Bella, filante e luminosa
Lunga 4,59 metri, larga 1,83 e alta 1,66, la Grand Picasso ha linee fluide e aerodinamiche (Cx di 0,31 e Scx di 0,82). Il “muso” di grandi dimensioni è caratterizzato dalla calandra con “double chevron”, dai proiettori di grande dimensioni e, sulla versione provata, dall’inedito parabrezza panoramico di 5,2 metri quadrati che conferisce buona visibilità, grazie anche ai montanti sottili, e ottima luminosità. Aspetto, quest’ultimo, favorito pure dall’ampiezza della superficie vetrata laterale. A favorire la “vista” posteriore sono i sensori di parcheggio con segnale acustico e grafico sul cruscotto.
Tante idee per migliorare la vita di bordo
L’abitacolo mostra il tentativo, in gran parte riuscito, di proporre soluzioni innovative per migliorare la vita di bordo. La novità più evidente è la plancia con cruscotto digitale centrale e comandi del climatizzatore sdoppiati e posizionati alle estremità sotto i bocchettoni di aerazione. Una disposizione che, insieme ai comandi fissi al volante (14 tasti e 4 rotelle per azionare radio, cruise control, computer di bordo, luci e ricircolo aria) libera la parte centrale dove sono collocati la radio e i tasti per escludere Esp e per azionare luci di emergenza e chiusura centralizzata, nonché il pulsante del freno a mano elettronico e il diffusore di fragranze. Il tutto per creare spazi nuovi per oggetti piccoli e grandi, come i due vani sopra la plancia che hanno l’unico difetto di essere di forma irregolare, fattore che ne limita di molto la funzionalità. Altri vani sono quelli sulle portiere in grado di contenere anche bottiglie da 1,5 litri, davanti al sedile passeggero, quello refrigerato e i portaoggetti aperti con presa 12 Volt e kit per fumatori tra le due poltrone. Questi ultimi, in realtà, potrebbero essere più generosi vista la posizione rialzata della leva del cambio e l’assenza del freno a mano, di tipo elettronico e sostituito da un pulsante (si disattiva con la “folle” e premendo il pedale del freno o accelerando piano).
Alta versatilità e bagagliaio da 500 litri
Dietro ci sono tre comode poltrone singole con schienale regolabile in inclinazione e buono spazio per le gambe, grazie anche alla possibilità di scorrere i sedili longitudinalmente di 13 centimetri. Da segnalare diversi particolari che possono fare la differenza in tema di comfort, come le tendine integrate nelle portiere posteriori, i tavolini inseriti negli schienali anteriori o i comandi per regolare intensità e direzione del flusso dell’impianto di aerazione presente nei montanti centrali. Apprezzabile pure il sistema di ripiegamento dei sedili che permette di effettuare l’operazione con una sola mano e senza togliere i poggiatesta. Il bagagliaio ha una capacità di 500 litri con 5 posti e di 1.875 con 2 posti. Valori inferiori di 76 litri rispetto alla variante monofuel per via dell’inserimento delle cinque bombole del metano. Oltre a ridurre il volume di carico, la conversione a gas naturale ha l’effetto di alzare di una decina di centimetri il piano di carico, peraltro facilitando le operazioni di carico/scarico. La copertura è ben curata e, malgrado l’apparenza, robusta: l’abbiamo collaudata con tre cassette da 15 kg di arance (rigorosamente bio) e non ha dato il minimo segno di cedimento. Presente anche un’utile torcia asportabile. La ruota di scorta di dimensioni normali è sotto il piano di carico in posizione esterna.
Plancia originale e cruscotto personalizzabile
