Le Ferrari vendute nel mondo nel 2007, infatti, ammontano a 6.400 unità (+14% rispetto al 2006) e, nonostante siano l'antitesi delle auto a basso impatto ambientale, non rappresentano "il" problema. Ne consegue che la nuova coscienza verde di Maranello non apporterà significativi miglioramenti alla qualità dell'aria. Viceversa, riteniamo importante la disponibilità di una versione ecologica, almeno nell'immagine (l'eco compatibilità del bioetanolo è ancora in parte da dimostrare), come segnale di una nuova tendenza dell'industria automobilistica. Certamente la "conversione", più che da ragioni ambientali, è dovuta a motivi commerciali. Non a caso, la F430 Spider Biofuel è stata presentata nel più importante salone del Nord America, principale mercato di Maranello (1.761 auto consegnate nel 2007, 27% delle quali nella "verde" California) e area, come ammette lo stesso comunicato stampa Ferrari, con "particolare sensibilità alle fonti di energia alternative". Rimane il fatto che il nuovo modello del Cavallino ha, di fatto, aperto la strada alla conversione ecologica anche dei marchi meno propensi e interessati (le Case di nicchia non sono soggette a
limiti di emissioni in Europa) a investire per ridurre le emissioni di gas serra e di inquinanti. Insomma, dopo che il simbolo mondiale delle auto sportive di razza ha scelto la via "verde" chi potrà rimanere indifferente? O meglio, chi continuerà a trascurare l'ecologia senza pensare al possibile calo delle vendite

future che tale scelta potrebbe rappresentare?
Ma veniamo al nuovo oggetto del desiderio, la F430 Spider Biofuel. Il modello è il frutto dell'impegno della Casa di Maranello a migliorare l'efficienza delle vetture per ridurre del 40% consumi ed emissioni entro il 2012. Per il momento l'obiettivo raggiunto è del 5%, la percentuale in meno di gas serra rilasciati dalla F430 Biofuel rispetto alla versione tradizionale. Un miglioramento che si abbina a un incremento della potenza (+10 cv a parità di giri, la massima è di 500 cv) e della coppia (+4% con un picco di 484 Nm). Per rendere compatibile la Spider con il biocarburante E85, una miscela di 85% di etanolo e di 15% di benzina, i tecnici di Maranello hanno modificato l'impianto di alimentazione e, soprattutto, la centralina di controllo motore. Interventi modesti che la Ferrari ha avuto modo di sperimentare grazie anche alle corse. In Formula 1, infatti, è previsto l'impiego di benzina con un contenuto di componenti derivati da biomasse pari al 5,75%, mentre nel Campionato Fia GT e nell'American Le Mans Series (Alms), dove corrono le F430 GT2, si usano carburanti al 10% di etanolo (E10), gli stessi che saranno impiegati sui motori V8 Ferrari del prossimo Campionato A1GP. Un'esperienza che ha consentito al marchio del Cavallino Rampante di rendere tutti i modelli in commercio compatibili con l'E10. Il problema sarà trovare dove rifornirsi.