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Volkswagen Space Up Blue
mercoledì 21 novembre 2007
EcoPrototipi
Volkswagen tiene in caldo l'idrogeno
Un piccolo e leggero monovolume elettrico a 4 posti alimentato da batterie e da rivoluzionarie celle a combustibile a idrogeno. Lo ha presentato Volkswagen al Salone dell'auto di Los Angeles. In pratica VW ha completato con un gruppo propulsore alternativo il prototipo già visto al recente Salone di Tokyo.
Lo Space Up Blue ha dimensioni appena superiori a quelle di una Fiat Panda e quattro porte che si aprono ad anta scoprendo completamente la fiancata, priva di montante centrale. L'auto accoglie nella parte posteriore il motore elettrico posteriore da 45 kW/61 cv e un pacco di batterie al litio con energia totale di 12 kWh, quanto basta ad assicurare una percorrenza di circa 100 km. Anteriormente si trovano le celle a combustibile, alimentate da due serbatoi di idrogeno compresso (capacità totale 3,3 kg) integrati nel sottoscocca. Con le fuel cell, l'autonomia si estende di altri 250 km. Un'ulteriore piccola fonte di energia elettrica si trova sul tetto, sotto forma di pannelli solari capaci di erogare un massimo di 150 Watt per ricaricare le batterie (il che significa, dopo una giornata di posteggio al sole, percorrere 6-8 km a costo zero). Il peso totale della vettura risulta molto contenuto: 1090 kg.

Le celle VW ad alta temperatura
Già nel 2006 Volkswagen aveva annunciato di stare effettuando internamente studi per produrre celle HTFC (High Temperature Fuel Cell, Celle a Combustibile ad Alta Temperatura) ad alta temperatura di funzionamento (circa 120 °C), più piccole ed efficienti di quelle a bassa temperatura (LTFC) usate tradizionalmente. Queste ultime assorbono molta energia per creare, tramite raffreddamento e umidificazione, le giuste condizioni di funzionamento: si calcola un 30-40% di energia spesa rispetto a quella prodotta a fronte del 6% di perdite dovuto alla pura reazione chimica idrogeno-ossigeno (è il calore perso scaricando esternamente il vapore acqueo). Le celle di nuovo tipo si accontenterebbero di un sistema di raffreddamento molto semplice e, secondo Volkswagen, durerebbero di più e costerebbero decisamente meno delle LTFC. Non si conoscono invece i dati sul comportamento a basse temperature, storico tallone d'Achille delle fuel cell: la tecnologia concorrente è scesa di recente a -30 °C come temperatura minima di funzionamento.

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