Seduta alta, ampia visibilità, cambio a leva corta in posizione elevata e possibilità di regolare volante e sedile in altezza e profondità rendono il posto guida estremamente confortevole. A noi non ha entusiasmato l’insolita disposizione dei comandi che in qualche caso, come il tasto per navigare nel computer di bordo “nascosto”all’estremità della levetta del tergicristalli, ci è parsa poco razionale. Ma probabilmente si tratta soltanto di fare l’abitudine con una collocazione inedita e con i numerosi (14) pulsanti sul volante con parte centrale fissa. Qualche perplessità anche sul cruscotto digitale, più che altro per la grafica un po’ datata. In compenso è interessante la possibilità di configurare, oltre a colore e intensità di luce, le informazioni riportate. Oltre a tachimetro, contagiri, indicatore del livello di benzina e contachilometri parziali e totali si può scegliere di visualizzare i dati dell’impianto hi-fi, il datario o altre opzioni previste dal computer di bordo (consumo istantaneo e medio, velocità media, autonomia e km rimanenti per raggiungere la destinazione). Da qui è possibile configurare pure alcune funzioni dell’auto, come l’attivazione in retromarcia del tergicristalli posteriore o il dispositivi per attivare in automatico fari e tergicristalli. Possibile anche stabilire alcune opzioni audio, quali ripetizione brani Cd, ascolto casuale delle canzoni o la ricerca automatica delle stazioni Rds.
Pensata per viaggi lunghi e confortevoli
Le prime impressioni che si hanno alla guida è di essere al volante di una vettura sicura e confortevole. Il primo aspetto è conferito dalla consapevolezza della buona dotazione di sicurezza (6 airbag, Esp con assistenza di partenza in salita, ecc.) e dallo schema delle sospensioni, tipo McPherson con bracci inferiori a triangolo e barra stabilizzatrice nell’anteriore e interamente meccanica (nelle altre “Grand”, escluse le 1.8, è autolivellante) con traversa deformabile, barra stabilizzatrice e ammortizzatori inclinati nel posteriore. Una configurazione che, abbinata ai pneumatici 215/55 da 16”, assicura buona dinamica e tenuta di strada. Apprezzabile anche la precisione dello sterzo con assistenza variabile (rigido ad alte velocità, “leggero” a bassa andatura). Il comfort è conferito dalla buona qualità di finiture e materiali, dalle poltrone ampie, dall’assetto morbido, dall’ottima insonorizzazione acustica, dal climatizzatore automatico (un po' brusco nel mantenere la temperatura, alterna correnti fredde e calde) e, soprattutto, dall’andatura lenta che il motore costringe a mantenere. Il 1.8 16 valvole ha, infatti, 92 kW/127 cv, che si riducono a 86,5 kW/117 cv con l’alimentazione Cng: valori bassi per una massa di 1.676 kg. Il risultato è che la Grand Picasso è piuttosto lenta in accelerazione (17” per passare da 0 a 100 km/h a metano) e in ripresa, a meno di non pigiare pesantemente sul pedale dell’acceleratore. Un comportamento che non si addice alla Bi Energy M, che predilige uno stile da
ecoguida per sfruttare appieno le doti di economia d’esercizio.
Impianto Cng efficiente, ma non del tutto integrato
Qualità che è merito soprattutto dell’impianto a gas naturale. Si tratta del noto Sequent Plug & Drive a iniezione sequenziale fasata multipoint di Brc con doppia centralina di controllo, con quella del Cng che regola, tramite appositi algoritmi di conversione, le iniettate (a una pressione di circa 2 bar) in funzione di diversi parametri del motore, quali la temperatura. La presa di carico del metano è nel vano motore, mentre il commutatore/indicatore del livello del carburante è a sinistra del volante nella parte inferiore della plancia dove ci sono anche i comandi per l’apertura dello sportellino per il rifornimento della benzina, la regolazione delle luci e la disattivazione del sistema di assistenza al parcheggio. Una posizione discreta che si integra perfettamente con la plancia, ma un po’ scomoda per controllare il livello di gas residuo. Più fastidiosa la mancata integrazione dell’impianto con il computer di bordo che, non riconoscendo il metano, presume che si viaggia sempre a benzina. Il risultato è che quando si utilizza il Cng nel cruscotto si vede scendere il livello della benzina e la relativa autonomia residua. Situazione che genera un po’ di confusione soprattutto nei viaggi lunghi poiché non si ha più coscienza dell’effettiva quantità di benzina disponibile. Un difetto che, per fortuna, è superato “resettando” il computer, ovvero spegnendo e riaccendendo l’auto.
