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Subaru Legacy 2.0 SW Bi-Fuel Black Limited
mercoledì 28 novembre 2007
Prova d’uso
Il piacere di guida integrale si tinge di verde
Subaru ha sempre realizzato vetture tecnicamente notevoli ma in tema ambientale i suoi ancor più interessanti progetti di auto ibride ed elettriche (vedi la G4e) si sono sempre fermati a livello di prototipi. Da anni, però, ha affiancato in listino alle versioni a benzina modelli bi fuel a Gpl.
Una mossa certamente dettata anche da motivi commerciali: Subaru non ha in gamma motori diesel, anche se nel 2008 arriverà un’unità a gasolio a cilindri contrapposti, la stessa architettura della bi fuel della nostra prova. La Legacy è una station wagon di grandi dimensioni (472 cm) dal prezzo non molto contenuto, ma giustificato dalle buone prestazioni e dalle eccellenti qualità dinamiche garantite dalla trazione integrale permanente. Come bi-fuel è in listino con la brillante motorizzazione 2.0 “boxer” da 122 kW/165 cv. Il nostro esemplare era nell’allestimento “Black Limited” da 32.570 euro, con l’optional del navigatore touch screen (2.456 euro).

Vita di bordo: una comoda e capiente station
Nell’uso come station wagon da famiglia, la Legacy è un’auto decisamente comoda, sia come abitabilità sia come conformazione dei sedili. Il bagagliaio, notevolmente sviluppato in larghezza e profondità, è soddisfacente – considerando l’inevitabile ingombro della trasmissione posteriore – anche in altezza. Il sedile posteriore, che ha gli attacchi Isofix per accogliere due seggiolini per bambini, è ovviamente abbattibile per aumentare lo spazio a disposizione per i bagagli. Subaru ha optato per la soluzione del solo ripiegamento dello schienale (sdoppiato in modo asimmetrico): si perde un po’ di cubatura ma si ottiene il massimo in termini di lunghezza disponibile e di semplicità. Pratici gli occhielli di fissaggio del carico e i ganci portaborse; utile anche il “vascone” in plastica (optional, ne esistono due tipi) a protezione del piano bagagli. Il posto guida, con movimenti elettrici del sedile e volante regolabile in altezza e profondità, si adatta bene a tutte le taglie. Notevole l’insonorizzazione della meccanica, favorita dalla regolarità del motore a 4 cilindri contrapposti; alle velocità autostradali prevalgono il rumore di rotolamento e qualche fruscio aerodinamico, disturbi peraltro mai rilevanti. Di buona qualità l’impianto audio, con comandi al volante e caricatore per 6 CD; optional l’ingresso AUX per lettori Mp3. Di buon livello l’assorbimento delle sospensioni, considerando le notevoli qualità dinamiche dell’auto e la gommatura decisamente sportiva (pneumatici 215/45 R17): l’assetto appare più morbido di molte concorrenti tedesche di prestazioni simili. Tutto questo mantenendo eccellenti qualità di guida e senza innescare fastidiosi beccheggi o rollii nella guida veloce. In autostrada si apprezza il cruise control, di serie, molto preciso nel mantenere la velocità impostata: una dotazione che, comfort a parte, è vantaggiosa anche sul piano dei consumi e che vorremmo vedere esteso, almeno come optional e a prezzi ben più contenuti degli attuali – dato il basso costo industriale del dispositivo – alle auto dei segmenti inferiori. Tra i dispositivi di serie segnaliamo anche i fari allo Xeno che migliorano la visibilità notturna e richiedono il 20-30% in meno di energia rispetto a quelli tradizionali.

Ecologia: bene il gas, scorrevolezza migliorabile
La constatata buona efficienza dell’impianto a Gpl (vedi sotto) dovrebbe permettere di migliorare apprezzabilmente il livello di emissioni di CO2 allo scarico, in verità piuttosto elevato in assoluto: 212 g/km corrispondente a 9 l/100 km. Un dato certamente compromesso in parte dagli attriti superiori della trasmissione a 4 ruote motrici. L’aerodinamica, però, non aiuta molto, come conferma la velocità massima: 204 km/h con 165 cv non sono indice di un Cx particolarmente basso. D’altra parte la Legacy berlina, con identici motore, rapporti di trasmissione e sezione frontale e massa appena inferiore (-30 kg), raggiunge i 214 km/h, indice (in prima approssimazione) di un 12-13% in meno di resistenza all’avanzamento complessiva. Il difetto di efficienza non sembra invece imputabile al motore, di progettazione recentissima e dall’alto rapporto di compressione. Lo conferma l’indicatore istantaneo di consumo, che in quinta, in un’ampia gamma di regimi, non sale mai a valori esagerati nemmeno premendo a fondo l’acceleratore. I consumi, in effetti, risentono poco dello stile di guida: sono relativamente contenuti se si va “forte”, ma d’altro canto non permettono grandi exploit in positivo se si adotta una guida tutta orientata al risparmio. In condizioni di uso quotidiano, si resta attorno ai 9 km con un litro di gas liquido. La valutazione migliora considerando che con il Gpl le emissioni di gas serra solitamente si riducono del 10%, portando il valore della Legacy da 212 a 191 g/km. Un dato migliore di molte concorrenti a benzina, come Audi A4 2.0 da 163 cv (221 g/km), la Volkswagen Passat 2.0 FSI da 150 cv (214) e prossimo a una delle vetture della categoria con motore più efficiente, la Bmw 525xi da 218 cv (193). Il livello di CO2 di 191 g/km di Subaru è prossimo anche a molte Suv a gasolio con filtro antiparticolato, come Toyota Rav4 D-4D da 177 cv (185 g/km) e Citroen C-Crosser 2.2 HDi da 160 cv (194). Veicoli avvantaggiati di solito dai più scorrevoli (ma meno efficaci, anche se le Case affermano invariabilmente il contrario) sistemi di trazione integrale “on demand”, che intervengono solo in caso di slittamento dell'anteriore. Rispetto alle rivali a benzina e gasolio, però, la versione bi fuel del marchio giapponese, per le caratteristiche chimiche del gas, ha emissioni inferiori di ossido di carbonio e idrocarburi incombusti ed è praticamente esente da rilasci di biossido di zolfo e benzene.

