbo a benzina frutto del “downsizing”, oltre a peso e dimensioni inferiori, offrono altri vantaggi. Il principale è il campo di utilizzo molto più ampio. Se un diesel tipicamente ha coppia massima a 2.000 giri/minuto e regime di potenza massima a 4.000 giri/min, per l'1.6 di Bmw e Psa, ad esempio, i valori rispettivi sono di 1.400 e 5.800 giri/min. I diesel più recenti, come i biturbo 1.9 del Gruppo GM e Bmw 3.0, peraltro, vantano una notevole erogazione anche a regimi molto bassi pur sfiorando la soglia dei 100 cv litro, circa 2,5 volte in più di quanto ottenibile oggi con un motore aspirato.
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