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L’Italia degli autobus è vecchia e inquinante
Il 32% degli autobus circolanti in Italia (il 53% nelle Isole) è rappresentato da veicoli Euro 0 che generano il 48% delle emissioni di CO2 prodotte dal trasporto pubblico nelle aree urbane e il 45,3% in quelle extraurbane. Percentuali che salgono rispettivamente al 76 e 67,9% se si considera anche il parco Euro 1.
Valori che potrebbero ridursi drasticamente sostituendo i vecchi autobus con quelli Euro 4. Secondo una simulazione l’adozione di modelli di nuova generazione EEV (Enhanced Enviromental Vehicle) a bassissime emissioni consentirebbe abbattere il rilascio nell’aria del 76% di ossido di carbonio (CO), dell’85% di idrocarburi incombusti (HC), dell’87% di ossidid di azoto (NOx) e del 98% di particolato. In pratica, un autobus degli anni Ottanta inquina come 17 modelli di ultima generazione e richiede maggiori costi per manutenzione, consumi di carburante e fermo veicoli stimabile in almeno 60 milioni di euro l’anno a livello nazionale.
Sono alcuni dei dati sconcertanti che emergono dal Libro Bianco dell’autobus in Italia promosso da dall’
Anfia, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, con il supporto tecnico-scientifico di
Csst (Centro Studi sui Sistemi di Trasporto) e la collaborazione di due associazioni del settore,
Asstra e
Anav.
A rendere ancora più grave la situazione è la riduzione del 40% circa della spesa pubblica destinata al trasporto urbano tra il 2006 e il 2008. Una contrazione di 120,6 milioni di euro che non aiuta certo a rinnovare un parco con anzianità media di 10,1 anni e con oltre il 25% del totale con più di 15 anni di utilizzo. “Lo sviluppo del trasporto pubblico locale - ha dichiarato il presidente del Gruppo Autobus di Anfia Enrico Vassallo - è un tema prioritario, soprattutto alla luce dell’importanza strategica che esso riveste dal punto di vista industriale, occupazionale, della mobilità e della qualità dell’ambiente. Occorre attuare, pertanto, una reale politica del trasporto pubblico che preveda al proprio interno interventi per il rinnovo del parco degli autobus, che coprono quasi l’80% della domanda di trasporto pubblico. L’obiettivo strategico è quello di allinearsi allo standard europeo – adeguato per volumi, moderno ed efficiente, con anzianità media di 7 anni – e di mantenere tale livello di eccellenza nel prossimo futuro. Questo comporterebbe l’immissione sul mercato, entro il 2014, di circa 26.000 nuovi autobus, con un impegno economico di circa 800 milioni di euro”. “Sembra naturale - prosegue Vassallo - attendersi una politica di sostegno da parte dello Stato al rinnovo del parco, manovra necessaria per le aziende di trasporto e per il rilancio del sistema economico. L’incentivo per lo sviluppo non può ridursi, pertanto, ai 75 milioni di euro una tantum previsti dalla finanziaria 2008”. Un giudizio ancora più condivisibile se si pensa che la carenza del trasporto pubblico nei decenni passati è una delle principali cause che ha provocato l’attuale congestione del traffico veicolare, con relativo peggioramento della qualità dell’aria.