Meno di 6 euro per fare 100 km
A ricordare che la Bi Energy M non è concepita in origine con la doppia alimentazione, ma è una trasformazione, è anche la presenza delle cinture di sicurezza della terza fila di sedili, rimossi per fare spazio ai serbatoi di Cng. Questi ultimi, come detto, sono disposti trasversalmente sul pavimento del vano bagagli e hanno una capacità totale di 123 litri (circa 21 kg di metano a pressione di 220 bar) che dovrebbe garantire un’autonomia di circa 350 km. In realtà, nell’uso pratico siamo riusciti a percorrere poco più di 300 km con un pieno da 20 kg. In pratica abbiamo consumato 6,6 kg di gas naturale ogni 100 km equivalenti a una spesa di 5,8 euro (con prezzo del Cng a 0,870 euro). Un dato buono in assoluto (è inferiore ai 6,6 euro di un’efficiente utilitaria a benzina come la Yaris) e ottimo per la categoria di auto, ma inferiore ai rilevamenti ottenuto con le dirette rivali, la
Opel Zafira Eco M (5-5,7 euro /100 km) e la
Volkswagen Touran Ecofuel (4,5-5,0) nella versione meno efficiente da 2.0 litri non più in commercio.
Le emissioni rimangono alte anche a metano
Un duello che Citroën perde anche in tema ambientale: i valori dichiarati dai costruttori delle emissioni di CO2 a metano sono di 163 grammi/km per la C4 Grand Picasso, di 154 per la Touran da 109 cv (ma la nuova 1.4 TSI da 150 cv ne rilascia 129) e di 138 per la Zafira da 94 cv. Modelli che, tra l’altro, sono ottimizzati per funzionare a Cng, hanno sette posti e listini inferiori: da 26.175 la francese, da 25.000 la Opel da 25.240 la Volkswagen 1.4 TSI. A favore della “double chevron” è un aspetto da non sottovalutare: il serbatoio della benzina è quello da 60 litri della monofuel, contro i 13-15 delle contendenti.
Due versioni ben equipaggiate
La dotazione di serie della versione base, la Ideal in vendita a 26.175 euro, è più che soddisfacente e include, tra l’altro sei airbag, Esp con funzione di partenza assistita in salita, climatizzatore manuale, cruise control, computer di bordo, alzacristalli anteriori e specchietti riscaldabili elettrici, chiusura centralizzata con telecomando, vano refrigerato. Con 1.700 euro in più si hanno pure cristalli posteriori elettrici, climatizzatore automatico plurizona, fendinebbia, lettore CD con comandi al volante, accensione fari e tergicristalli automatica, appoggiagomiti centrali anteriori, tendine parasole seconda fila, tavolino estraibile su schienale sedili anteriori, torcia removibile e volante in pelle. Ricordiamo che la Bi Energy ha ottenuto 5 stelle nei crash test EuroNcap, usufruisce di 2 anni di garanzia e degli incentivi di 1.500 euro per le auto a doppia alimentazione.
SCHEDA TECNICA
Motore
Cilindrata (cc): 1749
Emissioni (g/km CO2): 190 (B), 163 (M)
Potenza (kW/cv - giri/minuto): 92/125 – 6000 (B), 86,5/117 – 5800 (M)
Coppia (Nm - giri/minuto): 170 – 3750 (B), 159 – 3800 (M)
Meccanica
Trasmissione: cambio manuale a 5 rapporti
Trazione: anteriore
Prestazioni
Velocità massima (km/h): 185 (B), 170 (M)
Accelerazione (0-100 km/h): 11,9 (B), 17,0 (M)
Consumo medio (l/100 km): 8,0 (B), 9,2 (M)
Autonomia (km): 750 (B) + 350 (M)
Dimensioni e massa
Lunghezza (cm): 458,5
Larghezza (cm): 182,9
Altezza (cm): da 162,4 a 170
Passo (cm): 272,8
Peso (kg): 1676
Serbatoio benzina: 60 litri
Serbatoio metano: 21 kg
Posti: 5
Bagagliaio (min-max in litri): 500 - 1875
Prezzo (euro): 26.175 (Ideal), 27.875 (Perfect)
Sito:
www.citroen.it
EcoPagella
Normativa UE emissioni Euro da 1 a 6




4
CO2 totale (g/km) – da 1 a 6


2
CO2 per passeggero (g/km) da 1 a 3

1
Emissioni allo scarico (carburante) da 1 a 5




4
Massa totale (kg) da 1 a 5

1
Massa per passeggero (kg) da 1 a 3

1
Aerodinamica (Cx) – da 1 a 4



3
Efficienza energetica motore da 1 a 3

1
Riciclabilità – da 1 a 5
nd
Certificazioni da 1 a 6
nd
Valutazione complessiva
17 su 46 quadrifogli