Più che una wagon, un “bolide” da pista
L’auto testata è, come suggerisce la targhetta nella consolle centrale in carbonio, la numero 234 uscita dal reparto sportivo (RS significa RennSport, racing sport) di Ingolstadt. Equipaggiata con un 8 cilindri a V in alluminio di 4,2 litri con doppio turbo (uno per bancata), la “Plus” ha, rispetto alla RS6, centralina modificata, scarichi ottimizzati e due radiatori supplementari situati dietro gli intercooler. Caratteristiche che, di fatto, la rendono la wagon più prestazionale mai prodotta da Audi fino al 2004: 353 kW/480 cv a 6.000 giri/minuto di potenza, 560 Nm di coppia massima con una curva stabile tra i 1.950 e i 6.000 giri/minuto. Dati che consentono alla familiare di quasi 5 metri di scattare da 0 a 100 km/h in appena 4,6” e di raggiungere i 200 km/h in 17,3”. La velocità massima è autolimitata a 280 km/h, anziché ai consueti 250 km/h di altri modelli Audi, Bmw e Mercedes come da un accordo tra i tre marchi sottoscritto nel 1987. Per tenere in strada tanta potenza Audi ha previsto la trazione integrale permanente con blocco del differenziale elettronico EDL, ESP e i sistemi antipattinamento ASR e di controllo dinamico dell’assetto DRC (Dynamic Ride Control). I pneumatici sono super ribassati da 255/35 ZR 19”, l'impianto frenante ha dischi forati di grandi dimensioni e vari sistemi di assistenza elettronica.
Ancora più potente per “stressare” l’impianto
La station wagon più potente e veloce prodotta da Audi evidentemente non bastava per i tecnici Prins che hanno pensato bene di fare alcune “piccole” modifiche. Interventi alla centralina elettronica e al limitatore di velocità che hanno elevato la potenza massima a circa 570 cv e tolto ogni barriera alla “lancetta” del tachimetro. Secondo i responsabili dell’aziende olandese, l’RS6 Plus in prova deterrebbe il record di velocità massima per auto a Gpl: 326 km/h. Si tratta, però, di un primato, pare ottenuto in una fresca alba nelle autostrade tedesche, non registrato ufficialmente ma rilevato tramite navigatore satellitare. Un dato, per la verità, poco rilevante che non avevamo intenzione di verificare. Più interessante è la conoscenza dell’impianto. Si tratta del sistema di iniezione gassosa sequenziale VSI-Gpl che si contraddistingue per diverse peculiarità. La prima riguarda la centralina elettronica di gestione del gas che, a differenza di altri impianti, non prevede una mappatura specifica, ma opera tramite un convertitore applicato alla centralina originale che “trasforma” i tempi delle iniettate della benzina in equivalenti a Gpl in base al potere calorico dei due carburanti. In pratica, il dispositivo non fa altro che sfruttare la programmazione elaborata dai tecnici dei costruttori, che è quella ottimale, e convertirla a gas tenendo conto delle differenze chimiche dei due combustibili. Una soluzione che, secondo i responsabili di Prins, garantirebbe migliori prestazioni, semplicità di installazione e nessun aggiornamento in caso di upgrade del software della centralina originale.
Iniettori specifici e ValveCare per proteggere le valvole
Altri “plus” dell'impianto Prins sono gli iniettori e i riduttori. I primi, progettati in collaborazione con la giapponese Keihin, sono realizzati con spillone in acciaio inox e tecnologia OEM simile a quella impiegata dai costruttori per i motori benzina che, secondo i tecnici olandesi, dovrebbero garantire precisione e affidabilità superiori rispetto alle elettrovalvole comunemente usate. Analogamente i riduttori in alluminio anodizzato sono testati per resistere a picchi di pressione di 60 bar e hanno membrane e guarnizioni vulcanizzate per operare senza problemi a temperature comprese tra –30 e +120 gradi. Studiati per gestire le esigenze di alimentazione di motori fino a 500 cv (o 350 cv se sovralimentati), possono essere utilizzati in coppia, come sull’Audi di Prins dove è applicato uno per bancata, per potenze superiori.
Inoltre, nell’impianto della RS6 Plus è presente il dispositivo per il ValveCare, un additivo composto da piombo, benzene, xylene e toluene dal consumo ridotto (un litro è sufficiente per 1.200 litri di Gpl) che consente di ridurre l’usura di valvole e relative sedi. Un insieme di tecnologie ritenuto talmente affidabili che la Gpl Doctor offre una garanzia triennale (o di 150.000 km) e assicura per lo stesso periodo la mancata accensione della spia motore.
Prestazioni immutate, consumi in salita del 12%
I 600 km effettuati non sono stati certo sufficienti per testare l’affidabilità del sistema VIS-Gpl, ma abbastanza per verificare il comportamento della RS6 Plus a gas. L’impressione che abbiamo avuto è che il “laboratorio” di Prins non subisce cali sensibili nelle prestazioni. Ripresa e accelerazione rimangono impressionanti e non si avvertono strappi o “buchi” neanche commutando alimentazione con motore ad alti regimi di rotazioni. Nessuna variazione apparente si segnala anche viaggiando a bassi regimi con marce alte (il cambio è automatico-sequenziale a cinque rapporti), situazione nel quale si apprezza in pieno l’ottima elasticità di marcia del V8 tedesco.
Viceversa a peggiorare sono i consumi. L’incremento della richiesta di carburante si attesta al 12% circa, valore equivalente alla differenza di contenuto calorico tra benzina e Gpl. Un aumento che rende frequenti le soste dal distributore. Dosando con cura il piede sull’acceleratore è difficile fare meglio di 14 l/100 km. Se poi si sfruttano appieno le potenzialità dei 570 cv del 4.2 Audi è improbabile superare i 3 km/litro, grosso modo il consumo di un camion. Mezzo con il quale la RS6 Plus di Prins ha della assonanze. La sperimentazione dell’impianto VIS sul modello provato è servita anche per mettere a punto i sistemi per veicoli industriali come il
kit per trasformare a metano i veicoli industriali diesel. Ed è da Tir anche il serbatoio, una bombola cilindrica da 90 litri effettivi che occupa metà dell’enorme vano bagagli della station wagon tedesca. Un serbatoio extralarge che consente un’autonomia di 500-550 km e di avere spese sostenibili per il rifornimento di carburante. Il pieno, infatti, costa circa 50 euro, equivalente a circa 10 centesimi al chilometro, un valore simile a quello di una berlina media a benzina.
Da dimenticare, come prevedibile per un veicolo del genere, la qualità ambientale. A parte il minore rilascio di inquinanti garantito dal gas, il contributo sull’effetto serra del “laboratorio” Prins è consistente. Pur in assenza di dati reali, non crediamo che gli oltre 350 grammi/km della RS6 subiscano un taglio drastico con la conversione a Gpl. Ma d’altronde questo è il prezzo da pagare per sviluppare sistemi sempre più efficienti e sicuri che migliorano le doti ecologiche delle auto sul quale viene applicato l’impianto Gpl.