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Contro il PM10 quasi inutili blocchi e targhe alterne
Le polveri sottili, per ora, hanno vinto la guerra con le amministrazioni locali. Questo, in estrema sintesi, il risultato di uno studio, pubblicato a inizio 2007, commissionato da Anfia, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica e Unrae, che raggruppa di fatto tutti i rappresentanti delle Case estere in Italia, e patrocinato dall'Aci. Il documento, a cura del Csst (Centro Studi sui Sistemi di Trasporto) analizza lo sviluppo dell'inquinamento da PM10 e l'effetto dei provvedimenti attuati finora, in particolare i blocchi programmati del traffico.
Proprio questi hanno dato risultati largamente deludenti e hanno permesso di “assolvere” le auto Euro 3 ed Euro 4: fermare anche queste categorie, si legge, riduce solo del 3% le emissioni di particolato da gas di scarico.
Lo studio propone quindi una strategia di “breve termine”, che riportiamo qui sotto, per contenere le emissioni di polveri fini nelle grandi aree urbane:
1. rinnovo del parco dei veicoli commerciali e degli autobus di linea obsoleti, incentivando il ricambio a favore delle motorizzazioni a gasolio di ultima generazione e di quelle di tipologia LEV (Low Emission Vehicles), ad esempio a metano;
2. rinnovo del parco delle autovetture, mediante iniziative tendenti a favorire anche l’acquisto di vetture usate Euro 3;
3. completamento della metanizzazione degli impianti di riscaldamento e delle centrali di potenza industriali;
4. interventi di fluidificazione del traffico finalizzati a ridurre i tempi di veicolo fermo con regime del motore al minimo e le fasi di accelerazione (regime di circolazione in “stop&go”) e di regolazione della sosta in modo da favorire l’integrazione modale;
5. coordinamento ed omogeneità delle misure di limitazione del traffico, da attuare in armonia con le disposizioni comunitarie e solo se gli effetti desiderati a vantaggio delle riduzioni delle emissioni inquinanti trovano un comprovato riscontro scientifico;
6. interventi di razionalizzazione dell’organizzazione e coordinamento delle attività sociali, produttive e commerciali, in modo da limitare l’impatto negativo sulla efficienza della mobilità (ad esempio, lavori in corso, orari di carico-scarico, manifestazioni politiche, ecc.);
7. attuazione del lavaggio periodico delle strade mediante specifiche disposizioni di legge valide per tutte le città.
Per saperne di più:
www.unrae.it
www.anfia.it
Studio su Mobilità ed Inquinamento da PM10 in ambito urbano