E, a proposito di ibride: il prototipo più interessante del Salone non verrà mai prodotto; di un altro, annunciato tre mesi fa come “il sistema più avanzato” di un’auto di serie, ancora non viene fornito alcun dato tecnico né una data di avvio produzione; altre due concept car descritte come ibride sono, per ora, puri esercizi di design. E allora accontentiamoci dell’impegno delle Case nel dotare i propri modelli diesel di filtri antiparticolato, trasformare i motori per il bioetanolo che non una ha rete di distribuzione e nel realizzare versioni bi fuel di quelli a benzina, magari riservando a questo scopo l’unità più scadente della gamma propulsori. Un impegno dovuto peraltro alla pressante richiesta degli utenti: “Vogliamo circolare anche quando ci sono i blocchi!”. Lo stesso motivo che sta spingendo fortissimo le vendite delle ibride di lusso. Eppure di etichette “eco” se ne fa un vero spreco. Insomma, tra le Case la coscienza ecologica sembra latitare. Con l'eccezione di pochissimi che, perlomeno, piantano alberi compensare le emissioni generate dalla partecipazione al Motorshow.
Concept car: elettricità nelle ruote

Se mancano novità assolute, Bologna è l'occasione di ammirare alcuni prototipi presentati in altri saloni dell'auto mondiali. In tema ambientale, attirano l'attenzione due auto a trazione elettrica: l'avveniristico coupé a tre porte
Nissan Mixim e la
Volvo C30 Recharge, un'ibrida di tipo “seriale”. Nessuno dei due prototipi appare destinato ad avere un qualche seguito commerciale, almeno in tempi brevi. Entrambi però dimostrano i notevoli vantaggi della soluzione dei quattro motori elettrici integrati nelle ruote. L'ingombro, ai fini pratici, è praticamente nullo e si può disporre della trazione integrale con coppia regolabile con estrema precisione su ciascuna ruota, con evidenti vantaggi per la sicurezza di marcia e la motricità su ogni fondo. Altri prototipi già visto, e apprezzati, in passato erano quelli di Citroën:
C-Cactus e
C5 Airscape.
Ibride coupé: a misura d'uomo o misura di Ferrari?
Tra le ibride, a parte la Volvo C30 Recharge citata sopra, tre i coupé presenti, includendo tra questi il prototipo della
Bmw X6 ActiveHybrid, ibrida anche nel senso che unisce una carrozzeria da coupé a caratteristiche da Suv. Di questo modello, ricordiamo, è prevista prima o poi la produzione di serie, ma nemmeno a Bologna sono stati resi noti dati tecnici precisi. Ancora meno concrete, al momento, due proposte giapponesi, ben distinte per dimensioni e potenza.
Honda Small Hybrid Concept e
Toyota LF-HS apparivano essenzialmente concetti di design; solo della seconda è possibile visualizzare gli interni. A parte le misure esterne, i dati tecnici forniti per

questi due prototipi sono puramente indicativi. Per nostra deduzione, la piccola Honda sfrutterebbe il gruppo propulsore della Civic Hybrid, la Toyota, accreditata di 400 cv circa, il sistema della Lexus GS450h. Entrambe sviluppano un tema, quello della compatibilità tra guida sportiva e ambiente, caro agli esperti di marketing ma discutibile sul piano della salvaguardia dell'ambiente. In tal senso meglio l'Honda, auto a misura d'uomo, mentre la Toyota è a misura di... Ferrari, pur con consumi sulla carta ben più contenuti delle “rosse”.
Sempre più piccole per la mobilità in città