Integrale sempre, con riduttore
Caratteristica tecnica principale della Legacy – e tipicamente Subaru - è la trazione integrale permanente su tutta la gamma. Una caratteristica che, associata a un ottimo telaio, la rende un punto di riferimento tra le station sportive in termini di tenuta di strada, stabilità e piacere di guida. Vero che quello della guida sportiva è un aspetto che con l’ecologia ha poco da spartire; altrettanto vero, però, che la familiare giapponese è certamente più a suo agio di tante Suv anche su neve e ghiaccio, mentre su asfalto non è nemmeno il caso di fare paragoni. Non si vede, insomma, perché si debba acquistare un Suv con l’unica “scusa” di usarlo per andare a sciare, quando una Legacy – o, per citare una concorrente, un’Audi A4 Avant quattro – con pneumatici invernali viaggia con molta più sicurezza sulle strade innevate di qualunque Sport Utility. Vetture, queste, che sono quasi sempre prive del riduttore, che invece è presente sulla Legacy. Più che per il fuoristrada – l’altezza da terra ridotta lo sconsiglia - l’utilità si sente nella guida sportiva su strade di montagna per avere un maggior numero di rapporti a disposizione, con la seconda “ridotta” molto utile nei tornanti. La riduzione è di 1,447:1, il che significa circa 170 km/h al massimo dei giri in quinta; l’inserimento avviene con la stessa modalità e rapidità di un cambio marcia. Il sistema di trazione integrale è definito da Subaru “simmetrico”, una simmetria intesa tra destra e sinistra grazie alla disposizione longitudinale di motore e cambio. Nella Legacy 2.0, diversamente dalla più potente versione con il 6 cilindri 3.0, è simmetrica anche la ripartizione media della coppia tra asse anteriore e posteriore. Ripartizione che, però, al variare delle condizioni, può variare attivamente e rapidamente senza alcun intervento del guidatore grazie al differenziale centrale a slittamento limitato. Nell’uso pratico, si apprezza la progressività delle reazioni pur se si usa in modo “sconsiderato” l’acceleratore (bruschi rilasci o accelerazioni), con una notevole stabilità in curva che non limita affatto la maneggevolezza. Tutto questo senza alcun aiuto da parte dell’elettronica di controllo, limitata al solo ABS. Lo sterzo ha buone caratteristiche di prontezza; la ridotta demoltiplicazione non richiede quasi mai di spostare le mani lungo la corona nelle curve strette. Lo sforzo al volante è limitato, salvo qualche indurimento, non troppo fastidioso, nell’uso più sportivo.

Un “boxer” sotto il cofano
Altra caratteristica particolare della Legacy è il motore a 4 cilindri con architettura “boxer”, cioè con due bancate orizzontali contrapposte da 2 cilindri ciascuna. Una soluzione cara a Subaru che a suo tempo si ispirò dichiaratamente a quello che riteneva il miglior motore del tempo, l’Alfa Romeo dell’Alfasud/Alfa 33, proprio quella stessa, esclusiva unità che Fiat “cassò” quasi subito, in nome delle sinergie, una volta impadronitasi del marchio del Biscione. Il boxer costa effettivamente di più perché richiede, come nei motori a “V”, di raddoppiare i sistemi di distribuzione, aspirazione e scarico. In cambio offre considerevoli pregi: migliore equilibratura che porta a vibrazioni ridotte; ridotto ingombro in altezza e quindi abbassamento del baricentro dell’auto; ridotta lunghezza che si associa perfettamente alla disposizione longitudinale, ideale per una trazione integrale come la Legacy. Si guadagna anche in sicurezza, perché il motore basso e corto limita le possibilità di intrusione nell’abitacolo. Il boxer costituisce una valida alternativa al 6 cilindri, rispetto al quale certamente permette consumi inferiori. Il 2 litri 16V della Subaru è di progettazione molto recente; è caratterizzato da elevati rapporti di compressione (11,1:1) e regimi di rotazione, con potenza massima a 6.800 giri/min e limitatore a 7.500. Quota, questa, raggiunta con una progressione molto regolare e con poco rumore. Come spesso accade con i motori potenti non sovralimentati, le notevoli qualità agli alti regimi fanno sembrare il motore poco elastico; in realtà, considerando peso e cilindrata, la ripresa in quinta è sempre buona grazie alla soluzione della fasatura variabile per le valvole di aspirazione. La coppia massima, infatti, è espressa a un regime molto favorevole: 3.200 giri/minuto. Da sottolineare che alle qualità del boxer si affianca un’apprezzabile facilità di manutenzione e un’elevata affidabilità: Subaru negli ultimi anni è si è sempre posizionata, insieme a Toyota e Honda, nella parte alta delle classifiche di affidabilità. La garanzia è di tre anni o 100mila km.

