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A Mantova il distributore del futuro?
È stata inaugurata a Mantova la stazione di servizio multyEnergy per il rifornimento di vetture a idrogeno, oltre che metano, gasolio e benzina. Si tratta della seconda eco-stazione, dopo quella di Francoforte (una terza, a Collesalvetti in provincia di Livorno, è stata aperta da Agip nel luglio 2006), di
Zero Regio, il progetto per lo sviluppo della mobilità sostenibile cofinanziato dalla Comunità europea nell’ambito del Sesto Programma Quadro che prevede uno stanziamento di 17,5 miliardi di euro.
L’impianto realizzato da Eni consentirà di fare il pieno di idrogeno gassoso a 350 bar, idrogeno prodotto all’interno della stessa stazione con un reformer da 20 metricubi/ora alimentato a gas naturale. Si tratta di una tecnologia, denominata Sct-Cpo (Short Contact Time–Cathalytic Partial Oxidation), che utilizza un processo catalitico ad alta temperatura, un flusso premiscelato di vapore e gas naturale, per trasformarlo attraverso stadi successivi in idrogeno puro. Una tecnica della quale, purtroppo, non sono stati comunicati i dati sulle emissioni di anidride carbonica generate dal processo di produzione e se verranno rilasciate nell’aria o catturate in qualche modo.

Prevista anche la produzione di energia pulita tramite i pannelli fotovoltaici in grado di produrre 20 kWp (kW picco, unità di misura per esprimere la potenza massima di un modulo solare) per autoalimentare il distributore. Positiva, invece, la volontà di estendere l’applicazione “solare” ad altre 800-1000 stazioni di servizio entro il 2010.
Al contrario della stazione inaugurata a Milano nel settembre 2004 e chiusa pochi giorni dopo, la multyEnergy di Mantova dovrebbe avere vita più lunga. L’impianto, infatti, rifornirà una “flotta” di tre Fiat Panda a celle a combustibile del Comune. Peccato che la loro circolazione sia limitata a percorsi predefiniti. Una restrizione che, insieme all’impossibilità di rifornire le auto alimentate a idrogeno liquido come la Bmw Serie 7 Hydrogen, riduce le potenzialità del piano. Un inconveniente sottolineato da Roberto Formigoni, presente insieme all’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni alla cerimonia del 21 settembre, ha lamentato che “abbiamo impiegato sei mesi per ottenere che queste vetture circolassero e soltanto in percorsi riservati. È chiaro che tutto questo rallenta e mortifica un progetto impegnativo”. Un ostacolo, tra l’altro, poco sensato se si considera che le Bmw “H7”, come hanno dichiarato alcuni dirigenti della Casa tedesca intervenuti all’evento, una volta immatricolate possano viaggiare senza limitazione. Un limite che, speriamo, sarà rimosso presto: entro fine ottobre, infatti, è previsto l’avvio di un altro progetto con flotta di 10-12 vetture. Altro obiettivo Eni per i prossimi mesi è di ampliare le caratteristiche ecologiche degli impianti futuri miscelando, ad esempio, idrogeno e metano per ridurre ulteriormente le emissioni delle auto alimentate a gas naturale.