Per fortuna qualcuno a pensato anche a proporre modelli per districarsi nel caotico traffico urbano limitando i danni all'ambiente. In quest'ambito, i prototipi più interessanti, per altro già esposti in precedenti saloni, erano quelli di Volkswagen e Toyota. La Casa tedesca ha presentano al pubblico nostrano le due varianti, 3 e 5 porte, della micro vettura up!, nonché la sua evoluzione futuribile
up! Blue con celle a combustibile “calde”, nuova tecnologia considerata più efficiente. Il costruttore giapponese ha replicato con la
IQ, una “3+1” lunga meno di 3 metri che potrebbe anticipare la futura Aygo, e con la i-Real, un azzardato veicolo per la mobilità personale.
Ma le auto del futuro saranno davvero così?
Diverse le concept che prefigurano auto più o meno normali. Prototipi che vedono una certa attenzione all'aerodinamica solo nelle berline. Come la Suzuki Kizashi (“preludio”, “assaggio” in giapponese), piatta come una sogliola, che prefigurerebbe il design dell'auto che segnerà il debutto del marchio tra le berline medie (e che certamente sarà un po' più alta di così, tanto di carrozzeria quanto dal suolo).

Presentata a Francoforte, ricorda per proporzioni e impostazione stilistica un'altra concept rossa, bassa e radente: la Mazda Ryuga vista ai saloni ormai da un anno. Cambiando... colore, segnaliamo che dalla verde Chevrolet Beat, giudicata dal pubblico di vari saloni dell'auto la più bella delle tre “miniconcept” Chevrolet, nascerà una city car che il Gruppo GM conta di vendere in tutto il mondo. La 308 RCZ, coupé 2+2 che si è ammirata a Francoforte, e Renault Laguna Coupé Concept non hanno particolari pregi ecologici, salvo che quest'ultima è presentata insieme a un nuovo diesel dCi, V6 di 3.000 cc, pronto per la serie e che avrebbe emissioni di particolato e ossidi di azoto molto ridotte. Il prototipo avrebbe, secondo la Casa, emissioni di CO2 “inferiori a 200 g/km”: un dato elevato in assoluto, ma contenuto per un'auto sportiva capace di scattare da 0 a 100 km/h in 7 secondi. Altri due prototipi Renault, Kangoo Compact Concept e Koleos Concept, ammiccava più agli amanti degli sport e al popolo dei Suv che all'ecologia. Il primo è l'ipotesi di un veicolo per il tempo libero sulla base del nuovo Kangoo, il secondo

prefigura una “crossover” in vendita dal primo semestre del 2008. Ridotto interesse per l'ecologia anche per altre Sport utility concept esposte alla kermesse bolognese: Ford Kuga, Seat Tribu e Volvo XC60. Più curiosità suscita la Ktm X-Box che dovrebbe apparire dai concessionari nella prima metà del 2008. L'interesse, però, è puramente stilistico in quando le doti ambientali, come l'aerodinamica (il Cx è di 0,65!) sono quasi nulle, tanto che la scheda tecnica non riporta neanche i dati di emissioni e consumi. Per la verità, ci auguriamo che future auto assomigliano di più alla
Kia eco cee'd, modello che non utilizza nessuna tecnologia rivoluzionaria per l'ambiente ma riesce a contenere le emissioni di CO2 a 104 grammi/km semplicemente ottimizzando meccanica e aerodinamica.
Più modelli che punti di rifornimento...
Sale rapidamente l'offerta in Italia di modelli flexifuel, alimentabili a benzina, E85 (bioetanolo 85%, benzina 15%) o qualsiasi miscela dei due carburanti. Al momento, però, ci risulta che di punti di rifornimento di E85 nel nostro Paese ce ne sia solo uno. L'offerta resta quindi teorica: l'inserimento nei listini dà alle Case un guadagno d'immagine, non certo economico, dato che i numeri di vendita sono prossimi o coincidenti a zero. Le proposte riguardano soprattutto auto favorite fiscalmente in altri Paesi, in particolare quelle adatte alle flotte aziendali. Così si convertono praticamente solo compatte, berline o station wagon medie o grandi come Ford Focus, Saab 9-3 e 9-5, Renault Megane, Opel Vectra, Volvo C30, S40 e V50. Un elenco destinato a crescere rapidamente nei prossimi mesi considerate le continue presentazioni di esemplari prossimi al debutto, come le Peugeot 308 BioFlex e Biodiesel (il gasolio ecologico) esposte a Bologna. D'altronde gli investimenti per adattare i motori al nuovo carburante si ripagano da soli con la presunta etichetta ambientale.
Picanto e Picasso a tutto gas
Nonostante il crescente interesse dei costruttori per l'alimentazione gassosa, a Bologna sono poche le Case, tra le quali Tata e Chevrolet, che espongono con vanto la propria offerta di modelli bi fuel. Una carenza in parte giustificata dall'anima Motorshow, salone prettamente dedito allo spettacolo dove si portano auto sportive e versioni con motori superpotenti, ma che non giustifica la scelta di molti

