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Motor Show di Bologna 2009 - EcoCity
lunedì 14 dicembre 2009
Ecosaloni
Alla cittadella del gas
Erano dieci le aziende del comparto della doppia alimentazione presenti nell’area EcoCity del padiglione 25 del Motor Show di Bologna. Voluto da Consorzio Ecogas, Assogasliquidi e Federmetano, lo spazio riservato alle proposte bi fuel aftermarket, e non solo, ha fornito l’opportunità di conoscere le novità del settore e verificare le prospettive per il mercato Gpl e metano. Peccato che delle dieci auto esposte nessuna aveva un impianto a metano, carburante ritenuto, a detta degli stessi operatori, più promettente del Gpl in prospettiva futura.

Diesel dual fuel e nuovi accordi
Le novità più attese erano quelle assenti. Ci riferiamo agli impianti a metano per modelli a gasolio, annunciati da tempo ma sempre rimandati. Adesso sembra essere giunto il momento giusto visto che, accanto alla Romano Autogas, l’annuncio dell’arrivo “entro i prossimi sei mesi” del sistema per rendere bi fuel le diesel è stato fatto anche da Landi Renzo. Per entrambe, più che di bi fuel, si deve parlare di dual fuel, nel senso che l’alimentazione dei due carburanti non è singola, ma un’unica miscela con percentuali variabili secondo il carico motore. Ancora presto per conoscere i dettagli tecnici, ma pare che la miscela abbia una percentuale minima di metano intorno al 20-30%. Di certo è chi i kit dual fuel non saranno applicabili a tutte le auto a gasolio, ma soltanto a quelle con iniezione elettronica.
Altra notizia che ha suscitato interesse è l’annuncio di Landi Renzo di un probabile imminente accordo con una Casa automobilistica per la fornitura di impianti a gas “ufficiali”. Il costruttore interessato non è stato rivelato, ma da nostri ragionamenti, le possibilità si riducono a tre: Honda, Volvo e Toyota, con le giapponesi in prima fila.

Supersportive per esaltare la tecnica
Il modello a gas più appariscente esposto è senz’altro la Nissan Z proposta da Brc. Si tratta della vettura che ha partecipato al trofeo spagnolo Nissan 350Z Challenge 2009 equipaggiata con un sistema a iniezione elettronica multipoint Sequent Plug&Drive monofuel Gpl. Il motore è un 6 cilindri di 3,5 litri con 340 cv che consente di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,5” e di raggiungere i 285 km/h, soglia autolimitata elettronicamente. I serbatoi del Gpl sono due, cilindrici da 50 litri ciascuno. Tecnologicamente attraenti sono anche la Mercedes E 500 trasformata da Tartarini e la Volkswagen Golf GTI convertita da Zavoli. Nella prima l’impianto sembra indispensabile per rendere sostenibile economicamente il V8 di 388 cv della Stella, nonché per abbassare il dato di 254 grammi/km di emissioni di CO2. Nella seconda l’interesse è generato da un motore “complesso” da trasformare, il 4 cilindri Euro 5 sovralimentato a iniezione diretta da 2 litri e 211 cv. Per riuscire nel compito, Zavoli ha applicato il sistema a iniezione sequenziale Alisei Direct che commuta l’alimentazione a gas quando il regime di rotazione del motore è compreso tra 1.500 e 4.500 giri/minuto, lasciando la benzina agli altri regimi. Da quanto dichiarato dall’azienda, con il Gpl la potenza scende a 208 cv e le percorrenze da 10 a 9,2 km/l. Il serbatoio toroidale da 51 litri garantirebbe 370 km di autonomia. Merita un plauso anche l’impianto di Romano Autogas sull’Abarth 500, per il quale vi rimandiamo a un articolo specifico.

Con il gas le emissioni scendono sotto quota 100
Decisamente più allettanti in termini ecologici sono le proposte su base Fiesta, Panda e C1. Tra queste descriviamo la city car di Citroën, unica del terzetto non commercializzata direttamente dalla Casa con doppia alimentazione e, soprattutto, quella con le minori emissioni di CO2, 98 grammi/km. A proporla è Imega che ha applicato l’impianto Evo, il primo con il marchio dell’azienda di Sansepolcro. Si tratta di un sistema ad iniezione sequenziale fasata abbinato, sulla C1, con il Flashlube elettrico per lubrificare le valvole in funzione del regime del motore. L’impianto, adattabile anche a modelli di classe superiore con omologazione Euro 5, consentirebbe alla piccola del “double chevron” di abbassare il rilascio di biossido di carbonio da 109 a 98 g/km e gli esborsi per il rifornimento (il consumo a Gpl è dichiarato a 5,2 l/100 km, contro i 4,6 a benzina). In calo, come prevedibile, la potenza (65 cv anziché 68) e le prestazioni (14” per lo scatto 0-100 km/h invece di 13,7) a gas. A completare la rassegna di EcoCity erano la Golf con impianto Real Sequential Injection Gpl di Gi.Ma.Gas, la Opel Corsa Gpl-Tech “ufficiale” di Landi Renzo e la Jazz con l’Easy Fast di Lovato Gas.

Elenco vetture bi fuel esposte (Azienda, vetture e impianto)
Bedini: Ford Fiesta 1.2 16V -Sistema Ecogeo 3000 Eobd Gpl
Gi.Ma.Gas: Volkswagen Golf 1.6 – RSI, Real Sequential Injection Gpl
Imega: Citroën C1 con impianto Imega Evo Gpl
Landi Renzo: Opel Corsa Gpl-Tech
Lovato Gas: Honda Jazz - Easy Fast Gpl
MG Motorgas: Fiat Panda - NewEco DR2 Gpl
Mtm-Brc: Nissan 350Z monofuel - Sequent Plug & Drive Gpl
Romano Autogas: Abarth 500 - Gpl Risn, Romano Injection System New
Tartarini Auto: Mercedes E 500 Coupé - Rpg 05S Gpl maggiorato
Zavoli: Volkswagen Golf GTI 2.0 TSI
















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