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Andrea Baracco, Renault – Verso la mobilità a zero emissioni – Quinta parte
giovedì 30 luglio 2009
Interviste
Marchio “eco2” e car pooling per il presente
Se la mobilità elettrica potrà risolvere gran parte delle problematiche derivate dall’uso dei veicoli, i cambiamenti climatici in atto richiedono interventi immediati. In attesa di soluzioni amiche dell’ambiente, quindi, le Case automobilistiche devono garantire da subito la riduzione delle emissioni di gas serra e inquinanti dei modelli commercializzati e dei propri processi produttivi. Un impegno necessario anche perché la sostituzione del parco auto attuale con uno a emissioni zero richiederà necessariamente diversi decenni.
In quest’ultimo “incontro” con Andrea Baracco il responsabile Immagine e comunicazione di Renault Italia spiega lo stato attuale della politica ambientale della Régie.

Qual è l'attuale realtà di Renault?
Forte di un storia lunga di più di un secolo – Louis Renault fondò l’azienda nel 1898 - il Gruppo Renault, costruisce e vende in tutto il mondo auto e veicoli commerciali attraverso le sue tre marche: Renault, Dacia e Samsung. Presente in 118 Paesi, il Gruppo impiega 129.000 persone e ha realizzato nel 2008 un fatturato complessivo di 37.791 milioni di euro. Con l’obiettivo di diventare uno dei primi tre costruttori automobilistici mondiali in termini di qualità, tecnologia e redditività. Renault ha costituito nel 1999 un’Alleanza con Nissan (di cui detiene il 44,4%). L’Alleanza ha venduto 6.090.304 veicoli nel 2008, conquistando una quota di mercato mondiale pari al 9,4%.

In attesa delle auto elettriche cosa sta facendo Renault per l’ambiente?
Sin dal 1995 Renault ha dato avvio a un’ambiziosa politica ambientale. A livello locale e internazionale, il Gruppo è impegnato nella riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività. L’attenzione alla tutela dell’ambiente è per Renault un impegno in tutto il ciclo di vita dell’auto: dalla sua progettazione alla sua produzione, dal suo utilizzo fino al suo riciclaggio.

Il marchio “eco2”
Nel maggio 2007 Renault ha lanciato il marchio “eco2” per identificare i suoi veicoli più ecologici ed economici. Il marchio riflette la volontà di Renault di informare i consumatori dei progressi in campo ambientale raggiunti negli ultimi 10 anni lungo tutto il ciclo di vita dei propri veicoli.
I veicoli “eco2” rispettano precisi criteri ecologici nella progettazione, nelle emissioni di CO2 e nel riciclo.
1. Produzione: impianti certificati ISO 14001
Tutte le fabbriche Renault nel mondo sono certificate ISO 14001, a testimonianza dei risultati ottenuti dagli impianti in termini di ottimizzazione dei consumi idrici ed energetici e riduzione della produzione di rifiuti e delle emissioni in atmosfera e acustiche.
2. Emissioni di CO2: meno di 140 g/km
Tutti i veicoli “eco2” emettono meno di 140 grammi di CO2 per chilometro. Alcuni veicoli, inoltre, sono progettati per essere alimentati con biocarburanti.
3. Utilizzo di materiali riciclati
In sinergia con i suoi fornitori, Renault sviluppa veicoli che già in fase di progettazione comprendono almeno il 5% di plastica riciclata. Questa percentuale sale, su alcuni modelli, fino al 17%.
4. Riciclabilità dei veicoli al 95%
I veicoli Renault “eco2” sono progettati per essere valorizzati al 95% una volta giunti a fine vita. Le materie prime recuperate, dopo essere depurate dalle sostanze inquinanti, vengono reintrodotte nel processo produttivo.


Le buone pratiche: il car pooling aziendale
Nel 2007 Renault ha deciso di investire fortemente nello sviluppo del car pooling all’interno dei propri siti produttivi, riprendendo e rilanciando un progetto avviato originariamente nel 1996. L’iniziativa, inizialmente circoscritta agli impianti di di Rueil e Lardy, si è dimostrata da subito un successo ed è stata estesa a tutti i siti francesi a partire dal 2008, con l’obiettivo di allargare il servizio a tutti gli impianti Renault nel mondo. L’idea alla base del car pooling è molto semplice: all’interno di ogni sito vengono formati dei gruppi in base al luogo di provenienza e all’orario di lavoro dei dipendenti e alla disponibilità di ognuno di una vettura di proprietà. In questo modo più dipendenti con esigenze di mobilità analoghe potranno andare e tornare dal luogo di lavoro insieme, risparmiando sui costi di carburante e riducendo le emissioni inquinanti.




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