Sistema Gpl: un moderno “sequenziale”
Premettiamo che Subaru aveva esordito nelle bi fuel con un impianto d’avanguardia che iniettava il Gpl ancora in fase liquida, molto vicino alla valvola di aspirazione. Il sistema era molto efficiente, tanto che si parlava addirittura di un lieve aumento di potenza rispetto al funzionamento a benzina, ma qualche difetto nella funzionalità ha poi spinto Subaru a proporre un impianto tradizionale –pur se molto avanzato in fase gassosa. Il sistema, a iniezione sequenziale fasata, è realizzato dalla BRC e utilizza i dati provenienti dalla centralina a benzina. Questi vengono elaborati da un’altra centralina (Fly SF) della stessa BRC, che “traduce” il tutto per adattare i parametri di iniezione alle caratteristiche del gas. In questo modo è la centralina originale a controllare, ad esempio, il rapporto aria/benzina, il limitatore di giri, il taglio dell’alimentazione in rilascio, la gestione motore durante i cambi marcia. L’impianto rispetta anche il sistema di autodiagnosi, mantenendo la capacità di individuare guasti dei componenti originali del motore; se invece il difetto è nello stesso sistema a gas, si attiva immediatamente la commutazione al funzionamento a benzina. Sequenziale è anche il passaggio da benzina a Gpl e viceversa, nel senso che avviene un cilindro alla volta per la massima fluidità di marcia. L’avvio avviene sempre a benzina, con passaggio più o meno rapido a Gpl a seconda delle temperatura esterna e del motore. Un piccolo neo del sistema è il passaggio automatico a benzina in caso di violenti “strapazzi” dell’auto nella guida più sportiva, forse causati da brevi carenze nella pressione di alimentazione del gas. Un problema da poco perché, come detto, è inavvertibile il passaggio all’alimentazione a benzina, non fosse per il cicalino che si attiva come nel caso di esaurimento del Gpl. Premendo il pulsantino, si torna, in modo altrettanto fluido, all’alimentazione a benzina. A parte questo, il funzionamento è sempre stato eccellente; in particolare abbiamo rilevato una differenza molto contenuta tra i consumi reali e quelli indicati dal computer di bordo, che si riferisce, così come per l’autonomia residua, al funzionamento a benzina. L’indicazione (approssimativa) del livello del Gpl è affidato a una serie di 4 led verdi, con l’avviso che si è in “riserva” indicato dal lampeggio dell’ultimo Led rimasto acceso. Il serbatoio è di tipo toroidale, sotto il vano di carico. La capacità è superiore alla media di questo tipo di soluzione: 61 litri, pari quindi a circa 48,8 litri effettivi. La ruota di scorta è sostituita da un kit di riparazione che include un piccolo compressore d'aria.


SCHEDA TECNICA

Motore
Cilindrata (cc): 1994
Emissioni (g/km CO2): 212 (B)
Potenza (kW/cv - giri/min): 121/165 – 6800 (B)
Coppia (Nm - giri/min): 187 – 3200 (B)

Meccanica
Trasmissione: meccanica a 5 velocità
Trazione: integrale permanente

Prestazioni
Velocità massima (km/h): 204 (B)
Accelerazione (0-100 km/h): 9,8” (B)
Consumo medio (l/100 km): 9,0 (B)
Autonomia (km): 1100 (700 B + 400 G)

Dimensioni e massa
Lunghezza (cm): 472
Larghezza (cm): 173
Altezza (cm): 147
Passo (cm): 267
Peso (kg): 1385
Serbatoio benzina: 64 litri
Serbatoio Gpl: 61 litri (48,8 effettivi)
Posti: 5
Bagagliaio (min-max in litri): 459-1649

Prezzo (euro): 32.570
Sito: www.subaru.it


EcoPagella


Normativa UE emissioni Euro - da 1 a 6


CO2 totale (g/km) – da 1 a 6


CO2 per passeggero (g/km) – da 1 a 3


Emissioni allo scarico (carburante) – da 1 a 5


Massa totale (kg) – da 1 a 5


Massa per passeggero (kg) da 1 a 3


Aerodinamica (Cx) da 1 a 4


Efficienza energetica motore – da 1 a 3


Riciclabilità - da 1 a 5
nd

Certificazioni – da 1 a 6
nd

Valutazione complessiva
17
su 46 quadrifogli

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