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Brushless |
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lunedì 03 settembre 2007
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Dizionario
Termine inglese che letteralmente significa “senza spazzole”. Nell'automotive si riferisce a un motore elettrico che, per funzionare, non usa contatti elettrici striscianti, ma sensori ottici o elettromagnetici che comandano un circuito elettronico. Il costo è superiore a quello dei sistemi a “contatto”, ma si ottengono netti vantaggi in termini di affidabilità e rendimento.
Nei motori tradizionali c’è un “collettore” sull’albero motore diviso in tante sezioni quanti sono i poli del motore: in un motore a 5 poli, ad esempio, il collettore è diviso in settori da 72° ciascuno per un totale di 360°. Un contatto strisciante, realizzato in materiali conduttori a basso attrito come la grafite, assicura il contatto elettrico con l’alimentazione e provvede fisicamente al cambio di polarità: a ogni rotazione completa la singola spazzola “incontra” uno alla volta i vari settori. Viceversa, in un motore brushless si utilizzano sensori di campo magnetico che “avvertono” l’angolo di rotazione del motore o, in altri casi, cellule fotoelettriche e dischi forati fissati all’albero motore. Il segnale dei sensori è letto da un circuito elettronico capace di comandare, anche ad altissime frequenze (migliaia di volte al secondo), l’inversione di polarità. L’assenza di elementi striscianti favorisce l’affidabilità, riduce gli attriti e praticamente azzera la necessità di manutenzione. È anche possibile raggiungere regimi di rotazione elevatissimi, impossibili con i contatti striscianti, realizzando unità con rapporto peso/potenza eccezionale.
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