Ecobici
Disco rosso agli sprechi di energia con la ruota ibrida
Una bicicletta con recupero di energia in frenata e discesa, con l'intero sistema, batterie e motore-generatore inclusi, racchiuso all'interno del mozzo della ruota posteriore. È la “Ruota di Copenhagen” studiata dalla bolognese Ducati Energia e dal prestigioso istituto tecnologico americano MIT, Massachusetts Institute of Technology. Prende il nome da un progetto congiunto che coinvolge anche la città di Copenhagen e il ministero dell'Ambiente italiano per promuovere la mobilità alternativa nella capitale danese. Il prototipo, caratterizzato dal vistoso colore rosso del dispositivo, è stato presentato il 15 dicembre scorso proprio qui, in occasione del summit mondiale sul clima. Secondo Carlo Ratti, direttore del MIT SENSEable City Laboratory e responsabile del progetto Copenhagen Wheel, già nel giro di sei mesi si potrebbe avviare la produzione in serie della bicicletta, che costerà, si presume, meno di mille euro.
Dentro il mozzo il “kers” e altro ancora
Più che di una bicicletta a pedalata assistita, si tratta del “primo esempio di biking 2.0”, come lo definiscono gli ideatori. La batteria “rotante”, infatti, non è collegabile alla rete. L'assistenza alla pedalata, quindi, richiede una carica preventiva effettuata quando si frena, quindi anche in discesa. La frenata si attiva molto semplicemente: si inverte il senso della pedalata e la bici, rallentando, recupera energia. Il sistema si ispira Kers (Kinetic Energy Recovery System) utilizzato dalle auto di Formula 1 nella stagione 2009. Come questo, si suppone quindi che le fasi di carica e scarica siano abbastanza rapide, con capacità della batteria “rotante” relativamente modesta. In pratica la Copenhagen Wheel permette di addolcire gli sforzi di punta, come quelli delle partenze da fermo o la risalita di un avvallamento.
Una telefonata tra manubrio e ruota
Sette le modalità d'uso impostabili dall'esterno sul prototipo, ad esempio con un cellulare iPhone, accolto da un supporto sul manubrio, connesso via Bluetooth alla ruota stessa. Il grande mozzo lenticolare, infatti, include il trasmettitore/ricevitore radio, l'elettronica di controllo, e anche alcuni sensori come quello della velocità e della distanza percorsa. Tutti dati che possono essere letti sullo stesso iPhone, capace di aggiungere per conto suo il posizionamento GPS e la direzione di marcia, ed eventualmente condivisi per scopi statistici o informativi tramite rete telefonica cellulare. Previsto anche un interessante sistema antifurto: in caso di utilizzo indesiderato, il sistema imposta la modalità massima ricarica rendendo molto faticosa la marcia. A quel punto il ladro dovrebbe abbandonare la bici e il legittimo proprietario ritrovarla carica...gratis.
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