Fare un piccolo sforzo, tutti insieme, è un gesto di grande responsabilità e rispetto per l'ambiente. Chi è preoccupato per la qualità dell'aria raccolga il mio invito a non usare l'auto e a servirsi dei mezzi pubblici”.
…ma le infrastrutture sono carenti
Se da un lato condividiamo pienamente la sensibilizzazione della popolazione poiché siamo convinti che ciascuno deve fare la sua parte senza attendere le iniziative delle istituzioni, dall’altra le parole del governatore sembrano un abile modo per sottrarsi alle critiche, che puntualmente sono arrivate. E se è vero che la qualità dell’aria è in constante miglioramento, come dimostrano i dati dell’
Arpa Lombardia, è altrettanto vero che provvedimenti concreti per abbattere gli inquinanti sono in atto da pochi anni e in misura troppo timida rispetto alle reali esigenze. A titolo esemplificativo bastano pochi dati: i chilometri di metropolitana per milione di abitante sono 54,32 a Londra, 46,35 a Madrid, 42,49 a Berlino e 25,56 a Milano, quelli di ferrovie suburbane rispettivamente di 44,84 a Londra, 56,39 a Madrid, 97,21 a Berlino e 31,72 a Milano (fonte: Legambiente
Pendolaria 2009) e i km di rete urbana dei trasporti è passato da 709,8 km del 2002 a 699,2 del 2008 (fonte: Osservatorio permanente della qualità della vita dell’Associazione
MeglioMilano). Non solo. Secondo il Global City Report 2009 che monitora gli scenari economici, sociali e territoriali di 20 città europee, Milano “mantiene di gran lunga il primato della concentrazione del PM10, con un valore di 51 microgrammi/metro cubo, mentre la legislazione europea per la protezione della salute umana ha stabilito che la media giornaliera di 50 microgrammi/mc non può essere superata più di 35 volte l’anno”. All’ultimo posto per qualità dell’aria si aggiungono il 18° per numero di auto, il 17° per km di piste ciclabili per abitante e un più lusinghiero 10° posto per numeri di passeggeri trasportati. Un dato, quest’ultimo, che associato a quelli di Pendolaria rendono bene l’idea dell’affollamento dei mezzi di trasporto milanesi.
Tante soluzioni per prevenire l’emergenza
Numeri che danno l’idea di quanto Milano sconta ancora un arretramento strutturale rispetto all’Europa. Una carenza dovuta alla miopia delle politiche dei trasporti delle amministrazioni passate, compresa quella di Formigoni in carica da 15 anni, e che soltanto negli ultimi anni stanno dando segnali di vita con la costruzione di nuove metropolitane e l’adozione di soluzioni di mobilità alternativa, come il bike sharing. Eppure di soluzioni facilmente applicabili ne esistono tante altre. Molte le trovate nelle pagine di Autoambiente, come quelle per
ridurre il traffico, delle associazioni ambientaliste o negli studi di istituti di ricerca. Altre, che vi riportiamo, le hanno avanzate durante l’emergenza smog milanese Italia Nostra, Legambiente e l'ex assessore comunale all'Ambiente Edoardo Croci (da sito
www.corriere.it)
1) estendere l’Ecopass a tutti i mezzi che accedono ai Bastioni, previa informazione ai cittadini;
2) applicare una low emission zone in tutta la provincia e oltre;
3) al terzo giorno di superamento della soglia d’allarme: car pooling ai 67 varchi dalle 7,30 alle 9,30 con almeno due persone per mezzo, divieto di circolazione per i mezzi pesanti in tutta la città, blocco circolazione fine settimana dalle 10 alle 18, validità giornaliera del biglietto Atm da un euro;
4) ridurre la velocità a 80 km/ora sulle strade e 90 km/h sulle autostrade nei giorni di superamento dei limiti di qualità dell’aria;
5) depennamento dall’agenda del tunnel Linate-Rho;
6) potenziamento della ciclabilità, estensione del bike sharing e stazioni di biciclette in tutte le principali stazioni ferroviarie;
7) intervento straordinario sul potenziamento dei mezzi pubblici;
8) riscaldamento: riduzione da 14 a 12 ore giornaliere nei 1500 immobili comunali, fare rispettare il divieto regionale di riscaldamento negli spazi comuni dei condomini;
9) rimuovere gli ostacoli burocratici e facilitare gli investimenti di risparmio energetico;
10) moratoria per tutti i parcheggi con posti a rotazione, a partire da quello di sant’Ambrogio.
Ma quale impatto zero!? Le parole sono importanti
Concludo con una considerazione d’obbligo. Ad ascoltare l’annuncio del blocco del traffico a Milano per il 31 gennaio ai redattori di Autoambiente per un momento sono venuti i brividi lungo la schiena. A provocare la reazione non è stata la decisione presa da Letizia Moratti, Roberto Formigoni e dall'assessore al traffico della Provincia di Milano Giovanni De Nicola, ma piuttosto le parole dei nostri amministratori: “sono escluse (dal blocco, ndr) le auto a impatto zero, cioè le elettriche, le ibride e quelle a Gpl e metano”. Sarà stato un lapsus o, più probabilmente, l’alta concentrazione di polveri sottili nell’aria che ha generato un po’ di confusione, ma nell’elenco dichiarato dall’elite politica milanese l’unica tipologia ad emissioni zero (in ogni caso non a “impatto zero”) è quella delle auto a batterie, almeno se si parla di emissioni allo scarico. “Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti in “Palombella rossa”, e se i nostri amministratori vogliono evitare la reazione aggressiva del regista farebbero bene a fare un celere ripasso di mobilità sostenibile o, come diceva mio nonno, ricordarsi di contare fino a dieci prima di parlare.
Stefano Panzeri