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Dizionario
Con il termine di “particolato” si intende in genere l'insieme delle diverse sostanze, solide o liquide, sospese in aria. Comprendono elementi come particelle di carbonio, microroganismi, solfati, nitrati, cloruro di sodio, polveri minerali e acqua. Per indicarne le dimensioni sono identificate con la sigla PM (Particulate Matter) seguite da una cifra che indica la dimensione (il “diametro aerodinamico”) delle particelle in micron: ad esempio PM 10 significa tutto ciò che è inferiore a 10 micron (millesimi di millimetro).
Proprio i PM 10 e la loro concentrazione a quote appena superiori a quelle del suolo, quindi dove possono essere inalate dai nostri polmoni, sono da non molti anni al centro dell'attenzione di chi si occupa di sostanze inquinanti e dei loro effetti sulla salute umana; le normative sulle emissioni degli autoveicoli ne tengono conto in misura crescente, in particolare ponendo limiti sempre più severi alle motorizzazioni diesel, responsabili della maggior parte delle emissioni. Molti contestano la misura del PM 10, sostenendo che la maggior pericolosità per la salute è costituita da particelle ben inferiori a questa soglia. Va detto, infatti, che il PM 10 è costituito per il 50-80% da PM 2,5, quindi da particelle grandi meno di un quarto del limite considerato. Il PM 2,5 può raggiungere la zona alveolare dei polmoni, diversamente dalle microparticelle più grandi che spesso si fermano nelle alte vie respiratorie. Inoltre, minore è la dimensione della particella, maggiore sarà la durata di sospensione nell'aria e le distanze percorse dal luogo di emissione prima che raggiunga il suolo per gravità o precipitazioni atmosferiche.
Particelle primarie e secondarie
In base a come sono state create, le particelle in sospensione si distinguono in primarie e secondarie. Le prime sono frutto di un'immissione diretta in atmosfera, per cause naturali o attività umane. Tra queste ultime, figurano la combustione di idrocarburi, le attività industriali, edili e minerarie, l'abrasione di materiali come asfalto, gomma (pneumatici) e guarnizioni di attrito (pastiglie freno, frizione). Le particelle secondarie, presenti soprattutto nella frazione più fine, si formano invece in modo indiretto: la maggior parte per trasformazioni in atmosfera del biossido di azoto (NO2) e biossido di zolfo (SO2), tipici prodotti della combustione di motori per autoveicoli, in particolare dei diesel per la presenza dello zolfo. Per questo i gasoli a bassissimo tenore di zolfo (o nullo come il biodiesel) sono visti come mezzo per ridurre il particolato.
Danni per la salute
Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il PM 10 aumenta il rischio dei decessi respiratori nei neonati al di sotto di un anno, influisce sullo sviluppo delle funzioni polmonari, aggrava l’asma e altri problemi respiratori come la tosse e la bronchite nei bambini; il PM 2,5, in particolare, provoca un aumento di decessi per malattie cardio-respiratorie e cancro del polmone, nonché il rischio di ricoveri ospedalieri d’emergenza per malattie cardiovascolari e respiratorie. L'esposizione al PM per lunghi periodi porta a un'apprezzabile riduzione dell'attesa di vita; ma anche da un'esposizione per periodi di tempo limitati emergono infiammazioni polmonari, sintomi respiratori e cardiovascolari, aumento della richiesta di cure mediche, dei ricoveri ospedalieri e della mortalità.
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