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Nazioni Unite |
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martedì 04 dicembre 2007
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News Ecomondo
Al via il summit sui cambiamenti climatici
Se il buongiorno si vede dal mattino, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici iniziata il 3 dicembre a Bali, in Indonesia, promette bene. Il summit al quale partecipano oltre 10.000 rappresentati di oltre 190 Paesi è cominciato con la ratifica dell’Australia al protocollo di Kyoto. Un evento salutato, pare, con tre minuti di applausi che, di fatto, isola gli Stati Uniti come unica nazione industrializzata a non avere aderito al progetto ambientale siglato in Giappone.
A parte l’aspetto politico, l'adesione di uno dei Paesi con il più alto tasso pro capite di emissioni gas serra al mondo è di notevole rilievo per la salute del pianeta. Ancora più importanti, però, potrebbero essere gli esiti del summit indonesiano che terminerà il 14 dicembre. Obiettivo dell'incontro di Bali, infatti, è proseguire i negoziati per la creazione di un nuovo accordo Onu che definisca la strategia di intervento per la riduzione dei gas serra dopo il 2012, anno conclusivo del protocollo di Kyoto. Sul tavolo delle trattative ci sono argomenti di rilievo che possiamo semplificare in quattro punti: definizione delle metodologie per tagliare le emissioni, determinazione delle strategie per limitare i danni causati dai cambiamenti climatici, reperimento delle risorse economiche per finanziare gli interventi, diffusione di tecnologie più sostenibili. L'importanza dell'incontro asiatico è sottolineata da Stavros Dimas, Commissario europeo per l'ambiente che di recente ha affermato che “l’unica risposta responsabile (ai cambiamenti climatici) è impegnarsi di più a livello mondiale per limitare le emissioni di gas serra. Per questo a Bali è necessario decidere il varo dei negoziati su un accordo mondiale sul clima che sia esauriente e ambizioso e stabilire una tabella di marcia che ne definisca gli elementi principali. La conferenza dovrà inoltre fissare alla fine del 2009 la data limite per la durata dei negoziati.” “Il futuro accordo”, ha proseguito Dimas, “dovrà puntare a limitare il surriscaldamento del pianeta a 2ºC in più rispetto alla temperatura dell’era pre-industriale perché solo così potremo evitare gli impatti più devastanti prodotti dal mutamento del clima. La conferenza di Bali è un’ottima occasione per approvare tali obiettivi ambiziosi che dovranno essere i nostri punti di riferimento nei negoziati per i prossimi due anni”. Ricordiamo che la UE si presenta in Indonesia con le proposte approvate dal Consiglio dei ministri dell’Ambiente il 30 ottobre scorso che, tra l'altro, prevedono la riduzione delle emissioni dei Paesi industrializzati del 30% entro il 2020 e del 60-80% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990 e un contributo equo ed efficace da parte degli altri Paesi, in particolare delle economie emergenti come Cina e India.
Siti
Unfccc – United nations framework convention on climate change
(Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) - http://unfccc.int (ing., es., fr.)
Onu Italia - www.onuitalia.it
Commissione europea sui cambiamenti climatici – ec.europa.eu/environment/climat/home_en.htm (ing.)
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