Per l'associazione italiana di costruttori Anfia il provvedimento consentirà ai consumatori di avere auto che consumano meno – le emissioni di CO2 sono proporzionali al consumo e al tipo di carburante – ma provocherà un incremento del 6% del prezzo delle vetture. L'Anfia sostiene che le auto piccole e leggere, già meno invasive delle altre, saranno maggiormente penalizzate dall'ipotesi di legge, che appunto prevede correttivi in base al peso, prospettata dalla Commissione. E rilancia la proposta dell'Unrae, che rappresenta le Case estere in Italia, di stabilire “ecobonus” per chi produce le auto più efficienti. Di parere radicalmente opposto il ministro dell'Ambiente tedesco, Sigmar Gabriel. Secondo lui la norma è studiata non per proteggere l'ambiente, ma per favorire le Case italiane e francesi specializzate in auto piccole a scapito di quelle tedesche, orientati ad auto grandi e di lusso. Difficile – e forse superfluo - entrare nel merito della questione. L’impressione, però, è che ognuno cerchi di tirare l’acqua al proprio mulino prima che le norme siano approvate in modo definitivo. A essere contenti sono i costruttori di nicchia, come quelli specializzati in supersportive, che si “salveranno” in ogni caso grazie all'esenzione per chi produce meno di 10.000 unità all'anno.
Centotrenta grammi al chilometro di CO2 allo scarico o multe salate
Vediamo in sintesi quali sono i punti salienti della proposta UE, contro la quale hanno votato i tre vicepresidenti, l'italiano Frattini, il francese Barrot e il tedesco Verheugen. L'obiettivo è di scendere dai 160 g/km di CO2 attuali a 130 g/km per l'intero parco automobilistico entro il 2012. In realtà la Commissione, che addebita agli autoveicoli il 19% delle emissioni di CO2, punta a 120 g/km grazie a interventi non direttamente legati alla tecnologia dei veicoli: ad esempio prevede un maggior utilizzo di biocarburanti. Il livello di emissioni consentito, come detto, varierebbe in base alla massa del veicolo secondo un calcolo complicato. Le sanzioni per eventuali sforamenti sarebbero elevate: si partirebbe nel 2012 da 20 euro per ogni g/km di CO2 emessa oltre il limite per poi salire di anno in anno a 35, 60 e 95 nel 2015. Cifre ovviamente da moltiplicare per il numero di veicoli prodotti dal costruttore, al quale spetterebbe di saldare il...conto. Quest'ultimo però finirebbe per essere girato agli automobilisti, in proporzione alle cifre citate: 10 g/km oltre il limite significherebbe quindi, in prima approssimazione, spendere 950 euro in più per l'acquisto dell'auto nel 2015. Una prospettiva che l'Unione Europea ritiene remota, avendo molta fiducia – al momento non ricambiata - nei costruttori di automobili. Secondo gli estensori della proposta, la norma renderebbe la comunità la parte del mondo più virtuosa in tema di riduzione di gas serra, porterebbe le Case ad allearsi per sviluppare rapidamente e a basso costo nuove tecnologie, creerebbe nuove figure professionali di alto livello e porterebbe a consistenti economie di carburante ed energia, con vantaggi finali per il comune cittadino.
La norma premia i diesel: pesano di più!
Per maggiore chiarezza abbiamo provato a ipotizzare i limiti che potrebbe generare il provvedimento (vedi tabella sotto) e analizzare l'attuale situazione del mercato. Se l'impianto della normativa verrà mantenuto, ad essere favorite saranno le auto con motore diesel, dato che il loro peso superiore finisce paradossalmente per rivelarsi un vantaggio. Facciamo degli esempi, considerando di aver interpretato correttamente la formula, che presenta qualche punto oscuro. Una Fiat 500 con motore 1.2 8V a benzina emette 119 g/km, con poche modifiche rispetterebbe i 111 previsti dalla norma (+7%); con motore 1.4 16V sfora vistosamente con 149 g/km contro 114 (+31%); il diesel 1.3 Multijet è già in linea con 111 contro 116 (-4%). Passando alla Fiat Grande Punto, si hanno valori in linea con le prescrizioni con i due moderni 1.3 diesel; niente da fare per il 1.9 a gasolio (+17%) e per le motorizzazioni a benzina (da +17 a +24%). Una Bravo sfora lievemente con i diesel (da +6 a +14%) e in misura ben maggiore con i benzina (da +24 a +29%). La concorrente Volkswagen Golf, con il tranquillo 1.6 da 102 cv, è addirittura improponibile in un eventuale listino del 2012: dovrebbe emettere 128 g/km contro 174: è fuori del 37,4%. Peggio ancora fa la “integrale” 2.0 FSI 4motion: 205 contro 137, una volta e mezza il consentito. E ancora non siamo al record assoluto in casa Golf, stabilito dalla potentissima 3.2 V6: 78% oltre il limite. Buone notizie, invece, dal fronte diesel: la BlueMotion è addirittura sotto del 10%, mentre le motorizzazioni più richieste superano di poco (9-10%) la soglia critica. Fuori concorso, in positivo, le ibride Toyota Prius, che segna un bel -20%, e Honda Civic (-17%). La classica station wagon grande “aziendale” va bene se di tecnologia recente: la Bmw 520d appena uscita riesce a stare sotto del 3%. Non così la concorrente Mercedes Classe E, che supera del 26% la soglia con il 220 cdi di pari potenza (170 cv).
I due estremi: bene le city car ok, malissimo le Suv grandi
Le city car più recenti, come il trio Citroën C1-Peugeot 107-Toyota Aygo, con i moderni ed efficienti 3 cilindri Daihatsu a benzina o l’1.4 diesel PSA, rientrerebbero già nei limiti di legge. Quanto alle Suv, si va dal +9,4% della Suzuki SX 4 1.6 diesel (ma con 2 ruote motrici) al +96% della Porsche Cayenne Turbo. Le Sport utility medie, peraltro, si difendono dignitosamente: la best seller Rav4 con motore a gasolio si attesta attorno al +17%, un filo meno della (più grande) ibrida a benzina Lexus RX400h. Chi ne esce con le ossa rotte sono le grandi Suv, anche se a gasolio: la Volkswagen Touareg non fa meglio di un +46% con la 2.5 turbodiesel, per salire a un +78,5 con il possente V10 TDI.
Emissioni consentite in base alla massa della vettura (valori indicativi)
Massa
|
Limite CO2 |
| 800 |
108 |
1000
|
117 |
| 1289 |
130 |
| 1500 |
140 |
| 2000 |
162 |
| 2500 |
185 |