costruttori che si sono “dimenticati” della propria gamma ecologica. Per fortuna si sono viste alcune novità per il comparto. Le più interessanti riguardano la
Kia Picanto e la
Citroën C4 Picasso, entrambe trasformate da BRC. La Casa coreana ha scelto il Gpl per rendere più compatibile la propria city car. Operazione che ha consentito di ridurre da 118 a 110 grammi/km le emissioni di CO2 e di abbattere sensibilmente il rilascio nell'aria di altri inquinanti della 1.0 da 61 cv. Commercializzata da inizio 2008, la piccola Kia dove contendersi il mercato degli eco automobilisti cittadini con la popolarissima Chevrolet Matiz. La principale contendente della monovolume del Double Chevron sarà la Multipla. La Casa francese, infatti, ha optato per il metano che offre maggiori benefici ambientali ed economici. Secondo Citroën la C4 Picasso Bi Energy M percorrerebbe circa 350 km con meno di 17 euro, il costo per fare il pieno dei serbatoio di gas naturale. Meno stimolanti ecologicamente le altre novità. Si tratta di trasformazioni di modelli che, per dimensioni e peso, sono poco attraenti in termini ambientali e la cui conversione sembra più essere orientata alla vendita delle versioni benzina, altrimenti poco interessanti sul piano commerciale. Ci riferiamo alla Chevrolet HHR, non ancora in commercio ma già prevista a doppia alimentazione, e alle Suv
SsangYong Actyon e Shuanghuan Ceo, cinese distribuita da Martin Motors.
Iniezione diretta e idrogeno: le nuove frontiere dei trasformatori

Il Motorshow conferma il momento di grande fermento del settore del gas. Nelle aree
EcoCity sono presenti molte soluzioni innovative. Diversi produttori di impianti a Gpl hanno esposto le soluzioni sviluppate per i motori a iniezione diretta, aspirati o sovralimentati. Altri hanno portato sistemi evoluti per il metano o tecnologie per migliorare l'assistenza post vendita con la “tracciabilità” dei componenti dell'impianto. Per abbattere le emissioni alcune aziende hanno trasformato modelli ibridi mentre altre si sono lanciate in studi per sfruttare le qualità ecologiche dell'idrogeno. E c'è anche chi ha pensato di dimostrare l'alto livello tecnologico degli impianti a Gpl concedendo ai visitatori di effettuare alcuni giri sulla pista dell'area 48 accanto ad alcuni campioni del volante.
Le emissioni zero non viaggiano in auto

A fine della giornata siamo riusciti a scovare tre mezzi a emissioni zero “reali”, nel senso che sono in commercio: le biciclette di Saab e Lancia e il Tata Elektro Ace. Quest'ultimo è un piccolo cassonato molto utilizzato nella variante a gasolio per il trasporto di oggetti poco ingombranti nella inquinate

megalopoli dell'India. In Italia arriva nella versione elettrica grazie all'accordo tra Melian, importatore di Tata nel nostro Paese, Archimede Energia e Ecolori che hanno provveduto alla “trasformazione”. Per la propulsione è stato utilizzato un motore elettrico di tipo asincrono, trifase con inverter che eroga una potenza di picco di 30 kW e permette una velocità massima di 120 km/h. Le batterie sono al Litio-polimeri con capacità di carica di 20,7 kWh, sufficienti per assicurare una percorrenza di circa 120 km in città.